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Commodity Report numero 514 del 6 aprile 2026



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 06/04/2026 08:40:55


Settimana particolare: in Europa oggi è Pasquetta (molti listini chiusi, liquidità più sottile), mentre negli USA venerdì 3 aprile è stato “Good Friday” e il cash equity è rimasto chiuso. Per coerenza, i futures hanno il loro riferimento su venerdì, mentre per alcune asset class “spot/cash” il riferimento operativo è stato giovedì. In questo contesto, il mercato ha continuato a muoversi su un binario doppio: risk-on di breve quando compaiono spiragli diplomatici, e premio guerrache resta incollato soprattutto a energia e logistica.


Macro: indici, tassi, dollaro, volatilità, Bitcoin

Sul fronte equity, la settimana si chiude con un tono sorprendentemente costruttivo per gli asset “risk”, nonostante lo sfondo bellico. S&P 500 futures a 6.603,75 (+3,0% w/w) e Nasdaq 100 E-mini a 24.129,75 (+3,4% w/w): segnale che il mercato, almeno per ora, sta “comprando” l’idea che il danno economico massimo sia evitabile, oppure che qualche canale di normalizzazione (anche parziale) sulle rotte energetiche possa riaprirsi prima di quanto si tema.

La volatilità lo dice chiaramente: VIX a 23,87 (da 31,05; -23,1% w/w). Questo è un punto cruciale: non è che i rischi siano spariti, è che il mercato sta smontando parte delle coperture più “paniche” costruite nelle settimane di picco, tornando a prezzare uno scenario “stressato ma gestibile”. È un equilibrio fragile: basta una notizia sulle rotte (Hormuz) o su infrastrutture colpite per riaccendere tutto.

Sui tassi, il mercato continua a oscillare tra “inflazione da energia” e “rallentamento da shock”: il 10Y USA chiude a 4,35% (da 4,44%; -9,5 bps w/w). In settimana abbiamo visto rendimenti reagire ai dati sul lavoro e alle aspettative di inflazione: la direzione finale (leggermente giù) racconta più prudenza su crescita e meno convinzione su tagli rapidi della Fed, soprattutto con l’energia che rimette pressione ai prezzi “headline”.

Il dollaro rimane stabile: DXY a 100,03 (da 100,15; -0,1% w/w). E il cambio EUR/USD a 1,1517 (quasi invariato w/w): l’euro non crolla, ma nemmeno accelera, perché l’Europa resta l’area più sensibile allo shock energetico (e alle catene di fornitura), mentre gli USA beneficiano del profilo da esportatore netto di energia e da “safe haven” finanziaria quando la paura risale.

Bitcoin: settimana più “rumorosa” che direzionale. BTC a 66.955 (+0,8% w/w). Il punto non è tanto dove chiude, ma come si muove: rimbalzi e scivoloni rapidi quando cambiano i titoli su guerra, tassi e liquidità. In questa fase BTC non sta recitando stabilmente il ruolo di “bene rifugio”; assomiglia di più a un asset di rischio con sensibilità a dollaro e rendimenti reali, e con una componente di deleveraging quando sale lo stress.

Cosa guardare nella settimana (6–10 aprile):

  • Mercoledì 8 aprile: verbali FOMC (minutes) – importante capire quanto la Fed veda “transitorio” lo shock energia e quanto tema effetti di secondo giro.
  • Venerdì 10 aprile: CPI USA di marzo – sarà il primo dato inflazione a fotografare davvero l’onda d’urto sui carburanti.
  • In mezzo: dati su credito/ordini, richieste di sussidio e, per le commodity, i soliti driver settoriali (EIA, meteo, export, report USDA).

Bias macro (settimana in corso): moderatamente risk-on ma instabile. Finché la volatilità resta sotto controllo, l’equity regge; ma energia e rotte sono “interruttori” pronti a riaccendere il rischio.


Energia: WTI/Brent, spread 1–2, crack 3-2-1, Natural Gas

La fotografia dell’energia è netta: il premio guerra è ancora qui, e si vede soprattutto sulla struttura a termine.

