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Petrolio, Citigroup: il peggio deve ancora venire…



La Redazione Articolo pubblicato il 12/09/2019 18:00:15
Gli analisti di Citigroup non hanno dubbi: la guerra commerciale inciderà sempre più sulle performance del barile, che…

 

Gli analisti di Citigroup non hanno dubbi: la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha già abbattuto la crescita della domanda di petrolio di quasi il 50%, e le cose sono destinate a peggiorare ulteriormente.

La diatriba commerciale tra le due superpotenze ha ridotto la crescita dei consumi di 800000 barili giornalieri da marzo 2018 ad oggi: questo è quanto afferma Ed Morse, analista presso l’istituto di credito, che prevede un aumento della domanda pari a 940000 barili giornalieri nel corso del 2019.

Grafico Brent by Tradingview

Questo, tuttavia, potrebbe essere considerato lo scenario migliore, in quanto potrebbero andare persi altri 300000 barili giornalieri nel caso in cui il conflitto commerciale dovesse protrarsi per altri sei mesi.

“Un calo dell’aumento della domanda di petrolio a 600000 o 700000 barili giornalieri è plausibile - spiega Morse - una guerra commerciale sarà una vera e propria sfida per l’economia cinese anche in presenza di incentivi fiscali e monetari, e la crescita economica potrebbe scendere nella fascia del 5%”.

Le previsioni di Citi sono lievemente inferiori a quelle della International Energy Agency, i cui tecnici prevedono per il 2019 un aumento della richiesta pari ad 1 milione di barili giornalieri; in linea con Citi le stime di UBS (900000 barili giornalieri).

In riferimento ai prezzi, Ed Morse prevede un Brent a 64 dollari per barile nel quarto trimestre 2019, ma a questo rimbalzo seguirà un crollo a 53 dollari per barile entro la fine del 2020.

 

Fonte Bloomberg

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