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Petrolio, mercato nel panico: la domanda è pronta a crollare?
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La Redazione Articolo pubblicato il 13/06/2019 08:00:34
Guerra commerciale, economia globale incerta: questi gli elementi che condizionano i mercati del greggio, e la domanda…

 

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si abbatte sull’economia globale e, nel mentre, la richiesta di greggio si propone in una fase di marcata debolezza.

Le stime relative alla domanda di Petrolio nei mesi di marzo ed aprile indicano un calo su base annua della stessa in regioni che pesano per quasi il 50% della richiesta globale: questo il quadro, tutt’altro che incoraggiante, che forniscono i tecnici di Morgan Stanley.

Gli analisti dell’istituto di credito, inoltre, sottolineano come i principali indicatori di settore (ad esempio il profitto derivante dalla produzione di materie plastiche od i margini di raffinazione europei attualmente a minimi pluriennali) stiano letteralmente collassando.

Grafico WTI by Tradingview

E tutto il supporto ai prezzi derivante dal mercato fisico ristretto? Sta svanendo anche quello, e questo diviene evidente nel crollo premi pagati dalle raffinerie per procurarsi forniture immediate, anche a fronte dei tagli alla produzione del gruppo OPEC+, delle sanzioni USA contro Iran e Venezuela e l’interruzione della fornitura di greggio russo; questo mix di elementi ha indotto gli analisti a rivedere a ribasso le stime sui consumi.

“Le attese relative alla domanda nel 2019 sono state, almeno sino ad ora, realistiche - spiega Mark Maclean, amministratore delegato di Commodities Trading Corp - l’economia cinese ha subito una battuta d’arresto più intensa del previsto e la guerra commerciale continua a mostrare un impatto significativo, insieme ad UE ed USA che, quasi sicuramente, non saranno in grado di fornire spunti interessanti in termini di domanda”.

Il Petrolio, tuttavia, non è certo l’unico asset che mostra debolezza: i mercati azionari hanno mostrato di possedere una certa capacità di recupero di fronte alla guerra commerciale, ma altri settori ci mostrano la presenza di investitori in ansia: l’Oro, ad esempio, ha toccato i livelli più elevati da aprile 2018 e lo Yen è a ridosso dei massimi del 2019.

 

A seguire - I produttori



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