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Petrolio, OPEC: aumenta la fiducia nella ripresa economica



La Redazione Articolo pubblicato il 05/04/2021 10:30:00
Negli ultimi due mesi, la Russia e il Kazakistan hanno aumentato la loro produzione mentre tutti gli altri nel gruppo hanno mantenuto la loro invariata o hanno tagliato ancora più in profondità. L'accordo di giovedì è stato anche uno sforzo per ridurre le tensioni interne che questa politica stava causando.

 

Decidendo di aumentare gradatamente la produzione di petrolio la OPEC+ ha mostrato di confidare nel processo di recupero dell’economia globale.

Le attese, prima del meeting di giovedì, erano per un sostanziale nulla di fatto, ovvero gli operatori di settore si attendevano che i limiti alla produzione sarebbero rimasti invariati, proprio come accadde il mese passato, ma la decisione dei produttori evidenzia che questi ultimi intravedono all’orizzonte una situazione in miglioramento.

Paesi come gli Stati Uniti stanno portando avanti con successo il programma di vaccinazione e questo fornisce una speranza in più ai produttori, una situazione che risulta confermata anche dai dati in arrivo dalle raffinerie che mostrano un tasso di elaborazione del greggio particolarmente elevato.  Positivi anche i dati in arrivo dalla Cina, in termini di domanda, che compensano il contesto poco incoraggiante che si presenta in Europa, dove nazioni come Italia, Germania e Francia estendono od impongono nuove restrizioni atte a contenere la recrudescenza del coronavirus.

Tra maggio e luglio la OPEC+ aumenterà la fornitura di petrolio in arrivo a mercato di oltre 2 milioni di barili giornalieri ripristinando così circa il 25% del greggio trattenuto dal mercato con i tagli alla produzione.

Con i prezzi del petrolio saldamente sopra i 60 dollari al barile, il gruppo ha subito pressioni per aprire i rubinetti ed anche altre materie prime sono aumentate vertiginosamente, lasciando le banche centrali dagli Stati Uniti alla Cina alle prese con il rischio di un'inflazione più elevata proprio mentre i loro governi stanno riversando trilioni di dollari in stimoli fiscali.

I principali consumatori, tra cui America e India, hanno chiesto all'OPEC+ di mantenere i prezzi sotto controllo. Il segretario americano per l'energia Jennifer Granholm ha telefonato alla sua controparte saudita alla vigilia della riunione del cartello per sottolineare l'importanza di un'energia a prezzi accessibili.

La coalizione di 23 nazioni aumenterà la produzione di 350.000 barili al giorno a maggio, aggiungerà di nuovo lo stesso volume a giugno e aumenterà di 450.000 barili al giorno a luglio, ha detto il principe Abdulaziz, ministro dell’energia saudita, ai giornalisti dopo l'incontro. Inoltre, l'Arabia Saudita annullerà il taglio volontario di 1 milione di barili al giorno, aggiungendo 250.000 barili al giorno a maggio, 350.000 a giugno e 400.000 a luglio, ha spiegato.

Il ministro saudita ha detto che l'OPEC+ sta ora "testando" il mercato e ha l'opportunità di invertire la rotta, se necessario, nella sua prossima riunione del 28 aprile.

L’Arabia Saudita, in quanto maggior esportatore di greggio al mondo, è in grado di osservare il mercato da un punto di vista unico, poiché la controllata statale Aramco riceve gli ordini di petrolio dai clienti con due mesi di anticipo, ragion per cui Riyadh prevede che nei mesi a venire ci sarà lo spazio per un ragionevole aumento della fornitura.

Negli ultimi due mesi, la Russia e il Kazakistan hanno aumentato la loro produzione mentre tutti gli altri nel gruppo hanno mantenuto la loro invariata o hanno tagliato ancora più in profondità. L'accordo di giovedì è stato anche uno sforzo per ridurre le tensioni interne che questa politica stava causando.

 

Fonte Bloomberg

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