Nella prima parte della sessione di ieri i prezzi dell’oro hanno registrato un nuovo massimo storico ad oltre 2135 dollari per oncia sulla scia di un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel corso della prima parte del 2024, tuttavia, l’entusiasmo ha presto lasciato posto alle prese di profitto, con gli operatori che hanno iniziato a dubitare delle reali possibilità di un intervento in tal senso da parte della banca centrale americana; le prese di profitto hanno condotto il metallo giallo a terminare gli scambi in calo di oltre il 2% a 2042 dollari per oncia (future febbraio 2024).

“Nonostante siamo sempre più vicini ad una inversione di rotta da parte della Federal Reserve, questi prezzi potrebbero essere prematuri… il mercato si sta stancando - afferma Bart Melek, strategist presso TD Securities - ci sarà bisogno di altri catalizzatori ed arriveranno sotto forma di dati economici deboli”.
La Fed sembra essere sulla buona strada per abbandonare i rialzi dei tassi di interesse, tuttavia, rimane una vera e propria incognita capire quando vi sarà una vera e propria inversione della politica monetaria.
I traders, scontano una possibilità del 57% che i tassi di interesse vengano ridotti entro marzo, a fronte del 63% di venerdì; i dati della scorsa settimana hanno evidenziato un raffreddamento delle pressioni inflazionistiche e un mercato del lavoro in graduale allentamento, rafforzando l’idea di un taglio anticipato dei tassi; gli operatori attendono ora i dati sul mercato del lavoro che saranno pubblicati al termine della settimana attuale, una serie di dati che potrebbe aiutare a valutare ulteriormente le prospettive dei tassi di interesse.
Fonte Reuters