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Petrolio: lo Shale Play USA più produttivo sta avendo qualche problema…
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La Redazione Articolo pubblicato il 17/07/2019 12:00:02
Lo Shale Play più prolifico degli Stati Uniti sta avendo qualche problema: il motore della rivoluzione Shale sta per grippare? Scoprilo in questo articolo…

 

Il motore della Shale Revolution statunitense sta per “grippare”? Beh, grippare forse no, ma sicuramente qualcosa non va, perché la produzione dell’osannato Permian Basin sta mostrando alcuni segnali di declino dopo essere letteralmente raddoppiata nel giro di tre anni…

Le analisi condotte dalla Energy Information Administration (EIA) mostrano che la produzione dello shale play che si estende tra Texas e New Mexico aumenterà meno dell’1% nel mese di agosto (variazione rispetto al mese di luglio): possiamo dire che qualcosa non va per il verso giusto? Sicuramente si, perché il tasso di crescita mensile della produzione ha superato il 2% una sola volta nel corso del 2019, rispetto alle sei volte in cui tale soglia è stata superata nel 2018.

I produttori operativi nel Permian Basin stentano a far avanzare i loro progetti, e questo a causa di numerosi problemi, tra cui, ad esempio, l’inadeguatezza degli oleodotti, il flusso lento indotto da pozzi trivellati senza un’adeguata distanza tra loro e, ultimo, ma non per importanza, il costo in costante crescita dei terreni: questo mix di elementi sta letteralmente uccidendo i rendimenti e riduce notevolmente l’attività degli investitori.

Il numero di impianti di perforazione attivi nel Permian Basin è sceso del 10% rispetto al picco registrato a novembre 2018 e si attesta a 437 unità secondo le più recenti rilevazioni diffuse da Baker Hughes.

 

Consolidamento

La fusione tra società di trivellazione sta divenendo sempre più un vento comune: Occidental Petroleum ha acquisito Anadarko Petroleum, Callon Petroleum ha acquisito Carrizo Oil & Gas, e così via in numerose attività minori.  Si tratta di una serie di interventi richiesti a gran voce dagli investitori: Ben Dell, fondatore di Kimmeridge Energy Management, ha dichiarato che almeno 20 trivellatori operativi nel settore shale dovrebbero effettuare fusioni, vendere asset ed altre operazioni finanziarie di questo tipo.

 

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