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Dalla Siberia all’Iraq: il Petrolio non conosce confini
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La Redazione Articolo pubblicato il 22/05/2020 05:00:00
“In parole povere, la OPEC+ ha dato il via ai tagli alla produzione, e le interruzioni di fornitura globali stanno restituendo un buon risultato. Gli indicatori preliminari mostrano che il mercato si sta ripristinando quattro o cinque settimane prima rispetto alle nostre previsioni, e lo stesso accade ai prezzi” (Michael Tran, analista presso RBC Capital Markets).

 

Dal Medio Oriente alla Siberia, dal Mare del Nord fino all'America Latina, i prezzi dei carichi fisici di petrolio sono in forte aumento quasi ovunque e sostengono il rialzo nel  mercato dei futures, ma ora l’attenzione degli investitori si sta rivolgendo a quella che potrebbe essere la reale sostenibilità della ripresa.

Il prezzo del Brent è quasi raddoppiato nell’ultimo mese (vedi grafico a seguire) e lo stesso vale per il WTI: a consentire questa price action sono stati essenzialmente due elementi, ovvero il taglio alla produzione da parte dei paesi OPEC+ ed il recupero della domanda di oro nero guidato dalla Cina.

Questa nuova condizione di mercato ha consentito a numerosi gradi di scambiare a premio rispetto ai benchmark di riferimento, esattamente l’opposto di quanto accadeva alcune settimane fa, quando gli sconti a cui erano soggetti questi gradi erano decisamente elevati.  Di sicuro i venditori stanno ottenendo un ritorno economico maggiore dalla vendita dei loro prodotti, ma prezzi troppo elevati potrebbero essere un problema, poiché hanno la capacità di indurre un aumento della produzione che andrebbe nuovamente ad abbattere i margini delle raffinerie.

Grafico Brent by Tradingview

"I primi segni di ripresa sembrano alimentare un rapido ridistribuzione del prezzo in alcune parti del mercato, ma gran parte del riequilibrio dipende dall’offerta andata offline e li deve rimanere per non alterare il processo in corso.  Non siamo ancora a quel punto, ma potremmo arrivare a livelli di prezzo dove l’interruzione della produzione da parte di alcune realtà potrebbe essere invertita” (Richard Mallinson, analista presso Energy Aspects).

Eccezion fatta per l’area del Golfo - negli USA - i prezzi dei gradi fisici sono in aumento praticamente ovunque ormai da giorni, con gli incrementi più importanti rappresentati dai flussi di greggio influenzati dalla Cina, dove la richiesta ha quasi raggiunto i livelli di un anno fa.

 

La salita

Il greggio ESPO della Russia, che viene spedito principalmente agli acquirenti asiatici dall'Estremo Oriente del paese, è stato scambiato con premi fino a 3,5 dollari per barile rispetto al benchmark di Dubai (nel mese passato si notava uno sconto di 4,8 dollari per barile su questo prodotto).  In forte aumento anche il prezzo di altre varietà, come il Sakhalin Blend, il cui sconto rispetto al benchmark è sceso ad una media di 1,5 dollari per barile contro i 9 dollari di un mese fa.

Ottima la performance dei gradi iracheni (Basrah Light ed Heavy), di quelli angolani e del Mare del Nord.

“In parole povere, la OPEC+ ha dato il via ai tagli alla produzione, e le interruzioni di fornitura globali stanno restituendo un buon risultato.  Gli indicatori preliminari mostrano che il mercato si sta ripristinando quattro o cinque settimane prima rispetto alle nostre previsioni, e lo stesso accade ai prezzi” (Michael Tran, analista presso RBC Capital Markets).

 

A seguire - Europa e Stati Uniti


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