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Commodity Report numero 193
(Pag. 1)



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 16/09/2019 11:40:37


Le tensioni geopolitiche, in particolare la guerra commerciale in atto tra USA e Cina, condizionano da mesi le quotazioni dei marcati finanziari, in special modo nel settore delle Commodities. Il week end appena trascorso ha aggiunto un altro tassello nel complicato incastro delle tensioni internazionali, dopo che, in Arabia Saudita, sono stati attaccati impianti di produzione e smistamento di greggio della compagnia pubblica Aramco, provocando un potenziale blocco delle forniture per un ammontare stimato inizialmente in 5,7 min di barili al giorno. Questo nuovo focolaio di tensioni, nasce dopo alcuni segnali positivi giunti dall’altro fronte caldo: gli USA hanno infatti rinviato l’apposizione di tariffe doganali per un ammontare di 250 mld al 15 ottobre e la Cina ha aperto alle importazioni di Carne di Maiale, soia ed altri 14 prodotti americani da importare senza dazi. Pur restando dell’idea che questo fronte resterà complicato ancora per molto tempo, di sicuro queste sono buone notizie. 

La Bce ha annunciato ufficialmente il Quantitative Easing numero due, dando subito il via all’acquisto di titoli di Stato ed altri asset in zona Euro. La Bce comprerà 20 mld al mese di asset, ma la cosa più interessante è il cambio di passo nella dialettica della banca centrale, visto che Draghi ha detto che serve un cambiamento nella politica fiscale in UE, per aiutare l’economia, proprio quando questo cambio serve alla Germania, che combinazione! Immediatamente ne ha beneficiato il BTP, i cui rendimenti sono calati, come è calato lo spread con il Bund tedesco, giunto a 133 nella giornata di venerdì, a conferma del fatto, per chi ancora avesse dei dubbi, che se la banca centrale europea facesse sempre il lavoro di ogni banca centrale che si voglia definire tale (prestatore di ultima istanza), il problema dello spread non esisterebbe. 

Ci si avvicina intanto all’appuntamento con la riunione della Fed. Dopo i dati sul CPI  deboli, sono aumentate ancora le probabilità di un taglio di 25 punti base nella prossima riunione. 

Questa settimana parte con le vendite al dettaglio cinesi e il New York Fed Empire State, il 17 è la volta dello Zew tedesco, molto atteso in zona Euro e la produzione industriale USA, il 18 i nuovi cantieri edilizi e l’importante appuntamento con il FOMC, con la decisone di politica monetaria della Fed, infine il 19 i meeting di BOJ e BOE, il Philly Fed, i dati settimanali sui sussidi di disoccupazione, i leading indicators e la vendita di case esistenti. 

S&P-500

Dollar Index

Eur Usd

BTP

GBP



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