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Mercati: si chiude una settimana anomala



Davide Magistri Articolo pubblicato il 01/06/2015 09:00:02
Quella appena terminata è stata un'ottava anomala, ma Davide Magistri ha ben chiara la situazione!

FTSEMIB

 

Quella appena conclusasi è stata un’ottava decisamente anomala.
Già lunedì 25 è partito un inaspettato sell-off, quando invece lo scenario tecnico più probabile pendeva per una conferma rialzista con chiusura sopra 23800. 

 

 

 

Conferma che è arrivata solo in chiusura della seduta di mercoledì 27, certamente un po’ tardiva per prendere posizioni Short Put sulla prima scadenza settimanale (come ipotizzato nel precedente articolo) perché ci si sarebbe giocati tutto in un’unica seduta (quella di giovedì) in vista del settlement di venerdì.


Sarebbe andata comunque bene poiché il settlement è stato a 23790, ma il lavoro del trader è quello gestire il rischio e mai un trader multiday accetterebbe di porre in essere un’operatività il cui buon fine dipenda solo da poche ore di negoziazione.
Tuttavia il trader trendfollower non può ignorare il segnale bullish, avuto con la chiusura sopra 23800, ed è quindi chiamato a prendere posizione; nel mio caso è stata Long Call 23500 a 460 e Short Call 24200 a 140 per il doppio delle posizioni rispetto alla long con scadenza 5 giugno.


Qualcuno di voi finalmente gioirà. Alla faccia dei trendfollowers è stato probabilmente un falso break.

Sometimes happens.

 

 

 

Il pay off a scadenza della mia operatività è rappresentato nel grafico qui sopra e come si può vedere dal punto rosso (l’ultima chiusura) si trova già nell’area di massima perdita in caso di un’evoluzione ribassista della situazione.

 

Per capire che cosa davvero sia il trading non c’è nulla di meglio della gestione di un trade perdente.
Un vero trader di fronte a questa situazione inizia con il porsi delle domande inevitabili: “ho sbagliato qualcosa?  Ho sottovalutato elementi importanti contrari? C’è stato un contro-segnale opposto alla mia posizione?”.

 

Le risposte può darle solo un’attenta rilettura della settimana attraverso i suoi elementi principali

 

a)     Nessuna indicazione nelle prime due sedute (correttamente senza fretta si è atteso un segnale)

b)     Chiusura sopra 23800 del 27/5 (era la conferma richiesta dall’analisi precedente che faceva propendere per una continuazione rialzista). La chiusura avviene con una Big White Candle (che mostra tutta la forza rialzista con quasi 500 punti di range e con apertura sul minimo e chiusura sul massimo).

c)     Incremento dell’open interest su PUT multiscadenza e diminuzione CALL 24000-24500 giugno con simultaneo incremento da 25000 a 26000 27/5. Da questa lettura sembra che anche il mercato abbia considerato valido il break di 23800 vendendo PUT e spostando più in là l’interesse sulle CALL in scadenza giugno.

d)     Inside bar del 28/5 il minimo della barra si appoggia sulla MA5, che ancora non riesce ad essere confermata per 5 sedute consecutive (né a rialzo, né a ribasso). La chiusura avviene sotto 23800, ma non essendoci segnali ribassisti si tratta di un semplice consolidamento.

e)     Seduta del 29/5 anche questa seduta, fino a poco più di un’ora dalla chiusura, sembrava un consolidamento. Il sell off finale (dovuto ai timori legati al weekend di fuoco che aspetta ancora la Grecia) pur essendo stato davvero pesante non ha fornito alcun segnale tecnico dal momento che il minimo (23495) si mantiene sopra il minimo della seduta bullish del 27/5 (23419).

 

Il trader multiday trendfollower quindi è con la coscienza a posto: ha seguito un segnale e non ne ha ignorato uno contrario. La perdita eventuale (al momento altamente probabile, dato che il break even è in area 23700) farà solo parte del lavoro.

 

Faccio anche notare come il trade, nonostante sia in territorio negativo, presenti un eccellente profilo rendimento/rischio dato che l’utile massimo è circa 2,5 volte la perdita massima.
Difficile che possa succedere, ma in caso di superamento di quota 24200/24300 andrebbero coperte interamente le Short CALL in eccesso rispetto alle posizioni Long per bilanciare la strategia.

