Nella giornata di domenica 31 ottobre Stati Uniti ed Unione Europea hanno posto ufficialmente fine alla disputa riguardante i dazi applicati su acciaio ed alluminio ed i rispettivi funzionari hanno affermato che lavoreranno per raggiungere un accordo globale atto a combattere l’eccesso di capacità di settore e tutte quelle attività produttive considerate eccessivamente dannose per l’ambiente.
La nuova intesa rappresenta una sfida per la Cina che pesa per oltre il 50% della produzione mondiale di acciaio e che è additata da USA ed UE come una vera e propria minaccia per la sopravvivenza delle rispettive industrie siderurgiche.
"Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno raggiunto un importante obiettivo che affronterà la minaccia del cambiamento climatico proteggendo, al contempo, i posti di lavoro e l’industria americana”: questo il commento del presidente degli Stati Uniti Joe Biden rilasciato ai giornalisti presenti a Roma durante un evento tenutosi a margine del G20; ha partecipato all’evento anche la leader della Commissione europea Ursula von der Leyen.
In base all'accordo, Washington consentirà ai paesi dell'UE l'accesso esente da dazi per le esportazioni di acciaio e alluminio negli Stati Uniti in volumi paragonabili a quelli spediti prima dell’intervento dell’amministrazione Trump nel 2018 e, in risposta, l'UE ha rimosso i dazi applicati su whisky, barche a motore e motociclette Harley-Davidson come risposta alle misure USA.
Non si tratta, tuttavia, di un semplice ritorno allo status quo dal 2018, in quanto USA ed UE intendono affrontare la minaccia del cambiamento climatico e l'eccesso di capacità produttiva nell'industria siderurgica che, come noto, rappresenta una tra le maggiori fonti di emissioni dannose.
“Insieme, USA ed Ue lavoreranno per limitare l'accesso ai loro mercati dell’acciao sporco - prodotto senza rispetto per l’ambiente, n.d.r. - ed a quei paesi che portano l’acciaio nei nostri mercati contribuendo all’eccesso di produzione mondiale”: questa la dichiarazione rilasciata dai funzionari della Casa Bianca, mentre molto più esplicito si è mostrato il presidente Biden, che ha fatto chiaro riferimento alla Cina.
L’accordo, che mira alla produzione green dell’acciaio, verrà ulteriormente perfezionato nei prossimi due anni e sarà aperto a qualsiasi paese desideri farne parte, compresa la Cina, il cui settore siderurgico pesa per una media del 15% delle emissioni dannose in loco.
Fonte Reuters