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FTSEMIB e Dax: la strategia di Davide Magistri



Davide Magistri Articolo pubblicato il 02/03/2015 09:00:22

Buy the dip sempre e comunque: questo sembra il motto dell’indice italiano: anche questa settimana l’unico minimo decrescente ha portato alla corsa al buy ed ancora una volta la seduta è terminata con una outside bar.



FTSE MIB


Evidentemente non ero l’unico ad avere pochi spunti per la settimana appena conclusa dato che la prima cosa che salta all’occhio è la riduzione del range settimanale a soli 600 punti contro i 965 e 1045 delle due settimane precedenti e comunque ben al di sotto della media a 5 settimane di 792 punti (n.b. dati calcolati sul future)

L’idea di “seguire il camion del denaro” ha retto per 4sedute (e mezza), ma al momento non ha portato vantaggi, salvo che si sia entrati anche Long sul sottostante portando il delta della strategia pari a zero (ad esempio comprando futures una volta negati i primi segnali negativi).

Non so in quanti avranno avuto la voglia e la pazienza di verificare quanto successo giovedì 19 febbraio sull’open interest delle opzioni sulle scadenze mensili (evento su cui avevo puntato i riflettori nell’articolo precedente).

In particolare la mia attenzione era rivolta alla 22500 CALL marzo (il cui prezzo medio di esecuzione per i grandi lotti che hanno portato in pochi giorni l’open interest da 1471 a 5489 è stato circa 250) che fino a venerdì sembrava essere il primo muro contro il quale avrebbero dovuto confrontarsi i rialzisti.


A favore di questa lettura c’erano due elementi:
a) l’andamento dei prezzi dell’opzione stessa che con l’esclusione del finale della seduta di venerdì (e dell’apertura di lunedì) non hanno visto incrementi sensibili di prezzo anche a fronte di una salita di 300 pts dell’indice infatti l’opzione non prendeva prezzo (vuoi il time decay, vuoi il crollo della volatilità implicita) quasi come fosse destinata a non favorire chi volesse spuntare un prezzo superiore (si può facilmente verificare che in tutte e cinque le sedute dell’ottava i prezzi sono sempre andati sotto 250).


b) su marzo l’opzione leader per open interest era, ed è ancora, 22000 Call (come si può vedere dal grafico sottostante), il prezzo medi di esecuzione dei grandi lotti è stato circa 200. Tali contratti sono stati conclusi con indice a circa 20500 a fine gennaio quasi certamente a protezione di posizioni Long sul sottostante. Per tutta settimana, fino al finale di venerdì, i prezzi non sono riusciti a superare il punto di break even (22200)

 

 

Ipercomprato, volatilità in calo e configurazioni bearish (che ho segnalato live nel corso della settimana, come l’hanging man formatosi con l’outside bar del 24 febbraio ed il conseguente bearish engulfing del 25) che vengono riassorbite come se fossero inesistenti non favoriscono un’analisi e un trading lineare.

Cosa ci dice oggettivamente il grafico dell’indice FTSE MIB? (sempre seguendo l’analisi tecnica elementare utilizzata in tutti i miei articoli)

 

1)     Buy the dip sempre e comunque. Questo sembra il motto dell’indice italiano, anche questa settimana l’unico minimo decrescente ha portato alla corsa al buy ed ancora una volta la seduta è terminata con una outside bar.

2)     12 chiusure sopra la media mobile a 5 giorni. Non un evento storico raro, ma fa chiaramente capire che di orsi non ce ne sono molti in giro (o meglio ce ne sono tantissimi ma con pochi soldi che stanno diventando sempre meno)

3)     Massimi 2014 nel mirino. Il ribasso che iniziò a giugno 2014 dal punto A rosso è terminato a gennaio 2015 (6 mesi circa) ed ora in due mesi scarsi è stato interamente riassorbito.
Ma non dovrebbe essere il contrario? Spesso i “sentito dire” sui forums e tramandati da un trader perdente all’altro è meglio contestualizzarli e specificare se si parla di trend o correzioni.
Statisticamente una correzione è generalmente più veloce del trend principale, ma appunto è una correzione ossia un’azione di prezzo che ritraccia una parte del movimento principale. Il trend è generalmente più lento, ma quando riassorbe una correzione tende a divorarla in un tempo simile (simmetria).

4)     Ipercomprato come i gaps up è un segnale rialzista e come i gaps da molti viene usato al contrario ossia per andare short. Credo non più di due articoli fa di avere scritto che in ipercomprato il mercato ci può stare per lunghi e dolorosi (per gli orsi) periodi.

5)     I veri eccessi tutti i miei indicatori di eccesso non ravvisano nulla di estremamente critico sull’andamento di breve periodo, qualche piccola correzione e la riduzione delle estensioni del mercato hanno contribuito a mantenere la situazione sotto controllo (ad esempio: il minimo di giornata finora non si è mai allontanato dalla media mobile a 5 giorni per più di 5 sedute consecutive).
Invece per quanto riguarda il medio periodo la situazione è ben rappresentata da questo grafico di pressione rialzista.

