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Commodity Report numero 196
(Pag. 1)



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 07/10/2019 11:32:58


La geopolitica continua a condizionare pesantemente l’andamento dei mercati finanziari. Se infatti, da un lato, nella guerra commerciale Stati Uniti - Cina, sembra si possano trovare soluzioni di compromesso che smussino, almeno a tratti, gli spigoli del conflitto, la scorsa settimana si è aperto ufficialmente un nuovo fronte, che vede sempre protagonisti gli USA, questa volta impegnati contro l’Unione Europea. In realtà, nonostante la propaganda politica tutta italiana, abbia subito attribuito al sovranismo  di Trump i nuovi dazi imposti ai Paesi UE, la questione è ben diversa: le tariffe doganali non sono altro che sanzioni, avallate ed autorizzate per altro dal WTO (organizzazione mondiale per gli scambi commerciali), in seguito ai reiterati aiuti economici (vietati), accordati dalla UE alla compagnia franco-tedesca Airbus che, in quanto azienda privata, non potrebbe ricevere aiuti di Stato. L’Italia, che di Airbus è solo fornitore per la componentistica attraverso alcune aziende, sarà colpita sull’export di alcuni prodotti tipici d.o.c. come il Parmigiano, con un danno iniziale di oltre un miliardo di Euro. 

L’interscambio commerciale tra Eu e USA ammonta a 1,3 trilioni di dollari. Gli Stati Uniti esportano verso i Paesi UE merci per 575 mld di dollari. Questo ammontare è quasi doppio rispetto al dato della bilancia commerciale Stati Uniti - Cina, che ammonta a 737 mld. (2018). Questi dati danno l’idea di quanto possa essere dannosa una nuova guerra commerciale Stati Uniti - Europa. 

Ma l’elemento che ha dato inizio all’ondata di pessimismo che ha caratterizzato i movimenti della scorsa settimana sui mercati, è stato il dato ISM manifatturiero di martedì, che ha scosso le borse dal momento della sua pubblicazione, risultando il peggiore dal 2009. Immediato lo spike ribassista delle borse USA e il rilancio degli acquisti sul Gold, che ha mostrato nuovamente il suo ruolo di bene rifugio di questa fase di mercato. 

Venerdì poi, il report mensile sugli occupati USA, ha rilanciato parzialmente le borse, grazie soprattutto ad un nuovo calo, a sorpresa, del tasso di disoccupazione, sceso al 3,5%, riportando un po’ di ottimismo sui mercati, legato anche alle aspettative di una politica monetaria accomodante da parte della Fed. 

Questa settimana si apre con il dato sul credito al consumo USA, a seguire martedì 8 i prezzi alla produzione, mercoledì le minute del FOMC, giovedì 10 i prezzi al consumo e i sussidi settimanali di disoccupazione e venerdì i dati sul lavoro canadesi, i prezzi di import ed export e il sentiment dei consumatori. 

S&P-500

Fib

Dollar index

Eur Usd

BTP

GBP

 



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