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Petrolio: a marzo produzione OPEC in aumento



La Redazione Articolo pubblicato il 02/04/2021 18:00:00
L’Iran è riuscito ad aumentare le esportazioni nonostante le sanzioni USA siano ancora in vigore, almeno questo è quanto sospettano gli analisti interpellati in quanto non esistono dati certi poiché in buona parte dei casi si tratta di carichi con documentazione contraffatta al fine di aggirare i provvedimenti degli Stati Uniti.

 

Nel mese di marzo 2021 la produzione OPEC di petrolio risulta in forte aumento e questo principalmente a causa dell’incremento dell’offerta in arrivo dall’Iran che di fatto attenua l’impatto dei tagli alla produzione implementati dal Cartello e dai produttori alleati esterni: questo è quanto si evince da un recente sondaggio condotto da Reuters.

Secondo il sondaggio, i 13 produttori OPEC hanno pompato 25,07 milioni di barili al giorno di petrolio, a marzo, in aumento di 180000 barili giornalieri da febbraio (la produzione è aumentata ogni mese da giugno 2020 ad eccezione di febbraio).

Il prezzo del petrolio ha superato i 71 dollari per barile, nel mese di marzo, ma da quel livello è sceso sino a portarsi al di sotto dei 65 dollari in un contesto contraddistinto da un recupero della domanda lento e da esportazioni iraniane in crescita.

Grafico Brent by Tradingview

La maggior parte dei produttori OPEC+ hanno mantenuto la produzione di petrolio invariata, nel mese di marzo, mentre l’Arabia Saudita ha ridotto ulteriormente la sua produzione al fine di contrastare la lentezza con cui la domanda recupera il terreno perso, e questo significa che i produttori OPEC hanno pompato un volume di greggio nettamente inferiore ai limiti imposti dagli accordi OPEC+, e questo anche in presenza dell’aumento produttivo dell’Iran; scendendo maggiormente nel dettaglio, il tasso di conformità agli accordi del mese di marzo + stato del 124%, in crescita rispetto al 121% del mese di febbraio.

 

Iran

L’Iran è riuscito ad aumentare le esportazioni nonostante le sanzioni USA siano ancora in vigore, almeno questo è quanto sospettano gli analisti interpellati in quanto non esistono dati certi poiché in buona parte dei casi si tratta di carichi con documentazione contraffatta al fine di aggirare i provvedimenti degli Stati Uniti.

Il sondaggio condotto da Reuters indica in 2,3 milioni di barili giornalieri l’offerta iraniana, in crescita di 210000 barili giornalieri rispetto al mese di febbraio.

In crescita anche la produzione dell’Iraq (+40000 barili giornalieri) ed in crescita, seppur poco significativa, anche la produzione di Libia e Venezuela che, insieme all’Iran, sono esenti da vincoli alla produzione; stabile la produzione di altri grandi produttori come Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Nigeria.

 

Fonte Reuters

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