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Commodoty Report numero 519 dell'11 maggio 2026



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 09/05/2026 23:29:02


La settimana si è chiusa con un mix che ormai conosciamo bene: macro che regge, Fed ancora “in guardia”, e geopolitica (Iran / Hormuz) che continua a funzionare da interruttore per l’energia. La differenza, questa volta, è che il mercato ha scelto di premiare gli asset “risk” sul finale grazie al lavoro USA, ma senza spegnere la miccia: basta guardare volatilità e complesso raffinati per capire che la tensione non è rientrata, si è solo spostata.


1) Macro: indici, decennale USA, dollaro, VIX

S&P 500 E-mini in chiusura a 7.419,00, e Nasdaq 100 E-mini a 29.332,50. Il messaggio è chiaro: nonostante la settimana carica di dati e rumore geopolitico, il mercato azionario riesce ancora a “tenere il punto” quando la macro non crolla e quando la Fed non apre la porta a sorprese restrittive.

La volatilità, però, non racconta un mercato “tranquillo”: il VIX chiude a 20,6846. Questo livello è coerente con un mercato che resta investito, ma si tiene il diritto di cambiare idea in fretta. In altre parole: non panico, ma nervi scoperti.

Sul fronte tassi, il rendimento del Treasury 10Y chiude a 4,357%. E qui si vede bene il paradosso del momento: da un lato il ciclo economico non si spegne, dall’altro l’inflazione “importata” via energia rende complicato immaginare un percorso di tagli rapidi. È un equilibrio che regge finché i dati non costringono a riscrivere lo scenario.

Sul cambio, il dollaro resta morbido: Dollar Index (DXY) a 97,784, mentre EUR/USD a 1,17803. Un dollaro non dominante aiuta metalli e (a tratti) crypto, ma soprattutto racconta che il mercato sta ancora ragionando in termini di “crescita che rallenta ma non si rompe”, più che di “flight to quality” puro.

I dati macro che hanno mosso davvero i mercati

  • Lavoro USA (aprile): payrolls a +115k, disoccupazione 4,3%. Il dato è “buono” nel modo giusto: non è esplosivo, ma conferma che il mercato del lavoro regge. E, soprattutto, i salari non hanno riacceso un allarme immediato (crescita più moderata rispetto alle attese). Questo mix ha sostenuto equity e, sul finale, ha tolto pressione al dollaro.
  • ISM servizi (aprile): 53,6. Economia dei servizi ancora in espansione, ma con una componente prezzi che resta fastidiosa: è esattamente il tipo di combinazione che mantiene la Fed prudente.
  • Produttività e costi (Q1): produttività +0,8% annualizzata, unit labor costs +2,3%. Tradotto: non c’è un’esplosione dei costi del lavoro che obblighi la Fed a irrigidirsi ulteriormente, ma non c’è nemmeno quel “miracolo” di produttività che permetterebbe di ignorare l’inflazione energetica.


Questa settimana è un mini-FOMC, anche senza riunione: perché arriva l’inflazione.

  • Martedì 12 maggio: CPI USA di aprile (dato chiave).
  • Mercoledì 13 maggio: scorte EIA (in un mercato dove distillati e benzina sono il termometro della tensione).
  • Giovedì 14 maggio: Retail Sales USA (se il consumatore scricchiola con benzina cara, cambia la narrativa su crescita).
  • Venerdì 15 maggio: fiducia e inflazione attesa (Michigan preliminare): in questa fase conta quasi quanto il CPI, perché muove le aspettative.

Bias macro per la settimana che inizia: costruttivo ma fragile. Se CPI e consumi escono “caldi” insieme, il mercato torna a prezzare tassi più alti più a lungo; se invece l’inflazione sorprende al ribasso, si riapre spazio per risk-on più pulito.


2) Geopolitica: Iran, Hormuz.

Il punto geopolitico è semplice: anche quando i mercati provano a normalizzare, l’energia ricorda che lo scenario è ancora “a probabilità variabile”. La sensazione è che i negoziati procedano a scatti e che il mare resti un teatro in cui basta un episodio per rimettere premio di rischio in un’ora. Questo è il motivo per cui la curva del crude non riesce a distendersi davvero e perché i raffinati continuano a vivere di nervosismo.

