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Speciale Cacao: nel 2018 vinceranno i tori?
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La Redazione Articolo pubblicato il 08/01/2018 07:00:16
Nel 2018 i Cocoa Bulls saranno addolciti da prezzi in crescita? Leggiamo cosa ci spiegano i maggiori operatori di settore!

 

Il 2017 è stato un anno difficile per il Cacao, con i futures sulla piazza di New York che terminano l’anno in calo dell’11% come diretta conseguenza di una produzione dell’Africa Occidentale estremamente tonica che ha indotto la presenza di un surplus globale.

I dati diffusi dalla ICCO (International Cocoa Organization) mostrano che l’eccedenza della stagione 2016 - 2017 ammonta a 371000 tonnellate, un volume che compensa ampiamente il calo produttivo di 174000 tonnellate della stagione precedente.

Quando tutto pareva ormai perduto in soccorso dei prezzi sotto pressione è arrivata la domanda di prodotto, stimolata proprio dalla debolezza eccessiva delle quotazioni, ma questo, insieme all’assenza di incentivi economici per i coltivatori che si tradurrebbe in una contrazione produttiva della stagione attuale, sarà sufficiente a sostenere le quotazioni?

Leggiamo cosa ci spiegano i principali operatori di settore!

 

Citigroup

“Nella stagione 2016 - 2017 osserviamo un surplus particolarmente elevato che si avvicinerà ad un pareggio nella stagione 2017 - 2018 grazie ad una contrazione produttiva in Africa Occidentale e ad un netto incremento delle operazioni di grinding (macinazione).  Costa d’Avorio e Ghana pesano per circa i due terzi della produzione globale e l’output di questi due paesi è previsto in calo del 5/7% su base annua rispettivamente ad 1,9 e 0,9 milioni di tonnellate.  Dopo una crescita negativa del grinding nelle stagioni 2014 - 2015 e 2015 - 2016 la richiesta è salita del 5% circa nella stagione 2016 - 2017 e potrebbe aumentare del 3,6% nel corso della stagione 2016 - 2017.  I prezzi del Cacao si sono ridotti di quasi il 50% a metà 2017 portandosi a ridosso dei 1800 dollari per tonnellata e questo ha chiaramente stimolato la domanda a fini di grinding in Nord America, Asia ed UE.  In riferimento allo stock to use ratio prevediamo un calo al 44% contro il 47% che rappresenta la nostra previsione precedente.  Per il 2018 prevediamo un prezzo medio superiore ai 2000 dollari per tonnellata compreso tra 2100 e 2200 dollari per tonnellata prima di un incremento in un range compreso tra 2200 e 2300 dollari per tonnellata nel corso del 2019”.

 

Commerzbank

“A guidare i prezzi nel recupero estesosi sino a novembre 2017 non sono stati tanto i dati relativi all’offerta, ma bensì quelli relativi alla domanda che si è rivelata forte soprattutto nei paesi produttori.  Un certo ottimismo si palesa anche nel mercato dei prodotti a base di cioccolato che, nel corso degli ultimi due trimestri, si è mosso in crescita per la prima volta dopo anni all’insegna della stabilità; a giocare un ruolo di rilievo è anche il grinding, che mostra margini in significativo miglioramento: se questo contesto dovrà affrontare un’offerta in fase di debolezza, allora i prezzi del prodotto saranno passibili di rialzo.  In riferimento alla Costa d’Avorio (primo produttore globale) i dati difusi dal Coffee and Cocoa Board suggeriscono che avremo una produzione inferiore a quella della stagione passata che con tutte le probabilità si attesterà a circa 1,75 milioni di tonnellate dopo i 2 milioni di tonnellate della stagione 2016 - 2017.  Il crollo dei prezzi che tutti conosciamo si è rivelato infausto per i produttori che faticano ad eseguire le operazioni necessarie per restituire un raccolto florido.  In base alle considerazioni appena descritte prevediamo un prezzo medio del quarto trimestre 2018 pari a 2300 dollari per tonnellata”.

 

A seguire - Goldman Sachs e Rabobank


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