Nella sessione di ieri i prezzi del natural gas USA sono scesi di oltre il 7% terminando gli scambi a quota 5,73 $/mmbtu ed annullando i guadagni della giornata precedente a causa di dati in arrivo a mercato che hanno evidenziato una produzione in aumento, una domanda inferiore alle attese, scorte in aumento e prezzi in forte calo anche in Europa, dove la Russia ha promesso di inviare flussi di prodotto aggiuntivi in vista dell’inverno.
La U.S. Energy Information Administration (EIA) ha dichiarato un aumento delle scorte pari ad 87 bcf in linea con le attese degli analisti e nettamente al di sopra dell’aumento delle scorte registrato nell’anno passato in questo stesso periodo (32 bcf) e nettamente al di sopra anche della media quinquennale di periodo (62 bcf).

Le scorte complessive si attestano a quota 3,54 tcf, inferiori del 3,4% rispetto alla media quinquennale di periodo.
Ancor più marcato (-11%) il calo dei prezzi del gas in Europa, un calo avvenuto a seguito delle parole del presidente della Russia Vladimir Putin che, secondo i media, avrebbe ordinato al colosso Gazprom di iniziare a pompare più gas nei siti di stoccaggio europei non appena sarà terminata la ricostruzione delle scorte di Mosca, un evento che potrebbe verificarsi entro l’8 novembre.
Dall'estate, i prezzi del gas in tutto il mondo sono aumentati vertiginosamente fino a raggiungere livelli record mentre i servizi pubblici lottano per accaparrarsi i carichi di gas naturale liquefatto (GNL) per ricostruire le scorte in Europa attualmente ridotte all’osso e soddisfare la crescente domanda in Asia, dove le carenze energetiche hanno causato blackout elettrici in Cina.
In Europa ed Asia il gas naturale passa di mano a prezzi superiori di cinque volte a quelli degli USA, con questi ultimi favoriti dal possesso di scorte sufficienti ad affrontare l’inverno e di una produzione sufficiente a soddisfare sia la richiesta interna che le esportazioni (i terminal statunitensi, lo ricordiamo, stanno già esportando a pieno regime, ragion per cui anche prezzi ancor più elevati di quelli attuali non avrebbero determinato un incremento delle esportazioni degno di nota).
Fonte Reuters