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Platino: 5 grafici che dicono Long!
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La Redazione Articolo pubblicato il 16/04/2019 08:00:35
Dopo mesi di disinteresse in favore del Palladio il mercato del Platino torna a solleticare gli investitori…

 

Il Platino sta tornando a solleticare l’interesse degli investitori, e le quotazioni del metallo prezioso stanno attualmente scambiando a ridosso dei livelli più elevati da maggio 2018 ad oggi, con abbondanti flussi di capitale che fluiscono verso gli ETF aventi il metallo in oggetto come sottostante.  I prezzi del Platino hanno guadagnato terreno a causa delle tensioni sociali in Sud Africa che potrebbero tradursi in un’interruzione della fornitura, ma anche a causa delle quotazioni tutto sommato contenute del metallo utilizzato nella maggior parte dei casi nel settore della gioielleria e, a livello industriale, nella fabbricazione di dispositivi anti inquinamento per autovetture.

“Il Platino è stato colpito troppo pesantemente ed è diventato eccessivamente economico: i fondamentali non sono poi così negativi come sembra siano percepiti” (Georgette Boele, ABN Amro).

A seguire altri quattro grafici che ci illustrano la situazione del Platino

 

Costa poco

La corsa rialzista del Palladio ha aumentato ad un nuovo record il premio sul Platino ed il grande divario di prezzo sta inducendo una certa speculazione su un possibile interessamento delle case automobilistiche verso il Platino, attualmente più economico rispetto al primo.  Uno tra i motivi che ha indotto il proliferare del disinteresse verso il Platino è la perdita di popolarità dei motori diesel che utilizzano prevalentemente il Platino nei catalizzatori (il Palladio è più utilizzato nei motori a benzina), tuttavia, con i giusti incentivi, i produttori potrebbero rivolgersi al Platino in un contesto che vede in recupero la quota di motori diesel nel mercato automobilistico.

Il Platino, inoltre, è tradizionalmente più economico dell’Oro, anche se lo spread tar i due prodotti ha iniziato a ridursi nel corso delle ultime settimane.  Il Platino a pronti è scambiato a circa 902 dollari per oncia, mentre l’Oro a 1295 dollari per oncia: lo spread tra i due metalli è atteso in calo a 350 dollari nel medio termine, od almeno questo è quanto si attende Ole Hansen, analista presso Saxo Bank.

 

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