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Petrolio: nel 2019 quotazioni a rischio
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La Redazione Articolo pubblicato il 01/12/2018 10:00:28
La domanda in contrazione ed un eccesso di offerta saranno i principali responsabili dei prezzi del Petrolio contenuti nel 2019…

 

Gli analisti specializzati nel settore energy si mostrano decisamente poco inclini a prevedere un aumento delle quotazioni del greggio nel corso del 2019, una posizione attribuibile al contesto di particolare incertezza in cui versa la richiesta di prodotto e ad una produzione in sempre più veloce aumento: questi due elementi, secondo gli analisti interpellati da Reuters, saranno in grado di annullare, o comunque limitare pesantemente, gli effetti di un taglio alla produzione da parte di OPEC e produttori alleati.

Grafico WTI by Tradingview

Il sondaggio, condotto da Reuters su un campione di 38 tra economisti ed analisti di settore, prevede un Brent a quota 74,5 dollari per barile (valori medi) nel corso del 2019, un valore inferiore ai 76,88 dollari per barile previsti nel corso del mese passato (73,2 dollari per barile la media di prezzo prevista per il 2018).

“Nella prima metà del 2019 ci attendiamo un a pressione rialzista sulle quotazioni attribuibile agli interventi dell’OPEC, ma l’aumento della produzione USA agirà in senso opposto nella seconda parte dell’anno” (Adrià Morron Salmeron, economista presso CaixaBank Research).

OPEC e produttori alleati (la cosiddetta OPEC+) si riuniranno a Vienna nella giornata del 6 dicembre al fine di discutere la futura linea produttiva, ma il mercato già si attende una riduzione dell’output compresa tra 1 ed 1,4 milioni di barili giornalieri: un commento in questo senso è quello rilasciato da Frank Schallenberger (responsabile ricerca Commodities presso LBBW) che spiega: Attualmente il mercato è in eccesso al momento, ragion per cui l’OPEC ridurrà la produzione, ed il recente calo dei prezzi è stato così intenso che anche i produttori alleati esterni al Gruppo interverranno, congelando al produzione od aderendo ai tagli della stessa”.

A pesare anche il possibile rallentare dell’economia globale, che potrebbe ridurre l’aumento della richiesta nel corso del prossimo anno, quando è previsto un aumento a livelli record della fornitura extra OPEC.

Tra le realtà che hanno aderito al sondaggio troviamo Citigroup con la previsione di prezzo più bassa (57 dollari per barile nel 2019, valori medi) ed a pari merito ABN Amro e Raymond James (90 dollari per barile nel 2019, valori medi).

 

A seguire - WTI: cosa ci attende


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