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Petrolio: l’Arabia Saudita rivoluziona i vertici. Cosa potrebbe succedere ai prezzi del barile?
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La Redazione Articolo pubblicato il 10/09/2019 12:00:12
L’Arabia Saudita ha un nuovo ministro dell’energia: cosa significa per i prezzi del Petrolio? Quale sarà l’impatto della rivoluzione ai vertici della politica saudita? Scoprilo qui!

 

Come abbiamo visto nell’editoriale di ieri mattina Re Salman ha sostituito il ministro dell’energia saudita Khalid al Falih rimpiazzandolo con il principe Abdulaziz, ed ora gli operatori di settore vogliono sapere una sola cosa, ossia: quali saranno le conseguenze sulla strategia petrolifera saudita? Tentiamo di fare un po’ di chiarezza.

Leggi qui l’articolo dedicato alla nomina del nuovo ministro

 

Chi è il principe Abdulaziz?

Il principe Abdulaziz (nell'immagine a seguire) è stato vice ministro del petrolio per circa 12 anni e dal 2017 ha ricoperto importanti cariche presso il ministero dell’energia saudita.  Il principe fa parte della famiglia reale ed è il fratellastro più anziano del principe ereditario Mohammed bin Salman: sul fronte dei legami familiari non sembra presente una particolare unione tra i due, ma quel che è certo è che l’esperienza del principe Abdulaziz, grazie ai precedenti incarichi, ha avuto una notevole preparazione in vista di questo nuovo incarico.  È stato un membro attivo nella delegazione saudita presso l’OPEC e tradizionalmente presenzia alla riunioni del Cartello volte a stabilire la strategia produttiva del Gruppo.  Indubbie le capacità politiche del soggetto, noto per la capacità di colmare le differenze tra i ministri sauditi e quelli degli altri membri dell’organizzazione; determinante nella gestione del business petrolifero nella guerra del Golfo del 1990 ed i colloqui segreti tra Messico e Venezuela che condussero ai tagli alla produzione che contribuirono ad aumentare i prezzi nel corso di quel difficile periodo.

Promuovere una politica petrolifera che spinga i prezzi del barile ad un livello in grado di sostenere la spesa pubblica - circa dollari 25 per barile in più rispetto alla quotazione attuale - potrebbe  essere una priorità assoluta per il nuovo ministro dell’energia, ed a rendere ancor più urgente l’implementazione di una strategia di questo tipo è il piano lanciato dal principe ereditario Mohammed bin Salman volto a riformare l’economia del Regno riducendo la dipendenza dal greggio.

“Dal punto di vista della politica petrolifera non vediamo all’orizzonte dei cambiamenti significativi: forse il nuovo ministro potrebbe portare qualche nuova tattica in termini di trattativa, ma che il Regno stia tentando di controllare il prezzo del petrolio aumentandone il valore non è certo una sorpresa” (Majd Dola, gestore presso First Abu Dhabi Bank).

 

A seguire - Cosa c’è in ballo


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