Nella sessione di mercoledì 27 ottobre 2021 i prezzi del petrolio hanno registrato forti perdite a causa dei dati relativi alle scorte di prodotto in arrivo dagli USA ed anche la sessione di ieri ha mostrato un barile sottotono che, prima di terminare gli scambi in territorio positivo, è sceso sino a lambire i livelli più bassi in due settimane complice, anche, la ripresa dei colloqui sul nucleare tra l’Iran e le superpotenze mondiali.
Il Brent ha posto fine alle contrattazioni a quota 83,94 dollari per barile (+0,08%) mentre il WTI ha chiuso la sessione di ieri a quota 83,11 dollari per barile (+0,52%).

Il principale negoziatore iraniano, Ali Bagheri Kani, ha dichiarato che i colloqui del paese con sei potenze mondiali per cercare di rilanciare l’accordo nucleare del 2015 riprenderanno entro la fine di novembre e, nel caso in cui un’intesa dovesse essere raggiunta, si potrebbe letteralmente aprire la strada ad una revoca delle sanzioni USA che gravano sulla repubblica islamica, un evento che, come ben sappiamo, riporterebbe a mercato il greggio di Teheran.
Scorte USA
Le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di 4,3 milioni di barili la scorsa settimana, ha dichiarato il Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti, ossia più del doppio del l’incremento di 1,9 milioni di barili atteso dal mercato.
A stemperare la situazione sono gli analisti di Citi Research, che spiegano come l’aumento del prodotto stoccato sia dovuto essenzialmente ad un incremento delle importazioni, con il tasso operativo delle raffinerie statunitensi che rimane moderato; in calo di due milioni di barili ai livelli più bassi in quasi quattro anni le scorte di benzina e questo può essere considerato un dato positivo, soprattutto se si tiene conto degli elevati prezzi alla pompa con cui stanno facendo i conti i consumatori statunitensi.
Cushing
In calo ai livelli più bassi in tre anni le scorte presso l’hub di Cushing (Oklahoma) con i prezzi per i contratti future a più lunga scadenza che indicano che le forniture rimarranno basse per mesi. Genscape, società di ricerca specializzata nel settore Energy, ha affermato che nella settimana terminata il 26 ottobre il prodotto stoccato presso l’hub di Cushing ha registrato un calo di oltre 2,77 milioni di barili.
Fonte Reuters