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Trump ai coltivatori USA: I LOVE YOU! Ma vi taglio i sussidi…
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La Redazione Articolo pubblicato il 14/03/2019 12:00:30
L’ambiente agricolo a stelle e strisce si sta surriscaldando? Molto probabilmente la riposta è si, ma Trump non si mostra particolarmente preoccupato e si muove come solamente lui sa fare, con la delicatezza, verrebbe da dire, dell’elefante all’interno di una cristalleria…

 

Ancora una volta un tweet di Donald Trump genera polemiche… Questa volta non ha attaccato l’OPEC e nemmeno Maduro e nemmeno ha minacciato di implementare un qualche tipo di dazio su beni importati: questa volta si tratta di una dichiarazione d’amore rivolta agli agricoltori a stelle e strisce… Un I LOVE YOU che, tuttavia, potrebbe non essere nulla più che il classico mezzuccio per addolcire una pillola particolarmente amara, perché, amore o meno, i sussidi al settore agricolo molto probabilmente verranno sensibilmente ridotti, una manovra che inciderà sui contributi statali per l’assicurazione dei raccolti e che andrà a gravare soprattutto sulle realtà di dimensioni contenute.

Non stiamo tirando ad indovinare, i numeri, del resto, parlano chiaro, così come le parole: il budget per il 2020 richiede una riduzione del 15% dei finanziamenti destinati al Dipartimento per l’Agricoltura che, secondo i redattori del documento, avrebbe messo in campo sovvenzioni definite eccessivamente generose”.

Di fatto siamo di fronte ad uno dei tagli più grandi mai apportati alle spese discrezionali nazionali all’interno di una proposta di budget (4700 miliardi di dollari per il 2020) che prevede un aumento della spesa per la difesa ed aggiunge 8,6 miliardi di dollari ai finanziamenti per la costruzione del famoso “muro di confine”.

Il budget destinato all’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura) subirebbe una riduzione di 3,6 miliardi di dollari e si attesterebbe a 20,8 miliardi di dollari, con una riduzione al 48% dei sussidi per l’assicurazione dei raccolti (in precedenza 62%) e con sensibili riduzioni dei sussidi ai coltivatori che guadagnano meno di 500000 dollari per anno.

Il tweet contenente la dichiarazione d’amore risale a dicembre e si, è passato un po’ di tempo, ma la National Farmers Union ha la memoria buona, e, nella giornata di lunedì, attacca la Casa Bianca affermando: “È ora che le proposte politiche e la retorica del presidente Trump riconoscano il dolore finanziario in cui versa il settore agricolo”.

Il piano di bilancio, tuttavia, incontrerà non poche difficoltà nel passare da mero inchiostro a realtà, di questo è certa Nita Lowey (House Appropriations Committee) che spiega: “Il bilancio di Trump non ha alcuna possibilità di raccogliere il necessario supporto bipartisan per divenire legge a tutti gli effetti”.

Il settore agricolo statunitense fa parte della base rurale che ha consentito a Donald Trump di vincere la corsa alla Casa Bianca, e quanto si staglia all’orizzonte non è che una delle difficoltà che il settore in oggetto si è trovato ad affrontare dopo che Trump si è stabilito nello studio ovale, in quanto gli agricoltori americani avevano giù sofferto in modi rilevante la pressione della guerra commerciale tra Washington e Pechino, una pressione che l’amministrazione Trump ha tentato di lenire con un piano che prevedeva l’erogazione di sussidi specifici sino a 12 miliardi di dollari; anche prima degli screzi tra USA e Cina, tuttavia, i coltivatori statunitensi si mostravano in difficoltà a causa dei prezzi contenuti dei prodotti e del calo delle entrate derivante da raccolti particolarmente tonici.

 

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