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il governo sta pensando di inasprire le tasse di successione



Paolo Cardenà Articolo pubblicato il 10/08/2015 14:00:52


Come avrete letto nel corso della settimana, il Premier Renzi si è lanciato nella mirabolante idea di ridurre le tasse per circa 45/50 miliardi in tre anni. Siccome fa caldo e sono prossimo al meritato periodo feriale, non ho troppa voglia di commentare (con i numeri) le scarse possibilità che ciò avvenga, senza recuperare il gettito necessario da qualche altra parte (o con altre tasse o tagliando le spese). Fatto è che di soldi non ce ne sono (e non ce ne saranno). Quindi occorre trovare uno strumento fiscale che consenta recuperare gettito al fine di finanziare l'eventuale taglio delle tasse promesso da Renzi, che non mi pare abbia raccolto tanto entusiasmo da parte del Ministro delle Finanze Padoan e da parte della UE
Ora sapete anche che l'italia, dal punto di vista delle imposte di successione, è considerato quasi un paradiso fiscale.
Ciò perché i patrimoni che vengono trasferiti per donazione o successione scontano dei bassi livelli impositivi, peraltro fortemente attenuati da franchigie elevate che consentono di trasferire patrimoni (ad esempio da genitori a figli) fino a un milione di euro senza versare imposte di successione o donazione.
Per essere più precisi le aliquote e le franchigie variano in funzione del rapporto di parentela intercorrente tra il donante e il beneficiario. Le imposte vanno calcolate secondo lo schema che segue:

• 4%, per il coniuge e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 1.000.000 di euro
• 6%, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro
• 6%, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado
• 8%, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per le altre persone.

Ora, ricorderete anche che quando il governo Renzi, appena insediatosi, dispose l'aumento della tassazione di quelle che vengono impropriamente definite rendite finanziarie, uno dei cavalli di battaglia fu proprio quello per cui era necessario adeguare la tassazione delle rendite finanziarie ai livelli europei in quanto superiori agli standard italiani (cosa peraltro neanche vera). Quindi, se è stata fatta passare all'opinione pubblica una cosa non vera (come quella che le tasse sui risparmi erano più elevante in europa rispetto a quelle italiane), per Renzi sarà un gioco da ragazzi dire che, in nome della necessità di adeguare l'imposta di successione agli standard europei, è necessario aumentare la tassazione dei patrimoni trasferiti per donazione o per morti causa. E ciò proprio perché, effettivamente, almeno sotto questo punto di vista, l'Italia sconta una tassazione particolarmente agevolata.
Senza poi dimenticare che una misura del genere sarebbe accolta con favore anche dall'area più a sinistra del PD e non solo.

Quello dell'inasprimento dell'imposta di successione è uno dei cinque rischi capitali di cui ho scritto decine e decine di volte e, allo stato attuale, è sicuramente il più probabile proprio perché il più spendibile politicamente.
Pensateci un attimo: se il governo dovesse aver bisogno di denaro (come in effetti è), secondo voi quale potrebbe essere uno strumento che potrebbe raccogliere ampi consensi politici e, allo stesso tempo, produrre strutturalmente un cospicuo gettito tributario? Non è certo l'imposta patrimoniale o il suo inasprimento, visto che le imposte patrimoniali esistono già (l'Imu per gli immobili e l'imposta di bollo per i risparmi). E' proprio l'imposta di successione.

 

Per gentile concessione di VincitoriEVinti.com 



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