La settimana si è chiusa con un mix che ormai conosciamo bene: macro che regge, Fed ancora “in guardia”, e geopolitica (Iran / Hormuz) che continua a funzionare da interruttore per l’energia. La differenza, questa volta, è che il mercato ha scelto di premiare gli asset “risk” sul finale grazie al lavoro USA, ma senza spegnere la miccia: basta guardare volatilità e complesso raffinati per capire che la tensione non è rientrata, si è solo spostata.
1) Macro: indici, decennale USA, dollaro, VIX
S&P 500 E-mini in chiusura a 7.419,00, e Nasdaq 100 E-mini a 29.332,50. Il messaggio è chiaro: nonostante la settimana carica di dati e rumore geopolitico, il mercato azionario riesce ancora a “tenere il punto” quando la macro non crolla e quando la Fed non apre la porta a sorprese restrittive.
La volatilità, però, non racconta un mercato “tranquillo”: il VIX chiude a 20,6846. Questo livello è coerente con un mercato che resta investito, ma si tiene il diritto di cambiare idea in fretta. In altre parole: non panico, ma nervi scoperti.
Sul fronte tassi, il rendimento del Treasury 10Y chiude a 4,357%. E qui si vede bene il paradosso del momento: da un lato il ciclo economico non si spegne, dall’altro l’inflazione “importata” via energia rende complicato immaginare un percorso di tagli rapidi. È un equilibrio che regge finché i dati non costringono a riscrivere lo scenario.
Sul cambio, il dollaro resta morbido: Dollar Index (DXY) a 97,784, mentre EUR/USD a 1,17803. Un dollaro non dominante aiuta metalli e (a tratti) crypto, ma soprattutto racconta che il mercato sta ancora ragionando in termini di “crescita che rallenta ma non si rompe”, più che di “flight to quality” puro.
I dati macro che hanno mosso davvero i mercati
- Lavoro USA (aprile): payrolls a +115k, disoccupazione 4,3%. Il dato è “buono” nel modo giusto: non è esplosivo, ma conferma che il mercato del lavoro regge. E, soprattutto, i salari non hanno riacceso un allarme immediato (crescita più moderata rispetto alle attese). Questo mix ha sostenuto equity e, sul finale, ha tolto pressione al dollaro.
- ISM servizi (aprile): 53,6. Economia dei servizi ancora in espansione, ma con una componente prezzi che resta fastidiosa: è esattamente il tipo di combinazione che mantiene la Fed prudente.
- Produttività e costi (Q1): produttività +0,8% annualizzata, unit labor costs +2,3%. Tradotto: non c’è un’esplosione dei costi del lavoro che obblighi la Fed a irrigidirsi ulteriormente, ma non c’è nemmeno quel “miracolo” di produttività che permetterebbe di ignorare l’inflazione energetica.
Questa settimana è un mini-FOMC, anche senza riunione: perché arriva l’inflazione.
- Martedì 12 maggio: CPI USA di aprile (dato chiave).
- Mercoledì 13 maggio: scorte EIA (in un mercato dove distillati e benzina sono il termometro della tensione).
- Giovedì 14 maggio: Retail Sales USA (se il consumatore scricchiola con benzina cara, cambia la narrativa su crescita).
- Venerdì 15 maggio: fiducia e inflazione attesa (Michigan preliminare): in questa fase conta quasi quanto il CPI, perché muove le aspettative.
Bias macro per la settimana che inizia: costruttivo ma fragile. Se CPI e consumi escono “caldi” insieme, il mercato torna a prezzare tassi più alti più a lungo; se invece l’inflazione sorprende al ribasso, si riapre spazio per risk-on più pulito.
2) Geopolitica: Iran, Hormuz.
Il punto geopolitico è semplice: anche quando i mercati provano a normalizzare, l’energia ricorda che lo scenario è ancora “a probabilità variabile”. La sensazione è che i negoziati procedano a scatti e che il mare resti un teatro in cui basta un episodio per rimettere premio di rischio in un’ora. Questo è il motivo per cui la curva del crude non riesce a distendersi davvero e perché i raffinati continuano a vivere di nervosismo.
