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Petrolio, Baker Hughes: i Rig tornano a scendere



La Redazione Articolo pubblicato il 14/09/2020 15:00:00
Gli analisti hanno affermato che il recupero delle quotazioni del greggio ha incoraggiato alcune società di settore, nelle passate settimane, nell’aumentare i rig in attività, anche se la maggior parte delle aziende prevede di continuare a ridurre i costi.

 

Le società statunitensi del settore energy hanno nuovamente ridotto il numero di impianti di perforazione dedicati a petrolio e gas naturale per la prima volta in quattro settimane, e questo nonostante il recupero delle quotazioni del petrolio abbia spinto alcuni produttori ad aumentare il ritmo delle operazioni.

Il conteggio dei rig dedicati a petrolio e gas negli Stati Uniti, è sceso di due unità a quota 254: il dato, aggiornato alla settimana terminata l’11 settembre, è stato diffuso da Baker Hughes e mostra un numero di infrastrutture operative superiore al minimo di agosto, ovvero 244 unità.

Nonostante siamo relativamente lontani dai minimi, il ridimensionamento delle operazioni è semplicemente ingente, in quanto, nel 2019, in questo stesso periodo le unità operative erano ben 632.

I rig statunitensi dedicati al petrolio sono diminuiti di 1 unità a quota 180, e la stessa variazione attinge le piattaforme dedicate al gas attualmente operative nel numero di 71 unità.

La produzione di petrolio degli Stati Uniti è attesa in calo di 870000 barili giornalieri, nel corso del 2020, ad una media di 11,38 milioni di barili giornalieri: la contrazione si mostra meno marcata rispetto a quella prevista in precedenza di 990000 barili giornalieri.

Gli analisti hanno affermato che il recupero delle quotazioni del greggio ha incoraggiato alcune società di settore, nelle passate settimane, nell’aumentare i rig in attività, anche se la maggior parte delle aziende prevede di continuare a ridurre i costi.

 

Fonte Reuters

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