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In Cina è tornata la normalità… Non è vero niente!
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La Redazione Articolo pubblicato il 02/04/2020 11:30:36
“La domanda interna di oro si riprenderà molto lentamente, e questo anche dopo che l’industria di settore avrà recuperato la capacità operativa: il problema è che non ci sono ordini…” (Zhang Yongtao, amministratore delegato della China Gold Association).

 

Quante volte, negli ultimi giorni, abbiamo sentito dire che la vita dei cinesi è tornata alla normalità? Tra un comunicato ufficiale e l’altro, senz’altro molte volte: abbiamo visto le immaginei dei festeggiamenti a Wuhan per la fine della quarantena, abbiamo visto le auto tornare nelle strade, la polizia rimuovere i posti di blocco, la gente tornare nei negozi… Si: la gente è tornata nei negozi, questo è vero, quello che in pochi hanno detto è che il ritorno alla normalità è, almeno per ora, una pura utopia, soprattutto se si parla delle abitudini in termini di acquisto.

Il popolo cinese si è da sempre contraddistinto per il suo appetito di oro, ma, in questo momento, il maggior mercato mondiale è letteralmente paralizzato, con le misure implementate dai governi al fine di bloccare la diffusione del coronavirus che hanno lasciato a secco i rivenditori di metallo giallo, una situazione molto simile a quella che possiamo osservare anche in altri mercato, come quello indiano ed europeo.

A complicare le cose, inoltre, vi è anche il fatto che in altri mercati si lamenta una carenza di prodotto a fronte di una richiesta solida, ma questo non è quello che accade in Cina: qui la domanda è decisamente debole, e questo potrebbe rappresentare un problema per le quotazioni del lingotto, soprattutto se consideriamo che nel 2019 i consumatori cinesi pesavano per circa il 20% della domanda globale con una richiesta di 4356 tonnellate di oro (fonte World Gold Council).

“La domanda interna di oro si riprenderà molto lentamente, e questo anche dopo che l’industria di settore avrà recuperato la capacità operativa: il problema è che non ci sono ordini…” (Zhang Yongtao, amministratore delegato della China Gold Association).

Le vendite al dettaglio di oro, argento e gioielli sono precipitate del 41% nei primi due mesi dell’anno, spiega Zhang, e la quantità di gioielli in oro venduta nel primo trimestre 2020 è attesa in calo del 50% nel corso del primo trimestre, con grandi ripercussioni sulle perfomance dell’intero anno: “I consumatori non torneranno ad acquistare oro sino alla fine della pandemia e nemmeno gli investitori sono disposti ad impegnare il loro capitale, in questo momento”(Z. Yongtao).

 

A seguire - Crollo della domanda


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