 

 

Si rilevano eccessi che non si vedevano dalla fine del 2013 e questo è l’unico elemento che mi fa essere dubbioso sulla continuazione del trend con le modalità attuali.
Forse in mancanza di validi motivi per andare oltre i massimi 2014 potrebbe essere uno dei fattori utili per contribuire ad un rientro dei prezzi non inferiore a 1000 punti.
(note: come già scritto in precedenti interventi “dagli eccessi si può rientrare anche lateralizzando”, ma essendo questi eccessi di medio periodo il laterale sui massimi attuali statisticamente richiederebbe tempi troppo lunghi per il riassorbimento).

 

Come si può operare dopo questa settimana?

 

Per chi non ha posizioni e non lo fa di mestiere suggerirei di restare alla finestra, per chi è Short da 2000 punti fa consultare l’almanacco ed affidarsi al Santo del giorno, per chi è Long operare con un cap (short call at the money l’ideale a mio avviso) che riduca sensibilmente il delta positivo di portafoglio, cap che rimuoverei se i prezzi esplodessero a rialzo.

Perché rimuovere la copertura in caso di immediata continuazione?

Per quanto detto sopra:  gli eseguiti dei grandi lotti sull’opzione leader per open interest 22000 call marzo hanno break even in area 22200, venerdì 27 i prezzi hanno chiuso sopra 22300.
Parto dall’assunto (dimostrato da studi statistici indipendenti) che solo una minima percentuale (inferiore solitamente al 30%) delle opzioni viene chiusa dai detentori una volta che queste arrivano in the money (si pensi alle 21000 febbraio scadute in the money ma con 6000 pz di open interest) le restanti vengono ricoperte con il future.
Aggiungo che anche la 22500 Call marzo ha visto, sempre venerdì 27, un crollo di 1000 pezzi sull’open interest (-19% di variazione rispetto al giorno prima) 500 dei quali migrati sulla 23000 Call marzo.
Dal momento che dall’interpretazione dei dati del mercato delle opzioni considera aumentate le probabilità (e sottolineo probabilità perché in ogni analisi tecnica si parla di questo) che i prezzi si spostino tra 22500 e 23000 tendo ad ipotizzare che nel caso in cui non si registreranno ribassi veri e convinti immediatamente in avvio di settimana si possa assistere ad una discreta corsa all’acquisto del sottostante che avrebbe l’effetto della benzina sul fuoco,

La settimana è stata anche abbastanza noiosa, oltre che non profittevole (almeno per me) per cui aggiungo un po’ di carne al fuoco e vi lascio, a fini di studio, uno spunto interessante identificato dal mio software proprietario (che punto di convertire in app per tablets e smartphones) il quale ha lo scopo di portare in evidenza i movimenti insoliti sul mercato IDEM.
Fa sempre parte della strategia del “seguire il denaro” ed è particolarmente utile quando i grafici non sono semplici da decifrare ed i prezzi si comportano in modo totalmente discordante rispetto al passato recente.

Nel dettaglio: in data 26 febbraio alle ore 15:35 (la maggior parte piattaforme non ve lo segnaleranno, ma è rilevabile dal sito Borsa Italiana, vedi sotto, o da piattaforme “migliori”) sono state eseguite in simultanea:

 

 

CALL 23500 GIUGNO a 338 per 1500 pezzi
PUT 20000 GIUGNO a 444 per 1500 pezzi (trade ripetuto per 1900 pezzi a 410 alle 15:28 di venerdì 27 come si vede dai volumi del grafico)

Il trade simultaneo ha quasi 3.000.000 di euro di premio totale, con break even up: 24282 e break even down: 19218.
Qui sotto il grafico payoff, il primo solo sul big trade del 26 ed il secondo considerando anche “l’aggiunga” del 27 febbraio   

 

 

Ha un senso logico/tecnico copiare una simile “strategia”?
No, perché non si conoscono le motivazioni e le posizioni preesistenti del soggetto che ha eseguito questi grandi lotti.
Posso però dire che ha un senso “statistico”, infatti quando il mio software identifica operazioni simultanee simili difficilmente (quasi mai per ora) il mercato è andato oltre i punti di break even e molto spesso (forse casualmente) i prezzi sono rimasti nel range che garantisce l’utile massimo (nel caso 20000-23500).
Anche nel caso in cui si consideri una posizione più che doppia in PUT (aggiungendo anche il big trade di venerdì) il break even non scende sotto 19500.
Comunque lo si voglia vedere, a mio avviso, è una dato interessante per capire quanto si rischia sul mercato avendo posizioni direzionali; il “mercato” non esclude la possibilità di arrivare in area 24000 e nemmeno in area 20000, perché dovremmo farlo noi piccoli?
Naturalmente è un trade che non rende ricchi. Se realizzato in piccola copia si parla di meno di 800 punti complessivi e nell’ipotesi di 4 opzioni Call e 4 Put si arriva a poco meno di 8.000 euro di utile massimo da qui alla scadenza giugno (4 mesi); potrebbe essere però un buon “benchmark” per capire se conviene ancora il fai da te o se è meglio che…… facciano gli altri.
Nei prossimi articoli seguirò l’evolversi dei prezzi di questa coppia di opzioni e le eventuali difficoltà di gestione sperando possa essere di vostro interesse.

