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Il 2019? Sarà l’anno dell’Oro, ma non puntate troppo in alto…
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La Redazione Articolo pubblicato il 01/02/2019 04:50:17
La crescita globale in fase di rallentamento determinerà un aumento del prezzo dell’Oro nel corso del 2019: questo è quanto rivela un recente sondaggio condotto da Reuters, ma…

 

La crescita globale in fase di rallentamento ed una politica Fed meno aggressiva determineranno un rialzo nelle quotazioni dell’Oro nel corso del 2019: questo è quanto rivela un sondaggio condotto da Reuters, ma non puntate troppo in alto, perché i recenti massimi si riveleranno un ostacolo molto difficile da superare.

Il sondaggio, condotto su un campione di 36 tra analisti e traders, ha restituito una previsione per una media di prezzo dell’Oro pari a 1305 dollari per oncia nel corso del 2019, circa il 3% in più rispetto alla media dell’anno passato ed appena al di sopra delle precedenti stime di tre mesi fa; in relazione al 2020, le stime sono per un prezzo medio dell’Oro pari a 1350 dollari per oncia, appena al di sotto del picco di prezzo del 2016 (1364,9 dollari per oncia) e del 2018 (1366 dollari per oncia).

Grafico Reuters

Nel corso del 2018 l’Oro ha registrato il primo calo annuale in tre anni sotto la pressione di piazze azionarie particolarmente toniche, di tassi di interesse in aumento e di un dollaro USA decisamente forte., ma ora il metallo giallo si mostra più brillante, ed oscilla a ridosso dell’importante livello tecnico di 1300 dollari per oncia.

“Un rallentamento nell’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed, un probabile indebolimento, o perlomeno una stabilizzazione, del dollaro insieme a correzioni dei mercati azionari e ad una maggiore instabilità geopolitica sono elementi che stanno creando la tempesta perfetta a favore dell’Oro”: questo il commento rilasciato da Frederic Panizzutti (MKS).

La crescita economica cinese in frenata e l’esacerbarsi delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino hanno indebolito le piazze azionarie aumentando i timori in merito allo stato di salute dell’economia globale, rilanciando così l’interesse per il metallo giallo in termini di bene rifugio.

Gli economisti, nel mentre, sostengono che la Fed rallenterà il ritmo di aumento dei tassi di interesse, mentre gli specialisti in valuta ritengono probabile che il rally del dollaro sia ormai giunto agli sgoccioli.

“Vediamo l’Oro in fase di ripresa a lungo termine: la prima fase, guidata dalla normalizzazione del sentiment nel mercato dei futures, sembra essere ormai completata ed un consolidamento a breve termine pare ormai probabile - spiega Carsten Menke, analista presso Julius Baer - e la seconda fase, contraddistinta da un indebolimento del dollaro, dovrebbe iniziare verso la metà di quest’anno  e sarà seguita da una terza fase connotata da un rinnovato interesse per i beni rifugio da attribuirsi all’insinuarsi nei mercati finanziari dei timori relativi alla crescita economica ed alle dinamiche dell’inflazione”.

 

A seguire - Argento: cosa dobbiamo aspettarci



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