WTI: chiusura a 112,06 $/bbl (+12,5% w/w). Un numero che da solo spiega la settimana: quando il mercato teme che i barili “fisici” non passino, non guarda più i fundamentals classici (scorte, rig count) ma il rischio di disponibilità immediata.

Curva (spread CL1–CL2): qui sta la parte più importante.

  • Maggio vs giugno: circa +13,50 $/bbl (front month sopra il secondo), contro ~+5,45 $/bbl della settimana precedente.
    Questa impennata della backwardation è un segnale da manuale: il mercato sta pagando carissimo il barile pronto, perché il rischio non è “prezzo medio del 2026”, è continuità di flusso nelle prossime settimane.

Brent: chiusura a 109,03 $/bbl (-3,1% w/w) ma attenzione: non è “debolezza strutturale”, è volatilità estrema tra titoli di escalation e titoli di de-escalation. Il Brent continua a essere l’indicatore più “geopolitico” perché incorpora direttamente il rischio rotte e supply globale, e in questa fase può muoversi violentemente anche solo per variazioni di probabilità su riapertura parziale di Hormuz.

Crack 3-2-1: qui arriva il secondo messaggio chiave. Nonostante benzina ancora sostenuta, l’impennata del greggio ha compresso i margini:

  • Crack 3-2-1 stimato in area ~42 $/bbl, in calo da circa ~54 $/bbl della settimana precedente.
    È un passaggio delicato: quando il crude corre più dei prodotti, il mercato sta dicendo “sto pagando il barile, ma non sono certo di poter trasferire tutto a pompa senza distruggere domanda”. Se invece i prodotti ripartono, allora lo shock diventa davvero inflattivo “pieno”.

Natural Gas (Henry Hub): chiusura a 2,807 (-9,3% w/w). E qui si collega bene la tua scelta su BOIL: la settimana conferma che il gas USA può anche restare “scollegato” dal panico globale se la domanda domestica (meteo) e l’offerta restano comode. Detto ciò, la guerra ha alzato la sensibilità del mercato a LNG e rotte: basta un altro giro su export e impianti per riportare volatilità.

Bias energia (settimana in corso):

  • Crude (WTI/Brent): bias rialzista ma nervoso. Finché Hormuz resta anche solo “quasi chiuso”, ogni pullback rischia di essere ricomprato. Però attenzione: con questi prezzi, basta un titolo credibile di riapertura/accordo e puoi vedere correzioni violente.
  • Spread 1–2: bias su backwardation alta. Il mercato sta prezzando scarsità immediata; si sgonfia solo con segnali concreti sulle rotte o con rilascio di barili realmente disponibili.
  • Crack: bias laterale/volatile. Se la domanda tiene, i prodotti possono riaccendersi; se invece i prezzi alla pompa mordono, il crack rischia di rimanere compresso.
  • Natural Gas: bias neutrale/leggermente ribassista, salvo sorprese su meteo o export LNG.


Grains & Carni: Corn, Wheat, Soybeans + Lean Hogs, Live Cattle

Settimana più “da fondamentali” rispetto all’energia, ma sempre con l’ombra lunga dei costi input (fuel + fertilizzanti) e del tema supply chain.

Corn: 452,00 (-2,2% w/w). La pressione non viene da un singolo fattore, ma da un mix: ampia disponibilità, mercato che fatica a trovare narrativa rialzista immediata, e un occhio già al planting. Sullo sfondo, però, il quadro costi sta cambiando: se energia e fertilizzanti restano alti, la domanda di mais può soffrire (margini etanolo e feed), ma allo stesso tempo l’offerta futura diventa meno “scontata”.

Wheat: 597,75 (-1,2% w/w). Il grano continua a essere la commodity agricola più “geopolitica” dopo l’energia (Russia-Ucraina, corridoi, export). Ma questa settimana il mercato ha scelto di non pagare ulteriore premio, probabilmente perché lo shock principale si è spostato su crude e logistica. Resta però un mercato che può fare spike rapidi.

Soybeans: 1.162,75 (+0,3% w/w). La soia tiene meglio: è coerente con un contesto in cui l’agrifood ragiona già in termini di scelte di semina e costi azotati (la soia è meno dipendente dal nitrogen rispetto al mais). Se l’energia resta cara, la soia tende a “prendere punti” relativi.