Bias geopolitico per la settimana: alto impatto, bassa prevedibilità. È il tipo di rischio che non si misura in forecast, ma in gestione della volatilità.


3) Bitcoin: regge, ma non fa il “rifugio”

Bitcoin chiude a 80.142,3. In settimana ha avuto un comportamento coerente con la fase: regge quando il dollaro non accelera e quando equity non entra in panico, ma non è ancora un asset “difensivo”. In questo regime Bitcoin resta un termometro di liquidità e di appetite per rischio, più che un “bene rifugio”.

Bias BTC (settimana in arrivo): neutrale/volatile. CPI e dollaro sono il binario: se il CPI sorprende al rialzo e il dollaro si rafforza, la crypto tende a diventare nervosa; se invece il dollaro resta morbido, BTC può difendere area 80k e tentare estensioni.


4) Energia: Crude oil, spread 1–2, crack 3-2-1, Natural Gas

Crude oil (WTI e Brent)

Il crude chiude la settimana con due prezzi che raccontano due storie:

  • WTI (Jun) a 95,42 $/bbl
  • Brent a 101,29 $/bbl

Il Brent resta sopra perché continua a incorporare più “geopolitica” e più rischio rotte. Il WTI è meno esposto, ma non immune: quando il mercato teme scossoni sui flussi globali, il premio entra anche sul benchmark USA.

Spread CL1–CL2 (front vs secondo mese)

Qui c’è un segnale pulito: il mercato paga ancora “urgenza”, anche se meno isterica rispetto ai picchi.

  • WTI Jun (CLM26): 95,42
  • WTI Jul (CLN26): 91,79
  • Spread 1–2: +3,63 $/bbl (backwardation)

Backwardation significa: il barile “subito” vale più del barile “dopo”. È la firma di un mercato che non si sente completamente al sicuro.

Crack spread 3-2-1 (proxy)

I raffinati restano il vero termometro della tensione:

  • RBOB (Jun): 3,5267 $/gal
  • ULSD/Heating oil (Jun): 3,8991 $/gal

Con questi livelli, il crack 3-2-1 (proxy) è in area ~57,9 $/bbl: margini ancora altissimi. Il messaggio è semplice: la filiera prodotti (soprattutto distillati) continua a prezzare stress e rischio, anche quando il crude non esplode.

Natural Gas

Natural Gas (Jun) a 2,757. Gas in una fase più “domestica” (stagionalità, meteo, storage), ma in un mondo dove l’energia è politica, anche il gas può ricevere volatilità indiretta via LNG e narrativa Europa.

Bias energia (settimana in arrivo):

  • Crude (WTI/Brent): neutrale con skew rialzista. Se la geopolitica si irrigidisce o se i dati scorte (EIA) mostrano nuovi draw su distillati, il mercato ricarica premio. Se invece CPI/consumi segnalano distruzione domanda, il crude può restare sotto pressione.
  • Spread 1–2: tendenzialmente sostenuto (backwardation finché la percezione di rischio resta alta).
  • Crack 3-2-1: ancora forte, ma attenzione: margini così elevati attirano volatilità; basta un segnale di domanda in frenata per comprimere.
  • Natural Gas: neutrale, finché non arriva un driver meteo o LNG.


5) Grains & Carni: Corn, Wheat, Soia + Lean Hogs e Live Cattle

Grains

Il complesso grani chiude con prezzi solidi e un tono da mercato che inizia a pagare “costi + rischio filiera”:

  • Corn a 471,62
  • Wheat a 618,60
  • Soybeans a 1.208,25

Qui la logica è chiara: energia alta significa costi di trasporto e input più alti, e in fase di semine il mercato diventa molto sensibile al meteo e alle aspettative di acreage effettive. Il grano resta quello più reattivo al rischio geopolitico e supply chain; mais e soia si muovono più su equilibrio domanda/offerta, ma con energia così, anche loro ricevono “premio” nei momenti giusti.

Bias grains (settimana in arrivo):

  • Corn: neutrale-costruttivo (supporto su area 465–470, ma sensibile a dollaro e meteo).
  • Wheat: moderatamente rialzista ma nervoso (è quello che fa spike più facilmente).
  • Soybeans: neutrale (range probabile, con rimbalzi se il dollaro resta morbido).

