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Commodity Report numero 207
(Pag. 1)



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 06/01/2020 12:01:27


Se confrontiamo l’inizio del 2019, con quello del 2020, ci troviamo a commentare due scenari economici diametralmente opposti. L’ultimo trimestre del 2018 infatti, aveva proiettato ombre cupe sul nuovo anno e molti analisti prevedevano addirittura la possibilità concreta di una nuova recessione per l’economia globale, partendo proprio dai numeri degli USA. Oggi, a distanza di 365 giorni, ammiriamo numeri buoni, a cominciare da quelli relativi al lavoro, driver principale del sentiment di mercato negli Stati Uniti. Il cammino delle borse è stato strabiliante, nuovi massimi assoluti battuti continuamente e ottimismo alle stelle, per i detentori di titoli azionari sui listini di Wall Street. Il 2020 quindi, parte su livelli importanti e, visti i livelli raggiunti, sarà ogni giorno più difficile confermare questa crescita, in mancanza di una fase di correzione seria dei listini. 

Potrebbe essere l’anno in cui molti operatori cominceranno a puntare su commodites che hanno sotto-performato negli ultimi tempi e sarà sicuramente un anno condizionato dalle elezioni presidenziali statunitensi. 

Il pericolo di uno o più eventi destabilizzanti, si sa, è sempre dietro l’angolo. La geopolitica, che ha fortemente condizionato l’andamento di molti mercati dalla metà del 2018 a causa della guerra commerciale USA-Cina, continuerà a tenere impegnati gli analisti nel cercare di anticipare le mosse della politica anche per tutto il 2020. Tra meno di 15 giorni dovrebbe arrivare la firma per la chiusura della fase 1 dell’accordo tra i due giganti economici globali ma già altre preoccupazioni, potenzialmente più gravi, colpiscono i mercati. L’uccisione da parte degli Stati Uniti del generale Qasem Soleimani, numero due di Ali Khamenei e stratega di tutte le principali operazioni di politica interna ed estera dell’Iran degli ultimi anni, potrebbe provocare conseguenze a tutti i livelli. In questi giorni ho letto ogni tipo di commento sul personaggio che viene descritto da alcuni come un eroe anti ISIS e da altri come un aguzzino che ha sulla coscienza migliaia di civili, mentre progettava attentati contro le sedi statunitensi in Iran. Io, non conoscendo la questione, non posso esprimere giudizi, ma faccio notare che l’Iran ha da poco trovato un nuovo enorme giacimento petrolifero nel sud del Paese (150 mld di barili?). Potrebbe essere una potenziale risposta? Forse si. Vedremo in ogni caso quali saranno gli sviluppi. 

Intanto in Italia avranno convocato immediatamente una riunione di emergenza dei ministeri degli esteri e della difesa, per studiare tutte le possibili strategie diplomatiche e quelle di emergenza, visto che sulla penisola vi sono svariate basi USA e la gittata di alcuni missili di cui dispone l’Iran raggiunge il territorio italiano? Macchè, niente di tutto questo. Tutti muti nelle loro sedi di vacanza invernale, così come Leuropa (senza apostrofo), che continua a gongolarsi nel suo slogan: “settant’anni di pace”. 

Il Petrolio ha reagito immediatamente alla notizia dell’eliminazione di Soleimani e questa mattina è arrivato a sfiorare i 65 dollari/bar.. A mio avviso, se il rialzo continuasse ancora un po’, potrebbe essere sfruttato per vendere call su eventuali eccessi. In questi casi, infatti, il mercato prezza le emergenze sempre in eccesso, ma bisogna prestare attenzione perché eventuali escalation della tensione sono possibili a questo punto, se non probabili, ecco perché occorre non essere impulsivi. 

L’altro protagonista di queste ore è l’oro, che che si dirige verso quota 1600, dopo aver superato i massimi del 2019. Anche l’argento fa nuovi massimi relativi e il Paladio fa nuovi massimi assoluti questa mattina ad un soffio da quota 2000 Usd. 

Le granaglie hanno risentito subito della tensione e sono in calo da giovedì scorso. 

Il grano appare le più vulnerabile alle vendite, dal momento che le scorte globali sono ai massimi e non vedo particolari motivi per forti salite dei prezzi, che sono stati spinti in alto esclusivamente dall’export forte in questa fase. 

Per le carni continuo ad essere positivo per il lean hogs e non rialzista per i live cattle, nel breve. 



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