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Petrolio: target ribassista raggiunto. E ora?



Davide Spinelli Articolo pubblicato il 26/04/2014 16:35:52

In linea con la mia previsione di una decina di giorni fa, il ribasso del Petrolio è puntualmente arrivato



“Petrolio: attenzione al prossimo movimento” era il titolo del mio articolo del 15 Aprile u.s. dove analizzavo il suo ETF (USO) con la mia tecnica di analisi basata soprattutto su Elliott e Fibonacci. 

“A mio avviso potrebbe essere uno storno molto veloce che, a rigor di logica, dovrebbe riportare le quotazioni non sotto ai 36,50 come chiusura giornaliera” era il sunto dell’analisi di breve periodo fatto 10 giorni fa" era la conclusione della mia analisi pubblicata in tale articolo che potete andare a rileggervi semplicemente cliccando sul mio nome sotto il titolo.

Eravamo con il titolo sulla resistenza dovuta ad una proiezione di Fibonacci a 137,50.

Ha tentato nei tre giorni successivi di superarla, ma tranne qualche spike intraday non è mai riuscito a chiudere sopra il max precedente del 3 marzo a quota 37,74.

Non essendo riuscito a rompere detta resistenza il Petrolio ha ripiegato abbastanza violentemente con doppio GAP DOWN (parlo sempre dell’ETF USO) nelle giornate di Martedi u.s. e di ieri Venerdì 25 Aprile.

petrolio


Come possiamo vedere il Gap di ieri ha visto un’apertura ed una chiusura praticamente allo stesso prezzo 36,58/36,60 che sono centrati esattamente dove troviamo il Ritracciamento del 50% dell’ultima salita (2/16 aprile) e della proiezione del 100% dello storno precedente identificato da me come ONDA 2.

Ancora 4 elementi importanti mi fanno supporre che siamo davanti ad un’inversione a breve:

  1. La chiusura a 36,60 è in linea con la chiusura del 28 marzo fine di ONDA 1; se nei prossimi giorni tale limite non sarà oltrepassato al ribasso in chiusura, andremo ad accontentare la tesi di Elliot dove contempla che l’onda 4 non deve entrare all’interno dell’onda 1 in valore di chiusura, se il movimento vuole essere considerato di trend e non di correzione.
  2. Potete vedere come gli indicatori siano in ipervenduto ed accompagnati dalla banda verde che indica che anche in time freme diversi (giorno/settimana in questo caso) siano concordi nel segnale rialzista a breve.
  3. La data del 25 aprile è la corrispondenza di un lasso di tempo doppio impiegato in questa onda di ribasso rispetto alla precedente onda 2. La tesi di Elliott dice che le due onde correttive (in questo caso onda 2 e 4) dovrebbero essere di tempo doppio o metà l’una rispetto all’altra. Infatti Onda 2 è di 3 sedute borsistiche e l’ipotetica onda 4 (se si fosse conclusa ieri) è di 6 sedute borsistiche.
  4. La candela formatasi ieri è classica candela o d’inversione o di accelerazione.

Giunti al termine, per concludere, direi che se nei prossimi giorni vediamo chiusure non inferiori a 36,50 (teniamoci un po’ di margine d’errore) possiamo pensare seriamente ad un rialzo che avrà come target minimo 38,16 e come target ottimale 38,60.

Se, invece, la chiusura giornaliera fosse inferiore ai 36,50 allora avremmo 36,36 e 35,85 come possibili punti di rimbalzo, anche se, in quel caso, non ci troveremmo più di fronte ad un trend ben identificato, ma ad una correzione complessa iniziata il 3 marzo e formata probabilmente da 7 onde al posto delle classiche 3.  

Una chiusura sotto 35,00 annullerebbe tutto il quadro tecnico e sarebbe da riformulare completamente l’analisi.



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