Bias geopolitico per la settimana: alto impatto, bassa prevedibilità. È il tipo di rischio che non si misura in forecast, ma in gestione della volatilità.
3) Bitcoin: regge, ma non fa il “rifugio”
Bitcoin chiude a 80.142,3. In settimana ha avuto un comportamento coerente con la fase: regge quando il dollaro non accelera e quando equity non entra in panico, ma non è ancora un asset “difensivo”. In questo regime Bitcoin resta un termometro di liquidità e di appetite per rischio, più che un “bene rifugio”.
Bias BTC (settimana in arrivo): neutrale/volatile. CPI e dollaro sono il binario: se il CPI sorprende al rialzo e il dollaro si rafforza, la crypto tende a diventare nervosa; se invece il dollaro resta morbido, BTC può difendere area 80k e tentare estensioni.
4) Energia: Crude oil, spread 1–2, crack 3-2-1, Natural Gas
Crude oil (WTI e Brent)
Il crude chiude la settimana con due prezzi che raccontano due storie:
- WTI (Jun) a 95,42 $/bbl
- Brent a 101,29 $/bbl
Il Brent resta sopra perché continua a incorporare più “geopolitica” e più rischio rotte. Il WTI è meno esposto, ma non immune: quando il mercato teme scossoni sui flussi globali, il premio entra anche sul benchmark USA.
Spread CL1–CL2 (front vs secondo mese)
Qui c’è un segnale pulito: il mercato paga ancora “urgenza”, anche se meno isterica rispetto ai picchi.
- WTI Jun (CLM26): 95,42
- WTI Jul (CLN26): 91,79
- Spread 1–2: +3,63 $/bbl (backwardation)
Backwardation significa: il barile “subito” vale più del barile “dopo”. È la firma di un mercato che non si sente completamente al sicuro.
Crack spread 3-2-1 (proxy)
I raffinati restano il vero termometro della tensione:
- RBOB (Jun): 3,5267 $/gal
- ULSD/Heating oil (Jun): 3,8991 $/gal
Con questi livelli, il crack 3-2-1 (proxy) è in area ~57,9 $/bbl: margini ancora altissimi. Il messaggio è semplice: la filiera prodotti (soprattutto distillati) continua a prezzare stress e rischio, anche quando il crude non esplode.
Natural Gas
Natural Gas (Jun) a 2,757. Gas in una fase più “domestica” (stagionalità, meteo, storage), ma in un mondo dove l’energia è politica, anche il gas può ricevere volatilità indiretta via LNG e narrativa Europa.
Bias energia (settimana in arrivo):
- Crude (WTI/Brent): neutrale con skew rialzista. Se la geopolitica si irrigidisce o se i dati scorte (EIA) mostrano nuovi draw su distillati, il mercato ricarica premio. Se invece CPI/consumi segnalano distruzione domanda, il crude può restare sotto pressione.
- Spread 1–2: tendenzialmente sostenuto (backwardation finché la percezione di rischio resta alta).
- Crack 3-2-1: ancora forte, ma attenzione: margini così elevati attirano volatilità; basta un segnale di domanda in frenata per comprimere.
- Natural Gas: neutrale, finché non arriva un driver meteo o LNG.
5) Grains & Carni: Corn, Wheat, Soia + Lean Hogs e Live Cattle
Grains
Il complesso grani chiude con prezzi solidi e un tono da mercato che inizia a pagare “costi + rischio filiera”:
- Corn a 471,62
- Wheat a 618,60
- Soybeans a 1.208,25
Qui la logica è chiara: energia alta significa costi di trasporto e input più alti, e in fase di semine il mercato diventa molto sensibile al meteo e alle aspettative di acreage effettive. Il grano resta quello più reattivo al rischio geopolitico e supply chain; mais e soia si muovono più su equilibrio domanda/offerta, ma con energia così, anche loro ricevono “premio” nei momenti giusti.
