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Petrolio: le nazioni OPEC chiedono pietà, ma il Re e lo Zar non conoscono questa parola!
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La Redazione Articolo pubblicato il 30/03/2020 08:00:00
“È nei nostri interessi, interessi collettivi, garantire una stabilizzazione del mercato, ma ora come ora non posso di re se una tregua sia vicina” (Timipre Sylva ministro del petrolio della Nigeria).

 

La guerra dei prezzi del petrolio scatenata dall’Arabia Saudita contro la Russia pare essere ben lungi dal volgere al termine, e le nazioni OPEC, insieme ad alcuni produttori esterni al Cartello, invocano una pietà che il Re e lo Zar non hanno alcuna voglia di concedere loro nemmeno in un momento come questo che vede le economie mondiali deteriorarsi sempre più.

Algeria ed Iraq hanno esortato la OPEC ad indire una consultazione di emergenza mentre il mercato sta soccombendo alla marea nera che lo travolge senza tregua, e la Nigeria ormai  si interroga apertamente su quanto sia ancora possibile sopportare la brutale competizione mondiale per le quote di mercato.

Grafico Brent

Mosca e Riyadh, tuttavia, non si lasciano commuovere da queste grida disperate, ed i leader delle due nazioni  sembrano prepararsi per un conflitto di lunga durata: questo, come abbiamo sottolineato in apertura, va ad aggravare una situazione già particolarmente complicata, in quanto recenti studi indicano che anche se la questione arabo - russa dovesse essere risolta, il mercato potrebbe continuare nella sa strada a ribasso a causa del crollo della domanda di oro nero.

“È nei nostri interessi, interessi collettivi, garantire una stabilizzazione del mercato, ma ora come ora non posso di re se una tregua sia vicina” (Timipre Sylva ministro del petrolio della Nigeria).

Il crollo dei prezzi del petrolio ai livelli più bassi dal 2003 ad oggi è stato determinato dalla pandemia di coronavirus che ha costretto i governi del mondo intero a varare misure straordinarie che hanno costretto milioni e milioni di persone nelle loro abitazioni, e questo ha indotto a sua volta un calo del consumo di greggio pari a circa il 20% del totale globale (praticamente la produzione di Arabia Saudita e Russia prima del tracollo della OPEC+).

Nel mese di aprile l’Arabia Saudita fornirà al mercato una produzione di oltre 12 milioni di barili giornalieri contro i 9,7 milioni del mese di febbraio; un’impennata senza precedenti nei volumi in arrivo a mercato potrebbe tradursi nella saturazione dei siti di stoccaggio nel giro di pochi mesi, un evento che si tradurrebbe in prezzi del barile ancor più bassi.

 

A seguire - Messaggio da Algeri


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