Carni

Settimana più “micro”, ma con un messaggio netto sugli hogs:

  • Lean Hogs (Jun) a 98,625
  • Live Cattle (Jun) a 249,175

Gli hogs chiudono con un’impronta debole: il mercato appare in controllo ai venditori, e quando un contratto stampa un close “brutto” su base weekly, spesso serve tempo per ricostruire fiducia. Il cattle invece resta più “strutturale”: l’offerta non si ricrea in un mese, ma la volatilità aumenta se il consumatore inizia a rallentare per effetto benzina/prezzi.

Bias carni (settimana in arrivo):

  • Lean Hogs: prudente/ribassista finché non rientra con decisione sopra area 100.
  • Live Cattle: neutrale, con rischio di scossoni se il retail sales delude.


6) Softs: Zucchero, Caffè, Cacao

Settimana con un cacao pesante e zucchero/caffè più “tecnici”:

  • Zucchero #11 a 14,69
  • Caffè a 274,80
  • Cacao a 4.182

Il cacao si è preso una legnata: qui entra in gioco il posizionamento e la domanda industriale, che quando vede volatilità e prezzi alti tende a “tirare il freno” sugli acquisti. Zucchero e caffè restano mercati che alternano sprint e pause: non sono lineari, ma quando partono diventano veloci.

Bias softs (settimana in arrivo):

  • Zucchero: neutrale-rialzista tattico, ma con pullback frequenti.
  • Caffè: neutrale/volatile (range e spike).
  • Cacao: prudente (finché non torna un segnale chiaro dal lato domanda/offerta, il rischio è di rimbalzi tecnici seguiti da nuove vendite).


7) Metalli: Oro, Argento, Rame

Qui la fotografia è di un mercato che resta “sensibile a tassi e dollaro”, ma non può ignorare la geopolitica.

  • Oro a 4.730,70 $/oz
  • Argento a 80,865 $/oz
  • Rame a 6,2965 $/lb

L’oro resta l’assicurazione classica: non esplode perché i rendimenti non scendono davvero e perché il mercato azionario non è in panico, ma non collassa perché la geopolitica mantiene un pavimento psicologico. L’argento amplifica: quando i flussi entrano, sale più dell’oro; quando escono, scende più dell’oro. Il rame continua a vivere di “crescita che regge”: finché il mondo non prezza recessione netta, il rame tende a restare sostenuto.

Bias metalli (settimana in arrivo):

  • Oro: neutrale con bias difensivo; diventa rialzista se CPI sorprende al ribasso (tassi giù) o se la geopolitica peggiora.
  • Argento: neutrale/volatile; ottimo per movimenti, meno per linearità.
  • Rame: neutrale-costruttivo, ma molto sensibile a CPI e dollaro.


La bussola della settimana

I mercati provano a essere risk-on, ma l’energia costringe tutti a restare umili. Finché crack e backwardation restano elevati, la guerra non è “rumore”: è un fattore macro che entra in inflazione, fiducia e scelte della Fed.

Per la settimana che parte, i tre interruttori sono:

  1. CPI (martedì): decide il tono su tassi, dollaro e metalli.
  2. EIA (mercoledì): decide se i raffinati continuano a raccontare stress.
  3. Retail sales (giovedì): decide se la benzina cara sta davvero mordendo la domanda.



Principali dat macro ed eventi della settimana


Date

Reports

Expiration & Notice Dates

05/11

Mon

9:00 AM CDT - Existing Home Sales 

3:30 PM CDT - Crop Progress


05/12

Tue

7:30 AM CDT - Core CPI & CPI 

11:00 AM CDT - WASDE Report & Crop Production 

11:00 AM CDT - EIA Short Term Energy Outlook 

1:00 PM CDT - Treasury Budget 

3:30 PM CDT - API Energy Stocks


05/13

Wed

6:00 AM CDT - MBA Mortgage Index 

7:30 AM CDT - Core PPI & PPI 

9:30 AM CDT - EIA Petroleum Status Report 

2:00 PM CDT - Dairy Products Sales

LT: May Cocoa(ICE)

