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Speciale Frumento: questo enorme raccolto potrebbe andar perso…
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La Redazione Articolo pubblicato il 18/05/2020 12:00:00
"Quasi il 90% dei lavoratori non è presente. La scorsa stagione, c'erano circa 5.000 lavoratori, e in questa stagione ce ne sono solo 500… Non abbiamo mai visto nulla di simile prima”: questo il commento rilasciato da un coltivatore locale

 

Il raccolto di frumento dell’india si attesta a livelli mai visti, ma i coltivatori locali, che senza dubbio vantano un risultato senza precedenti, si trovano di fronte ad un problema di difficile risoluzione, ovvero il lockdown in cui è sprofondata la nazione che impedisce la commercializzazione del prodotto.

Le restrizioni imposte dal governo indiano al fine di contrastare la diffusione del coronavirus si estendono su tutto il territorio nazionale, e, nelle zone rurali, la forza lavoro scarseggia impedendo una corretta esecuzione delle operazioni, ad esempio, di insaccamento.

L’enorme raccolto indiano (oltre 26 miliardi di dollari in controvalore) potrebbe fare da “banco di prova” per comprendere quale possa essere l’evoluzione commerciale a livello mondiale, in quanto anche il Brasile potrebbe avere gli stessi problemi in termini di commercializzazione di caffè e zucchero.

L’India, lo ricordiamo, è il maggior produttore e consumatore di frumento dopo la Cina.

Il problema che sta affrontando l’India deve essere risolto nel minor tempo possibile, in quanto, in caso contrario, difficilmente si potrebbe preservare la qualità del prodotto, soprattutto in vista delle imminenti piogge che potrebbero aumentare eccessivamente il tasso di umidità del grano, e questo, chiaramente, avrebbe ripercussioni negative in termini di prezzo. 

Il blocco ha colpito gravemente gli oltre 7000 mercati alimentari all'ingrosso dell'India, che sono l'unico canale per rifornire di cibo gli 1,3 miliardi di abitanti dell’India.

"Quasi il 90% dei lavoratori non è presente. La scorsa stagione, c'erano circa 5.000 lavoratori, e in questa stagione ce ne sono solo 500… Non abbiamo mai visto nulla di simile prima”: questo il commento rilasciato da un coltivatore locale intervistato da Reuters.

I coltivatori di grano indiani possono vendere i loro cereali esclusivamente in questi mercati all'ingrosso agli agenti delle commissioni, che, successivamente,  li vendono agli acquirenti statali ed ai commercianti privati. Gli agenti della commissione, di solito, impiegano eserciti di operai per scaricare, pulire, pesare, imballare e ricaricare milioni di sacchi di grano su carrelli per trattori che poi trasportano il prodotto  verso magazzini governativi e privati.

Quest'anno, questi affollati centri si sono svuotati, recidendo la catena di approvvigionamento alimentare del secondo paese più popoloso del mondo e tagliando i guadagni per milioni di lavoratori migranti che hanno dovuto incrociare le braccia in uno dei periodi più redditizi del calendario delle colture.

 

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