 

E se il mercato continuasse a scendere?
Si deve accettare la perdita senza cercare di mettere inutili rattoppi che non farebbero altro che peggiorare la situazione (vige la regola del “tuca no” chiara alle mie nipotine un po’ meno ai traders in cerca di un’utopica perfezione).



Solo in caso di importanti segnali ribassisti aprirei nuove posizioni concordi con il nuovo trend e lascerei al loro destino quelle rialziste già aperte, dal momento che, come dimostra il grafico del pay off, finanziariamente non potranno peggiorare.

 

In questo articolo non prenderò in considerazione nuove aperture di posizioni perché settimana prossima mi troverò al seguito della mia Vecchia Signora (uno dei rari casi in cui il discorso probabilità passa in secondo piano) sospendendo per una settimana la rubrica sugli indici.  

 

Vi lascio però l’idea della gestione del mio trade perdente; il quale non essendo ancora stato smentito da un segnale opposto, potrebbe anche essere facilmente replicato (ad esempio comprando 2 CALL 23500 e vendendo simultaneamente 4 CALL 24200) e a prezzi più favorevoli con un ancora migliore rapporto rendimento/rischio.
(Nota: non è un invito a copiare un trade perdente, ma didatticamente è una buona simulazione per capire come mettendo in primo piano la gestione del rischio, e non la speranza di ampi profitti, si possa operare avendo sempre la situazione sotto controllo).    

 

DAX

 

 

Il DAX sembra arrivato ad un punto di svolta.
I corsi non sono riusciti a portarsi decisamente sopra la media mobile a 50 giorni (condizione da me richiesta al fine di avere almeno il coraggio di ipotizzare un nuovo bull market).

 

Inoltre sembra che la zona della MA50 abbia agito da resistenza (ho indicato sul grafico con 7? rosso un probabile massimo relativo di breve, che necessita conferma).

 

L’assoluta tecnicità del mercato tedesco lo ha riportato perfettamente sull’unica trendline rialzista del mio grafico, con la quale vi tedio da gennaio 2015, ed ancora una volta in prossimità della MA100.

 

A differenza dell’indice italiano, che è ben lontano da fornire un segnale bearish di medio periodo, il DAX si trova ad un bivio. L’eventuale break ribassista della MA100, della trendline rialzista e del punto 6 verde aprirebbero un cratere che potrebbe condurre fino alla media mobile a 200 giorni e quindi al ritracciamento (bianco) del 50% dell’ultima gamba rialzista gennaio-aprile (area che consentirebbe anche la chiusura di un gap up aperto da gennaio).

 

I prezzi sono tornati nell’area dove la volatilità era stata particolarmente compressa prima di sbottare in gap up ed il pericolo che da qui possano ancora verificarsi strappi in tal senso è decisamente alta.

 

Comprare volatilità potrebbe essere una strategia vincente dati i livelli critici sui quali poggia il DAX, in situazioni simili lo scenario meno probabile è quello della lateralizzazione del mercato.

 

RATIO FTSE MIB vs DAX

 

 

Se è vero che il grafico del Ratio da una parte non è in grado di fornire ancora spunti operativi definitivi è altrettanto vero che dall’altra sia il manifesto della situazione attuale degli indici italiano e tedesco.

Il Ratio, giunto a 2,06, mostra come l’indice FTSE MIB si stia comportando meglio del DAX e questo avalla le teorie riportate poco sopra per ciascun indice singolarmente: il Dax sta affrontando una mini crisi che sul FTSE MIB non è riscontrabile.

Il grafico mostra anche come i prezzi abbiano ritestato con successo la media mobile a 20 settimane (il cui cross rialzista era stato da me utilizzato come segnale di buy fino alla chiusura delle posizioni al raggiungimento della media mobile a 50 settimane). Tale segnale di tenuta potrebbe essere già utilizzato (dai più aggressivi) per nuove posizioni Long FTSE MIB e Short DAX, ma come non essendo un maniaco del timing (molti ne sopravvalutano l’importanza) preferisco attendere una conferma ulteriore data da un’eventuale superamento della media mobile a 100 settimane (area 2,08).

 



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