Carni

  • Lean Hogs: ultimo riferimento 91,03 (+0,3% w/w). Mercato più stabile: domanda domestica, export e costi feed guidano più del rumore macro.
  • Live Cattle: 246,10 (+3,2% w/w). Qui la storia è sempre la stessa: offerta strutturalmente stretta, prezzi che restano sostenuti e che diventano ancora più sensibili se i costi input salgono (energia/trasporti) e se il consumatore tiene.

Bias grains & carni (settimana in corso):

  • Corn: bias neutrale/ribassista finché non arrivano segnali più netti su planting/weather o ripartenza domanda (etanolo/export).
  • Wheat: bias neutrale ma con “coda” rialzista: basta un peggioramento geopolitico/logistico per riaccendere premio rischio.
  • Soybeans: bias leggermente rialzista in ottica relativa (costi fertilizzanti e rotazioni).
  • Lean Hogs: bias neutrale.
  • Live Cattle: bias rialzista/di tenuta, con volatilità se si temono contraccolpi sui consumi.


Softs: Zucchero, Caffè, Cacao

Qui il mercato ha fatto quello che spesso fa: mentre tutti guardano la guerra, le softs tornano a raccontare storie di offerta, raccolti e domanda industriale, con qualche interferenza macro (dollaro e risk sentiment).

Zucchero #11: chiusura area 15,00 c/lb (-5,8% w/w). La discesa è coerente con la narrativa di maggiore offerta attesa e con un mercato che non riesce più a sostenere prezzi “di paura” senza una ragione meteo/produzione forte.

Caffè: 295,40 (-2,1% w/w). Qui pesa la combinazione di dollaro stabile e risk sentiment migliorato (meno bid da “hedge”), mentre i fondamentali restano legati a Brasile/robusta e flussi commerciali. Il mercato sembra in fase di digestione.

Cacao: 3.245 (+2,5% w/w). Cacao più resiliente: la domanda industriale non sparisce dall’oggi al domani e il mercato continua a prezzare sensibilità su supply chain e qualità del raccolto. Rispetto all’anno scorso resta su livelli completamente diversi, ma nell’immediato si muove ancora con una logica “tightness”.

Bias softs (settimana in corso):

  • Zucchero: bias neutrale/ribassista finché non rientra un driver meteo serio.
  • Caffè: bias neutrale, con attenzione a eventuali shock logistici (rotte, assicurazioni, noli).
  • Cacao: bias neutrale/leggermente rialzista, perché resta il più “teso” sul bilancio domanda/offerta.


Metalli: Oro, Argento, Rame

Dopo settimane in cui i metalli preziosi hanno sofferto un mix di rialzo rendimenti reali e vendite forzate (margin call, rotazione su energia), questa settimana segna un rimbalzo robusto, ma ancora molto nervoso.

Oro: 4.702,70 (+4,3% w/w). L’oro torna a comportarsi da “assicurazione” quando il mercato percepisce che lo shock guerra può trasformarsi in shock macro (inflazione + rischio crescita). Il fatto che il 10Y non chiuda più alto aiuta. Ma attenzione: con questi livelli, basta una nuova fiammata dei rendimenti o un dollaro più forte per vedere prese di profitto violente.

Argento: 73,17 (+5,2% w/w). È il metallo più “schizofrenico” perché è sia precious sia industrial. Quando sale l’avversione al rischio può scendere per liquidazione, quando torna la caccia al beta può sovraperformare l’oro. Questa settimana fa vedere entrambe le anime.

Rame: 5,6815 (+3,9% w/w). Rame forte: tra aspettative di domanda (infrastrutture/energia) e supply chain che, in fase di stress globale, diventano un fattore non banale. Il rame spesso anticipa il “costo del mondo reale”: se la logistica resta sotto pressione, il rame tende a restare bid.

Bias metalli (settimana in corso):

  • Oro: bias leggermente rialzista, ma con rischio di correzioni rapide se i rendimenti ripartono.
  • Argento: bias rialzista ma ad alta volatilità.
  • Rame: bias rialzista/di tenuta, salvo shock risk-off che colpisca la parte ciclica.


