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Petrolio: quella dell’Iran è una corsa contro il tempo
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La Redazione Articolo pubblicato il 16/02/2021 18:00:00
Dopo l'elezione di Biden, il governo iraniano di Hassan Rouhani ha incaricato il ministero del petrolio di preparare le installazioni per la produzione e la vendita di petrolio greggio alla loro piena capacità attuale entro tre mesi.

 

Se le sanzioni USA non saranno revocate le riserve di petrolio dell’Iran potrebbero rivelarsi nulla più che semplici asset inutilizzati, soprattutto ora che la repubblica islamica sta perdendo la sua corsa contro il tempo nel passaggio delle economie globali all’energia a basse emissioni, un passaggio che procede a ritmo sempre più spedito.

L’Iran fa particolare affidamento sulle entrate derivante dal settore petrolifero, ma le sanzioni attualmente in vigore impediscono al paese di sfruttare appieno la sua capacità produttiva: il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si mostra decisamente più conciliante del suo predecessore ma, a quanto pare, i vertici dell’amministrazione USA hanno già chiarito che nessuna decisione relativa all’Iran sarà presa in tempi brevi.

La leadership iraniana afferma che le sanzioni sono solamente un contrattempo e che verrà il giorno in cui il paese potrà pompare a pieno regime fornendo il suo prodotto ad un mercato bisognoso di questo petrolio, ma il ritmo crescente della transizione energetica globale verso combustibili a basse emissioni di carbonio, combinato con l'impatto della pandemia di COVID-19 sulla domanda di energia, hanno anticipato le previsioni per quando il mondo raggiungerà il picco della domanda, ossia il punto oltre il quale il consumo diminuirà in modo permanente. 

Alcuni funzionari iraniani, tra cui il ministro del petrolio Bijan Zanganeh, hanno ripetutamente affermato che Teheran ha bisogno di massimizzare rapidamente la produzione prima che la domanda di petrolio scompaia e i produttori rivali si prendano ciò che resta della quota di mercato, mentre altri rifiutano questa prospettiva asserendo che si tratta quasi di un tradimento verso le generazioni future.

Dopo l'elezione di Biden, il governo iraniano di Hassan Rouhani ha incaricato il ministero del petrolio di preparare le installazioni per la produzione e la vendita di petrolio greggio alla loro piena capacità attuale entro tre mesi.

Secondo le ultime analisi se le sanzioni saranno revocate l'Iran potrebbe aumentare la produzione  di petrolio dagli attuali 2,1 milioni di barili al giorno a un livello pre-sanzioni di 3,8 milioni entro pochi mesi, ma il parlamento iraniano, la scorsa settimana, ha respinto una bozza di bilancio basata sulla produzione di 2,3 milioni di barili al giorno, poiché i legislatori mettono in dubbio qualsiasi revoca immediata dalle sanzioni.

Decenni di interruzioni a causa delle sanzioni significano che l'Iran ha lottato anche per mantenere la capacità esistente, per non parlare del raggiungimento del suo potenziale.

Negli ultimi 20 anni la maggior parte dei produttori regionali rivali dell’Iran ha aumentato la produzione da uno a due milioni di barili giornalieri ed hanno anche aumentato la capacità produttiva (fonte OPEC).

 

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