Bias grains (settimana in arrivo):
- Corn: neutrale-costruttivo (supporto su area 465–470, ma sensibile a dollaro e meteo).
- Wheat: moderatamente rialzista ma nervoso (è quello che fa spike più facilmente).
- Soybeans: neutrale (range probabile, con rimbalzi se il dollaro resta morbido).
Carni
Settimana più “micro”, ma con un messaggio netto sugli hogs:
- Lean Hogs (Jun) a 98,625
- Live Cattle (Jun) a 249,175
Gli hogs chiudono con un’impronta debole: il mercato appare in controllo ai venditori, e quando un contratto stampa un close “brutto” su base weekly, spesso serve tempo per ricostruire fiducia. Il cattle invece resta più “strutturale”: l’offerta non si ricrea in un mese, ma la volatilità aumenta se il consumatore inizia a rallentare per effetto benzina/prezzi.
Bias carni (settimana in arrivo):
- Lean Hogs: prudente/ribassista finché non rientra con decisione sopra area 100.
- Live Cattle: neutrale, con rischio di scossoni se il retail sales delude.
6) Softs: Zucchero, Caffè, Cacao
Settimana con un cacao pesante e zucchero/caffè più “tecnici”:
- Zucchero #11 a 14,69
- Caffè a 274,80
- Cacao a 4.182
Il cacao si è preso una legnata: qui entra in gioco il posizionamento e la domanda industriale, che quando vede volatilità e prezzi alti tende a “tirare il freno” sugli acquisti. Zucchero e caffè restano mercati che alternano sprint e pause: non sono lineari, ma quando partono diventano veloci.
Bias softs (settimana in arrivo):
- Zucchero: neutrale-rialzista tattico, ma con pullback frequenti.
- Caffè: neutrale/volatile (range e spike).
- Cacao: prudente (finché non torna un segnale chiaro dal lato domanda/offerta, il rischio è di rimbalzi tecnici seguiti da nuove vendite).
7) Metalli: Oro, Argento, Rame
Qui la fotografia è di un mercato che resta “sensibile a tassi e dollaro”, ma non può ignorare la geopolitica.
- Oro a 4.730,70 $/oz
- Argento a 80,865 $/oz
- Rame a 6,2965 $/lb
L’oro resta l’assicurazione classica: non esplode perché i rendimenti non scendono davvero e perché il mercato azionario non è in panico, ma non collassa perché la geopolitica mantiene un pavimento psicologico. L’argento amplifica: quando i flussi entrano, sale più dell’oro; quando escono, scende più dell’oro. Il rame continua a vivere di “crescita che regge”: finché il mondo non prezza recessione netta, il rame tende a restare sostenuto.
Bias metalli (settimana in arrivo):
- Oro: neutrale con bias difensivo; diventa rialzista se CPI sorprende al ribasso (tassi giù) o se la geopolitica peggiora.
- Argento: neutrale/volatile; ottimo per movimenti, meno per linearità.
- Rame: neutrale-costruttivo, ma molto sensibile a CPI e dollaro.
La bussola della settimana
I mercati provano a essere risk-on, ma l’energia costringe tutti a restare umili. Finché crack e backwardation restano elevati, la guerra non è “rumore”: è un fattore macro che entra in inflazione, fiducia e scelte della Fed.
Per la settimana che parte, i tre interruttori sono:
- CPI (martedì): decide il tono su tassi, dollaro e metalli.
- EIA (mercoledì): decide se i raffinati continuano a raccontare stress.
- Retail sales (giovedì): decide se la benzina cara sta davvero mordendo la domanda.
