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Commodities: le importazioni cinesi sono troppo deboli



La Redazione Articolo pubblicato il 11/06/2024 09:00:00
Con le prospettive incerte per la produzione di carbone nei prossimi mesi, è possibile che le importazioni rimangano robuste, anche se molto dipenderà dall’energia idroelettrica e dalla produzione rinnovabile della Cina, che dovrebbero entrambe aumentare nel resto del 2024


Nel mese di maggio le importazioni materie prime della Cina si sono mostrate deboli: questo riguarda prodotti come il petrolio, ma anche altre merci i cui dati sui volumi in ingresso nel colosso asiatico sono sostanzialmente ingannevoli in quanto è vero che evidenziano un rialzo, ma tale incremento è guidato da fattori diversi dall’aumento dei consumi.


Petrolio

Nei primi cinque mesi dell’anno le importazioni di petrolio sono diminuite ad 11 milioni di barili giornalieri, ovvero l’1,2% in meno rispetto agli 11,3 milioni dello stesso periodo nel corso dell’anno passato, un dato che si mostra in netto disaccordo rispetto alle attese degli analisti OPEC che, al contrario, prevedono un aumento di 710.000 barili giornalieri della domanda cinese di greggio per l’intero 2024, un incremento che dovrebbe palesarsi in tutta la sua forza nel secondo semestre 2024.

Il calo delle importazioni su base annua è stato attribuito ai deboli margini di raffinazione che limitano la produttività, e anche il calo del 7,7% delle esportazioni di carburante nei primi cinque mesi del 2024 ha contribuito a ridurre la domanda di greggio.


Minerale di ferro

Per quanto concerne il minerale di ferro, le importazioni cinesi evidenziano un incremento costante oltre i 100 milioni di tonnellate negli ultimi tre mesi: può apparire una performance significativa, ma è necessario sottolineare che gli acquisti che compongono il rialzo non entrano nel processo produttivo, ma sono destinati a rafforzare le scorte.


Rame

Anche le importazioni di rame sono apparse piuttosto forti a maggio, con le importazioni di metallo greggio che sono aumentate a 514.000 tonnellate, rispetto alle 438.000 di aprile; nei primi cinque mesi dell'anno le importazioni di rame sono aumentate dell'8,8% raggiungendo 2.327 milioni di tonnellate ma, analogamente al minerale di ferro, la maggior parte dei volumi in aumento è destinato al ripristino delle scorte.  Le importazioni di rame sono rafforzate dall’aumento degli arrivi dalla Russia, che sta lottando per vendere parte della sua produzione di metallo industriale a causa delle sanzioni più severe imposte dai paesi occidentali come parte delle misure successive all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.


Carbone

La merce principale per cui la domanda è più elevata è il carbone, con le importazioni cinesi di tutti i tipi che ammontano a 43,81 milioni di tonnellate a maggio, in calo rispetto ai 45,25 milioni di aprile, ma superiori ai 39,58 milioni di maggio dello scorso anno.

Nei primi cinque mesi dell’anno le importazioni di carbone della Cina sono state pari a 204,97 milioni di tonnellate, in aumento del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Il guadagno è stato in gran parte determinato dalla debole produzione interna, con una produzione in calo del 3,5% nei primi quattro mesi dell’anno dopo che sono stati ordinati controlli di sicurezza nelle principali regioni produttrici di carbone.

Con le prospettive incerte per la produzione di carbone nei prossimi mesi, è possibile che le importazioni rimangano robuste, anche se molto dipenderà dall’energia idroelettrica e dalla produzione rinnovabile della Cina, che dovrebbero entrambe aumentare nel resto del 2024.

Il messaggio generale che arriva dalle importazioni cinesi di materie prime è che, sebbene non siano disastrose, difficilmente sono indicative di una forte ripresa nella seconda economia mondiale.


Fonte Reuters


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