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Natural Gas: per l’America pronto lo scenario peggiore
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La Redazione Articolo pubblicato il 27/11/2019 12:00:36
Il settore del Natural Gas statunitense potrebbe ben presto trovarsi ad affrontare il peggior scenario possibile…

 

L’eccesso di offerta globale di natural gas si trasformato in una sorta di mostro in grado  di costringere gli esportatori statunitensi ad arrestare le spedizioni al fine di riportare domanda ed offerta in equilibrio.

In Asia ed Europa i prezzi del gas destinato al riscaldamento ed alle centrali elettriche potrebbero letteralmente crollare - nel corso del 2020 - a livelli tali da indurre i fornitori di LNG statunitense a frenare la produzione, spiegano i tecnici di Citigroup, mentre gli analisti di Morgan Stanley prevedono un drastico calo nelle esportazioni USA di prodotto tra il secondo ed il terzo trimestre dell’anno venturo (Morgan Stanley ha realizzato l’analisi ipotizzando un clima normale ed in questa condizione stima un calo del 50% dei volumi esportati nel periodo in oggetto).

Grafico Natural Gas by Tradingview

La domanda cinese di LNG è precipitata a causa della guerra commerciale, ma anche negli altri mercati le cose non vanno meglio, con l’Europa che vede praticamente colmi i siti di stoccaggio, con i vascelli che trasportano il prodotto che compiono tratte sempre più lunghe alla ricerca di prezzi migliori: questo contesto so traduce in una notevole difficoltà per i produttori statunitensi nel piazzare il loro prodotto, un contesto che potrebbe esacerbarsi nel corso del secondo trimestre 2020 in corrispondenza del calo stagionale della richiesta globale.

Limitare la produzione di LNG è una soluzione estrema, ma che sta prendendo sempre più piede grazie al flusso in arrivo dai nuovi impianti produttivi che sta letteralmente inondando il mercato rendendo impossibile mantenere bilanciate domanda ed offerta.

In Asia il gas in consegna a breve termine ha perso il 50% del suo valore negli ultimi 14 mesi, e lo stesso vale per il mercato olandese e, a questo punto, un clima eccessivamente mite potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione degli esportatori americani.

Negli ultimi tre anni il vertiginoso aumento della produzione shale ha condotto gli USA tra i maggiori esportatori mondiali di LNG, con la nazione che è considerata uno swing producer a causa della sua capacità di rispondere celermente ad eventuali instabilità del mercato.

Una limitazione della produzione può verificarsi in molti casi e, tra questi, annoveriamo quello in cui i compratori rifiutano di acquisire il prodotto a causa dei prezzi eccessivamente contenuti che rendono impossibile la copertura dei costi di trasporto verso l’utenza finale: l’annullamento di tali ordini può costringere gli esportatori a limitare o, nel peggiore dei casi, ad interrompere in toto le esportazioni.

 

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