Principali dat macro ed eventi della settimana
Date | Reports | Expiration & Notice Dates |
05/11 Mon | 9:00 AM CDT - Existing Home Sales 3:30 PM CDT - Crop Progress |
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05/12 Tue | 7:30 AM CDT - Core CPI & CPI 11:00 AM CDT - WASDE Report & Crop Production 11:00 AM CDT - EIA Short Term Energy Outlook 1:00 PM CDT - Treasury Budget 3:30 PM CDT - API Energy Stocks |
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05/13 Wed | 6:00 AM CDT - MBA Mortgage Index 7:30 AM CDT - Core PPI & PPI 9:30 AM CDT - EIA Petroleum Status Report 2:00 PM CDT - Dairy Products Sales | LT: May Cocoa(ICE) |
05/14 Thu | 7:30 AM CDT - USDA Weekly Export Sales 7:30 AM CDT - Initial Claims-Weekly 7:30 AM CDT - Retail Sales 7:30 AM CDT - Import & Export Prices 7:30 AM CDT - Import Ex-Oil & Export Ex-Ag Prices 9:30 AM CDT - EIA Natural Gas Prices 3:30 PM CDT - Fed Balance Sheet | LT: May Canola(CBT) May Wheat(CBT) May Corn(CBT) May Rough Rice(CBT) May Oats(CBT) May Soybeans,Soymeal,Soyoil(CBT) May Lean Hogs(CME) May Lean Hogs Options(CME) Jun Crude Lt Options(NYM) |
05/15 Fri | 7:30 AM CDT - Empire State Manufacturing 8:15 AM CDT - Industrial Prod & Capacity Util 11:00 AM CDT - NOPA Crush | LT: May Lumber(CME) May 3-Mo SOFR Options(CME) Jun Orange Juice Options(ICE) Jun Sugar-11 Options(ICE) |
05/18 Mon | 9:00 AM CDT - NAHB Housing Market Index 2:00 PM CDT - Net Long-Term TIC Flows 3:00 PM CDT - Crop Progress | LT: May Currencies(CME) May Coffee(ICE) |
05/19 Tue | 7:30 AM CDT - Building Permits & Housing Starts 9:00 AM CDT - Pending Home Sales 3:30 PM CDT - API Energy Stocks | LT: May 3-Mo SOFR(CME) May Canadian Dollar(CME) Jun Crude Lt(NYM) |
05/20 Wed | 6:00 AM CDT - MBA Mortgage Index 9:30 AM CDT - EIA Petroleum Status Report 2:00 PM CDT - Dairy Products Sales | LT: Jun Palladium/Platinum Options(NYM) |
05/21 Thu | 7:30 AM CDT - USDA Weekly Export Sales 7:30 AM CDT - Initial Claims-Weekly 7:30 AM CDT - Philadelphia Fed Index 9:30 AM CDT - EIA Natural Gas Report | FN: Jun Crude Lt(NYM) LT: May Feeder Cattle(CME) May Feeder Cattle Options(CME) |
05/22 Fri | 9:00 AM CDT - Univ of Mich Consumer Sent-Final 2:00 PM CDT - Cattle On Feed | FN: May Lumber(CME) LT: Jun 2,5,10 Year Notes Options(CBT) Jun Bonds Options(CBT) Jun Canola Options(CBT) Jun Wheat Options(CBT) Jun Corn Options(CBT) Jun Oats Options(CBT) Jun Rough Rice Options(CBT) Jun Soybeans,Soymeal,Soyoil Options(CBT) |
FN=First Notice, OE=Option Expiration, LT=Last Trade |
Struttura del portafoglio
Indici
E-Mini S&P-500: aperto bear spread put 6450/6200 a copertura dei long (chiuso in loss)
QQQ: aperto bear put spread 690/580 settembre 2026 (a copertura)
Micro Nasdaq:
30yr US
10Y Us
30Y TB -
Energy
Crude Oil : Long USO
Brent: Comprate Call su BNO
Natural Gas:
Grains
Soia:
Olio di Soia:
Grano:
Corn:
Soft:
Zucchero:
Succo d’arancia:
Caffè:
Cotone:
Cacao:
Carni
Live Cattle:
Feeder Cattle:Lean Hogs:
Metalli preziosi
Oro: Comprato GLD
Silver:
Rame:
Platino:
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