 

DAX

 

 

L’indice tedesco non passa settimana senza realizzare nuovi massimi storici, l’ottava si chiude con il top a 11401,66.

Altre 5 sedute dal gap up (siamo giunti a 26) ed altri 500 punti di rialzo rispetto al venerdì precedente (sono ora 1000 punti totali sempre dal gap up).

Come scritto nel precedente articolo, la cosa più intelligente da fare è stata quella di restare allineati al bull market, dato che nella settimana non si sono evidenziati eccessi, né tantomeno segnali di inversione (i 5 minimi giornalieri sono stati tutti crescenti).

Anche per la settimana entrante manterrei la stessa lucidità operativa per le posizioni Long in esser, ma accompagnata da una strategia estremamente reattiva in caso di segnali negativi.

Quali segnali prendere in considerazione per prendere beneficio?
L’indice DAX per cinque sedute consecutive ha quotato sopra la media mobile a 5 giorni, quindi ritengo che un primo segnale di debolezza possa essere il venir meno di questa successione positiva.

Di sicuro non è un elemento sufficiente anche per un reverse ad ampio respiro (ricordo che non parlo di intraday, ma di multiday), anche per questa ottava tenderei a considerare la media mobile a 20 giorni come semaforo verde per l’apertura di posizioni ribassiste.

Molti tendono ad utilizzare segnali daily/multiday con stop loss molto ridotti che spesso vengono bruciati in intraday; come già detto è un errore concettuale molto frequente il timeframe va rispettato, se non si ha la capitalizzazione per difendere un segnale si deve necessariamente ridurre l’esposizione.

Un esempio pratico: ipotizziamo che l’indice DAX realizzi un massimo a 11500 punti e che successivamente corregga chiudendo sotto la media mobile a 20 giorni che, sempre per ipotesi, transiti a 11250 punti.

Uno short in questo caso è tecnicamente legittimo, ma si deve avere un’esposizione tale da poter sopportare un’azione contraria dei prezzi pari al 2,25% circa (da 11250 a 11500 appunto).
Quindi se io trader posso permettermi 1000 euro di loss vuol dire che dovrò avere un’esposizione Short massima non superiore a 50.000 (anche a leva ovviamente).
Se, potendomi permettere solo 1.000 euro di perdita, effettuo il mio ingresso Short con un’esposizione pari a 200.000 euro il livello di stop loss sarebbe pari a +0,5% di rialzo.
Conseguenze?
Se fossi un gambler molto fortunato realizzerei un utile quadruplo rispetto a quello che vedrei da trader professionista; se invece la ruota girasse come spesso gira (ciò contro i giocatori d’azzardo) il gambler dovrebbe incassare la sua perdita (-1000 euro) e poi si troverebbe a maledire il mercato poiché lo vedrebbe scendere come da copione.
Cercare la sorte, sognare il big trade, non stare dalla parte delle probabilità (e del trend) sono alcuni delle centinaia di comportamenti che differenziano il gambler dal trader professionista….. se si ha consistenza nel tempo perché puntare tutte le fiches in una mano sola?
Per quanto il trading possa presentare similitudini con il poker, bisogna sempre considerare che qui non c’è nessun avversario da buttare fuori (la giocata all-in non è necessaria), lo scopo per il trader professionista è restare seduto al tavolo….fino alla pensione.

 

RATIO FTSE MIB vs DAX

 

 

Visto quanto accaduto nella settimana non posso che citare l’articolo precedente “va ricordato che ora il Ratio è in una fase correttiva di un movimento principale che è e rimane ribassista; quindi la mancata immediata prosecuzione del trend (ad esempio: il mancato superamento della media mobile a 20 settimane o una barra settimanale negativa) consiglierebbero di accontentarsi di quel che si è guadagnato e liquidare o alternativamente di rimanere sul mercato ma estremamente reattivi in caso si manifesti ulteriore negatività”.
La mancata prosecuzione del trend è esattamente quanto si può appurare dal grafico, con la media mobile a 20 settimane che sembra fare da tappo e con una chiusura settimanale negativa.

D’accordo non si tratta di nulla di grave è solo un piccolo ritracciamento, ma avviene in corrispondenza di un livello critico in cui incrociano sia il ritracciamento di Fibonacci 23,6% sia la MA20W quindi per la mia propensione al rischio si tratta di elementi più che sufficienti per accontentarsi e rimettersi seduti ad aspettare un nuovo segnale.

Quale?
Un superamento del massimo di due settimane fa con conseguente cross rialzista della media MA20W.

Ma in questo modo non pagherei un prezzo più alto rispetto a quello della mia chiusura di posizione?
Si, ma preferisco pagare di più per comprare un segnale che avere in portafoglio un prezzo di carico migliore basato solo su una speranza (tale considerazione vale in questo caso perché il trend principale è ribassista, di contro non consiglierei mai la liquidazione di operazioni vincenti che concordano con il trend principale salvo subentrino importanti segnali contrari )

 

 



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