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Petrolio: tutti gli occhi puntati su Aramco
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La Redazione Articolo pubblicato il 17/09/2019 18:00:54
In prima battuta i tecnici di Aramco mostravano un certo ottimismo in merito ad un rapido ripristino della produzione, ma ora…

 

L’ottimismo dei funzionari sauditi di Aramco in merito ad un rapido ripristino della produzione di greggio della società andata persa a causa dell’attacco all’infrastruttura di Abqaiq sta venendo meno: questo è quanto spiegano ai giornalisti di Bloomberg alcune fonti vicine alla società.

Gli occhi del mercato sono puntati sulla velocità con cui il Regno sarà capace di ripristinare la produzione di greggio dopo il devastante attacco che ha eliminato dal mercato circa il 5% della produzione globale di petrolio provocando un aumento record nelle quotazioni del barile.

Grafico WTI by Tradingview

In prima battuta, spiegano le fonti, si riteneva possibile un rapido ripristino di buona parte della produzione andata persa - nel dettaglio si parlava di alcuni giorni - ma ora la società lascia intendere che potrebbe essere necessario un periodo di tempo nettamente superiore.

I 5,7 milioni di barili giornalieri andati persi a seguito dell’attacco al sito di Aramco rappresentano la peggior interruzione di fornitura che il mercato petrolifero ricordi, ed ora la controllata statale saudita sta attingendo ai giacimenti inutilizzati . parte della capacità di riserva inattiva - al fine di rimpiazzare i volumi persi; i clienti di Aramco sono riforniti attingendo alle scorte, ma ad alcuni di essi è stato chiesto di accettare gradi diversi da quelli prenotati.

Il Brent ha risposto ai recenti eventi con il più grande guadagno intraday mai registrato - il guadagno è stato di quasi 12 dollari per barile nei secondi successivi all’apertura delle contrattazioni di ieri, lunedì 15 settembre 2019 - per poi ridimensionarsi nel corso della sessione pur rimanendo a livelli degni di nota (alle ore 13 di ieri il Brent scambiava al di sopra dei 66,6 dollari per barile con un guadagno percentuale di circa il 10%).

La perdita in termini di approvvigionamento, tuttavia, non è l’unico elemento che preoccupa i mercati, in quanto ora si teme una vera e propria rappresaglia contro l’Iran da parte degli Stati Uniti, con i secondi che non hanno esitato a puntare il dito contro la repubblica islamica identificandola come la reale responsabile dei fatti accaduti.

I ribelli Houthi (Yemen) hanno rivendicato la paternità dell’attacco, ma Washington ha affermato di essere in possesso di prove che collegano direttamente Teheran con l’assalto; in un comunicato la Casa Bianca ha spiegato di essere in attesa di conferme da parte dei sauditi in merito al diretto coinvolgimento dell’Iran.

 

A seguire - Arabia Saudita nel mirino


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