Principali dat macro ed eventi della settimana


Date

Reports

Expiration & Notice Dates

04/06

Mon

3:00 PM CDT - Crop Progress

FN: Apr Live Cattle(CME)

04/07

Tue

11:00 AM CDT - EIA Short Term Energy Outlook 

2:00 PM CDT - Consumer Credit 

3:30 PM CDT - API Energy Stocks


04/08

Wed

6:00 AM CDT - MBA Mortgage Index 

9:30 AM CDT - EIA Petroleum Status Report 

2:00 PM CDT - Dairy Products Sales

LT: May Sugar-11(ICE)

04/09

Thu

7:30 AM CDT - USDA Weekly Export Sales 

7:30 AM CDT - Initial Claims-Weekly 

7:30 AM CDT - Wholesale Inventories 

9:30 AM CDT - EIA Natural Gas Report 

11:00 AM CDT - WASDE Report & Crop Production 

3:30 PM CDT - Fed Balance Sheet

FN: May Sugar-16(ICE)

04/10

Fri

7:30 AM CDT - Core CPI & CPI 

9:00 AM CDT - Univ of Mich Consumer Sent-Prelim 

1:00 PM CDT - Treasury Budget

LT: Apr 3-Mo SOFR Options(CME) 

May Cotton Options(NYM) 

May Cocoa Options(ICE) 

May Coffee Options(ICE)

04/13

Mon

9:00 AM CDT - Existing Home Sales 

3:00 PM CDT - Crop Progress

LT: Apr Currencies(CME)

04/14

Tue

7:30 AM CDT - Core PPI & PPI 

3:30 PM CDT - API Energy Stocks

LT: Apr 3-Mo SOFR(CME) 

Apr Canadian Dollar(CME)

04/15

Wed

6:00 AM CDT - MBA Mortgage Index 

9:30 AM CDT - EIA Petroleum Status Report 

11:00 AM CDT - NOPA Crush 

2:00 PM CDT - Dairy Products Sales

LT: Apr Lean Hogs(CME) 

Apr Lean Hogs Options(CME) 

May Palladium/Platinum Options(NYM) 

May Sugar-11 Options(ICE)

04/16

Thu

7:30 AM CDT - USDA Weekly Export Sales 

7:30 AM CDT - Initial Claims-Weekly 

7:30 AM CDT - Retail Sales 

8:15 AM CDT - Capacity Util & Industrial Prod 

9:30 AM CDT - EIA Natural Gas Report 

3:30 PM CDT - Fed Balance Sheet

LT: May Crude Lt Options(NYM)

04/17

Fri

7:30 AM CDT - Housing Starts/Building Permits 

2:00 PM CDT - Cattle On Feed

LT: May Orange Juice Options(ICE)

FN=First Notice, OE=Option Expiration, LT=Last Trade



Struttura del portafoglio



Indici


E-Mini S&P-500:  aperto bear spread put 6450/6200 a copertura dei long 



Micro Nasdaq: 

 

30yr US


10Y Us


30Y  TB -




Energy


Crude Oil   :  Long USO 


Natural Gas:   Comprato BOIL a 16.45


Comprato AR (nyse)  (chiuso in profitto del 39%)




Grains



Soia:

 

Olio di Soia:


Grano:



Corn:




Soft: 


Zucchero:


Succo d’arancia:


Caffè:


Cotone:

 

Cacao: 



Carni


Live Cattle:


Feeder Cattle:Lean Hogs:





Metalli preziosi


Oro:  Comprato GLD 

Silver:

Rame:

Platino:        



Disclaimer: le operazioni di trading indicate in questo newsletter sono frutto di opinioni personali dell’autore e non costituiscono alcuna sollecitazione all’investimento. La speculazione di borsa può causare perdite e deve essere effettuata essendo consapevoli dei rischi che comporta. Nessuna responsabilità potrà essere addossata all’autore per eventuali perdite di portafoglio. Le performance del passato non costituiscono garanzia per l’andamento futuro degli investimenti indicati.  



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