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Petrolio: l’elite dello Shale USA scettico sul potenziale produttivo a stelle e strisce



La Redazione Articolo pubblicato il 12/09/2022 09:00:00
“Potrebbero esserci altri aspetti negativi - spiega Sheffield durante la CEO Energy-Power Conference tenutasi a New York e riferendosi ai problemi della catena di approvvigionamento, all’inflazione ed ai vincoli infrastrutturali - e queste limitazioni impediranno di sfruttare appieno il Permian Basin”.

 

Molto probabilmente, la produzione di petrolio degli Stat Uniti del 2022 sarà molto deludente e lo stesso vale per il 2023: questo è quanto afferma Scott Sheffield, amministratore delegato del principale produttore shale statunitense: Pioneer Natural Resources.

La questione dell’approvvigionamento di petrolio è balzata agli onori della cronaca a seguito del conflitto in Ucraina e delle sanzioni inflitte alla Russia come diretta conseguenza degli scontri, sanzioni che, come ben sappiamo, vanno a colpire le esportazioni di petrolio di Mosca.  Le compagnie shale statunitensi e la OPEC hanno affermato di non essere in grado di pompare più greggio di quanto non stiano facendo attualmente, con il Cartello che, al contrario ha ridotto ulteriormente la produzione, seppur in modo lieve, fornendo ulteriore sostegno al prezzo del barile.

Sheffield prevede che la produzione di petrolio degli Stati Uniti aumenterà di circa 500000 barili al giorno nel 2022, a fronte di un volume nettamente inferiore nel 2023: si tratta di una stima bel al di sotto della proiezione di 800000 barili giornalieri relativa al 2023 fornita dalla US Energy Information Administration.

“Potrebbero esserci altri aspetti negativi - spiega Sheffield durante la CEO Energy-Power Conference tenutasi a New York e riferendosi ai problemi della catena di approvvigionamento, all’inflazione ed ai vincoli infrastrutturali - e queste limitazioni impediranno di sfruttare appieno il Permian Basin”.

Sheffield ha affermato che Pioneer prevede di iniziare a testare zone più profonde tra cui Barnett e Woodford all’interno del Permian Basin: tali test potrebbero condurre ad una maggior produzione di gas e, con i prezzi attuali del gas, i lavori potrebbero iniziare già nel 2023.  Le zone in oggetto sono più profonde rispetto a Wolfcamp e Spraberry che, attualmente, sono le principali fonti di produzione di petrolio.

Pioneer sta anche testando un migliore recupero del petrolio utilizzando l'anidride carbonica: il processo utilizza l'anidride carbonica del gas naturale che viene fornito con la produzione di petrolio per rilasciare volumi di greggio più elevati.

Sheffield ha mantenuto stabile la sua previsione per l'inflazione dei giacimenti petroliferi per il 2023, a circa il 10%, ma ha avvertito che i prezzi del diesel sono un potenziale fattore di aumento dell'inflazione. Le scorte di diesel sono diminuite a causa della forte domanda e delle esportazioni e le forniture statunitensi sono vicine ai minimi degli ultimi cinque anni prima dell'inverno, un periodo di forte domanda di distillati.

Pioneer sta esplorando nuove fonti di energia per le sue operazioni di produzione, inclusa la costruzione di parchi solari ed eolici su diverse proprietà acquisite. La società, insieme ad altri operatori, prevede di impegnare capitali per aiutare a migliorare la rete elettrica che nel solo Texas pare destinata ad aumentare di circa tre volte per favorire una maggiore elettrificazione del giacimento petrolifero.

 

Fonte Reuters

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