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Bancarottieri? Evasori? Gli stati sono peggio
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Maurizio Monti Articolo pubblicato il 27/04/2016 14:52:12
Bancarottieri ed evasori? Gli stati sono peggio, ora vi racconto cosa succede in Svizzera

 

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Il consigliere federale Burkhalter - ministro degli esteri della Svizzera - ha incontrato Federica Mogherini, rappresentante dell’Unione Europea per i rapporti internazionali.


Nell’incontro sono stati fatti dei “passi  avanti” per la definizione degli accordi fra Svizzera e Unione

Ho cercato di capire quali siano stati questi passi in avanti (e quelli fatti finora, nel sostanziale consueto silenzio della stampa nazionale italiana, che pare troppo occupata a fare da grancassa al mitologico Dio Renzi, o alla sua opposizione, a seconda della parte politica di appartenenza). Sostanzialmente, l’accordo quadro fra Svizzera e Unione Europea, che riguarda diversi capitoli, fra cui lo scambio automatico di informazioni personali anche di natura finanziaria e fiscale, è giunta ad un “punto di riflessione”, in quanto la Svizzera vuole sapere chi dirimerà le “eventuali controversie” che dovessero sorgere nell’ambito di questo ”amichevole rapporto” che si prospetta con l’Unione

Sono già stati definiti alcuni particolari, quali il ruolo della Corte di giustizia dell’Unione Europea, che l’Unione stessa cercava di far passare come organo ufficiale per giudicare sulle “possibili diverse interpretazioni” di documenti giuridici, fra le tonnellate che verranno sottoscritti, quando l’accordo diverrà definitivo. Pare che la corte di giustizia dell’Unione Europea, proprio perché dell’Unione Europea, non sia sembrata agli svizzeri quell’organismo sopra le parti adatto a dirimere una controversia che coinvolga la stessa Unione Europea. E quindi, su questo, si è rimasti ad un punto morto: di lì, i “passi avanti fatti”, vale a dire “dove ci siamo fermati”.

Dal 2008 ad oggi, il mondo intero ha subito una trasformazione profonda: molte cose non esistono più, altre sono nate, quasi tutte si sono modificate. Stritolata da un meccanismo che ha coinvolto tutto il mondo, la piccola Svizzera è stata trascinata nel vortice di questa rivoluzione, insieme demenziale quanto epocale. Una rivoluzione dove gli stati si arrogano il diritto di scrutare, contro natura, le tasche dei cittadini, in nome di una ventilata “trasparenza” volta a combattere l’”evasione fiscale”.
La Svizzera ha fatto spesso da forziere a molti cittadini, di tutto il mondo. E così, ora, si trova a negoziare con il resto del mondo sulle modalità con cui rendere noti i dati “fiscalmente rilevanti” dei Clienti esteri di Banche, finanziarie e società di investimento.

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