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Petrolio: perché le Big Oil dovrebbero scegliere Joe Biden
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La Redazione Articolo pubblicato il 14/10/2020 08:00:00
Quando Barack Obama ha prestato giuramento come presidente, il settore energy pesava per il 14% dell’SP 500, mentre quando a giurare fu Donald Trump tale percentuale era dimezzata.

 

I dirigenti del settore petrolifero sono esattamente come noi: preoccupati per l’esito delle elezioni USA…

“Joe Biden ucciderebbe la nostra industria”: commenti come questo sono all’ordine del giorno, ed a farli sono gli operatori di settore convinti del fatto che un’amministrazione Biden (democratica) sacrificherebbe l’industria petrolifera sull’altare del cosiddetto Green New Deal.  Il punto è: avranno ragione?

In realtà, spiegano gli esperti di settore, qualsiasi dirigente del settore Oil & Gas in grado di guardare al prossimo decennio, e non solamente al prossimo trimestre, ha buone ragioni per sperare in una vittoria di Biden, e la battaglia per la sostituzione del defunto giudice Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema USA ci spiega perché, anche se, prima, dovremo fare un passo indietro.

Quando Barack Obama ha prestato giuramento come presidente, il settore energy pesava per il 14% dell’SP 500, mentre quando a giurare fu Donald Trump tale percentuale era dimezzata.

A ben guardare l’industria petrolifera americana si è data la zappa sui piedi da sola, indipendentemente dall’identità del titolare dello studio ovale. a determinare questo contesto di per se assurdo è il fatto che, a differenza degli investitori, gli amministratori delegati, spesso ricompensati in base alla sola crescita, non soffrono in modo particolare degli sbalzi delle quotazioni del barile, ragion per cui, in questi anni, non hanno fatto altro che annaspare per rimanere a galla, ed uno dei motivi per cui l’agenda di Donald Trump basata sul domino energetico a stelle e strisce non ha interrotto il declino del settore è che proprio l’approccio del tycoon non ha fatto altro che incoraggiato i peggiori impulsi autolesionistici dell’industria.

I primi due obiettivi degli amministratori delegati del settore petrolifero sembrano essere il mantenimento o l’aumento della produzione, e questo anche in presenza del ben noto eccesso di offerta e di bilanci letteralmente disastrati.

Il settore Oil & Gas statunitense potrebbe non dover mirare tanto al dominio energetico, ma alla disciplina, e questo sarà bene tenerlo a mente mentre parliamo di Biden, anche perché ci ricollega al discorso della Corte Suprema e della tornata elettorale.

Gli americani che pensano che il cambiamento climatico non sia reale o sia esagerato sono una minoranza piccola e in calo.

Ovviamente la divisione è netta: i democratici vedono il cambiamento climatico come una vera minaccia, tuttavia, anche la maggioranza dei repubblicani crede nel mutamento climatico ed ammette la necessità di una regolamentazione delle emissioni di carbonio, anche se qui troviamo una ulteriore divisione, con la vecchia guardia - repubblicana - che non crede fermamente nel sostegno, ad esempio, alle rinnovabili, a differenza delle nuove generazioni più preoccupate di quanto sta avvenendo.

 

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