05/14

Thu

7:30 AM CDT - USDA Weekly Export Sales 

7:30 AM CDT - Initial Claims-Weekly 

7:30 AM CDT - Retail Sales 

7:30 AM CDT - Import & Export Prices 

7:30 AM CDT - Import Ex-Oil & Export Ex-Ag Prices 

9:30 AM CDT - EIA Natural Gas Prices 

3:30 PM CDT - Fed Balance Sheet

LT: May Canola(CBT) 

May Wheat(CBT) 

May Corn(CBT) 

May Rough Rice(CBT) 

May Oats(CBT) 

May Soybeans,Soymeal,Soyoil(CBT) 

May Lean Hogs(CME) 

May Lean Hogs Options(CME) 

Jun Crude Lt Options(NYM)

05/15

Fri

7:30 AM CDT - Empire State Manufacturing 

8:15 AM CDT - Industrial Prod & Capacity Util 

11:00 AM CDT - NOPA Crush

LT: May Lumber(CME) 

May 3-Mo SOFR Options(CME) 

Jun Orange Juice Options(ICE) 

Jun Sugar-11 Options(ICE)

05/18

Mon

9:00 AM CDT - NAHB Housing Market Index 

2:00 PM CDT - Net Long-Term TIC Flows 

3:00 PM CDT - Crop Progress

LT: May Currencies(CME) 

May Coffee(ICE)

05/19

Tue

7:30 AM CDT - Building Permits & Housing Starts 

9:00 AM CDT - Pending Home Sales 

3:30 PM CDT - API Energy Stocks

LT: May 3-Mo SOFR(CME) 

May Canadian Dollar(CME) 

Jun Crude Lt(NYM)

05/20

Wed

6:00 AM CDT - MBA Mortgage Index 

9:30 AM CDT - EIA Petroleum Status Report 

2:00 PM CDT - Dairy Products Sales

LT: Jun Palladium/Platinum Options(NYM)

05/21

Thu

7:30 AM CDT - USDA Weekly Export Sales 

7:30 AM CDT - Initial Claims-Weekly 

7:30 AM CDT - Philadelphia Fed Index 

9:30 AM CDT - EIA Natural Gas Report

FN: Jun Crude Lt(NYM) 

LT: May Feeder Cattle(CME) 

May Feeder Cattle Options(CME)

05/22

Fri

9:00 AM CDT - Univ of Mich Consumer Sent-Final 

2:00 PM CDT - Cattle On Feed

FN: May Lumber(CME) 

LT: Jun 2,5,10 Year Notes Options(CBT) 

Jun Bonds Options(CBT) 

Jun Canola Options(CBT) 

Jun Wheat Options(CBT) 

Jun Corn Options(CBT) 

Jun Oats Options(CBT) 

Jun Rough Rice Options(CBT) 

Jun Soybeans,Soymeal,Soyoil Options(CBT)

FN=First Notice, OE=Option Expiration, LT=Last Trade



Struttura del portafoglio



Indici


E-Mini S&P-500:  aperto bear spread put 6450/6200 a copertura dei long (chiuso in loss)


QQQ: aperto bear put spread 690/580 settembre 2026 (a copertura)


Micro Nasdaq: 

 

30yr US


10Y Us


30Y  TB -




Energy


Crude Oil   :  Long USO 


Brent:  Comprate Call su BNO   



Natural Gas:





Grains



Soia:

 

Olio di Soia:


Grano:



Corn:   






Soft: 


Zucchero:


Succo d’arancia:


Caffè:


Cotone:

 

Cacao: 



Carni


Live Cattle:


Feeder Cattle:Lean Hogs:





Metalli preziosi


Oro:  Comprato GLD 

Silver:

Rame:

Platino:        



Disclaimer: le operazioni di trading indicate in questo newsletter sono frutto di opinioni personali dell’autore e non costituiscono alcuna sollecitazione all’investimento. La speculazione di borsa può causare perdite e deve essere effettuata essendo consapevoli dei rischi che comporta. Nessuna responsabilità potrà essere addossata all’autore per eventuali perdite di portafoglio. Le performance del passato non costituiscono garanzia per l’andamento futuro degli investimenti indicati.  



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