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Petrolio: l’OPEC sta morendo!
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La Redazione Articolo pubblicato il 07/12/2018 03:00:36
L’OPEC sta morendo, uccisa da quella sorta di suspense che lei stessa ha creato in merito all’esito del meeting di Vienna che si concluderà proprio nella giornata odierna

 

A qualcuno di voi è mai successo di parlare di un qualcosa che certamente avverrà, creare una certa attesa nella vostra cerchia di amicizie per poi veder realizzato un finale totalmente diverso? Bene: questo è esattamente quello che è successo all’OPEC che, per non farsi mancare nulla, ha raddoppiato la posta… L’incontro tra i membri del Cartello tenutosi nella giornata di ieri ha lasciato il mercato a bocca asciutta, questo è vero, perché non è stato realizzato nessun accordo ufficiale, ma ora quello stesso mercato attende di essere stupito oggi, al termine dell’incontro tra OPEC e produttori alleati esterni al Gruppo!

Grafico WTI by Tradingview

Ora il contesto potrebbe essere lievemente diverso rispetto a quello di ieri, perché se il mercato voleva essere stupito già 24 ore fa, allora, adesso sarà necessario qualcosa di più grande per lasciarlo a bocca aperta… 

Il recente crollo delle quotazioni ha indotto OPEC ed alleati a ritenere più che necessario un taglio alla produzione, con Arabia Saudita e Russia che mostrano al mondo intero un output da record - o quasi - con sullo sfondo la reimposizione delle sanzioni contro l’Iran da parte degli Stati Uniti e le crescenti preoccupazioni in merito allo stato di salute dell’economia globale.

Particolarmente prolifico si conferma il Permian Basin statunitense che, almeno secondo uno studio condotto dall’OPEC, potrebbe continuare a mostrare i muscoli, in termini di produzione, ovviamente, anche nel 2019.

La speculazione puntava su un taglio alla produzione di un milione di barili giornalieri da parte dell’OPEC da attuarsi al fine di convincere anche gli altri alleati come Russia, Messico ed Oman a ridurre l’output: questo implica che i produttori esterni al Gruppo continuino a mostrarsi conformi al 100% agli accordi di Vienna di fine 2016 solo per avvicinarsi al bilanciamento del mercato e, inoltre, in un contesto connotato da ripercussioni particolarmente incisive da parte delle sanzioni USA contro Teheran.

È fattibile tutto questo? Forse si, ma sarà complicato: alcuni paesi, come il Messico, hanno definito come disciplina e volontà di collaborare un declino naturale dell’output, mentre la Russia… beh… la Russia si comporta come sempre e di trasparenza in merito agli obiettivi relativi al prezzo del barile ce n’è davvero poca, vero mr. Novak…?

 

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