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Mercati: il profilo è estremamente tecnico



Davide Magistri Articolo pubblicato il 25/05/2015 09:00:07
L’indice italiano archivia la settimana dei dividendi mantenendo un profilo altamente tecnico.

FTSEMIB 

 

L’indice italiano archivia la settimana dei dividendi mantenendo un profilo altamente tecnico.

 

 

 

Riparto dall’operatività proposta nell’articolo precedente nel quale descrivevo due possibili scenari prosecuzione rialzista o ritorno di fiamma ribassista (descritti nel dettaglio altrimenti è ovvio che o si sale o si scende o si sta fermi):

“Quale scegliere dei due?  
Non ne ho idea, ma semplicemente gestendo il rischio direi che lo Short Call OTM è la soluzione meno rischiosa che farà assumere al trader un certo delta negativo (compatibile con lo scenario 2), se 23500 (di future) venisse rotto a rialzo il trader dovrebbe prenderne atto e girare la posizione di portafoglio a delta positivo senza però eliminare lo Short Call OTM.”

 

Risultato: strategia pienamente vincente poiché il mercato non si è portato oltre le quote CALL OTM (la più logica e ben vendibile ad inizio settimana era sicuramente 23800) e soprattutto dopo il break di 23500 indice e future sono sempre riusciti a mantenersi sopra questo livello chiudendo 4 sedute consecutive sui massimi.

 

Tutto questo senza previsioni (lo so sono noioso e ripetitivo), quanti vi hanno messo in guardia da falsi break questa settimana? Quanti vi hanno sconsigliato di seguire l’onda long per i più svariati motivi; tra i quali mi piace ricordare: “è maggio”, “il gap non tiene” e non ultima “ha recuperato troppo in fretta lo stacco dividendi”.
Se oltre un anno di dimostrazioni ex-ante non vi hanno convinto dell’inutilità di prevedere dove andrà il mercato siete ufficialmente nella categoria casi impossibili.

 

Lo stacco dividendi dei titoli quotati nel FTSE MIB inevitabilmente “falsa” il grafico, ma si possono già vedere delle risposte dei prezzi sulla media mobile a 5 giorni (cosa confermata dal future).
Ricordo che io faccio parte della scuola di pensiero di analisti tecnici che non aggiusta i grafici per i dividendi, ciò graficamente (e solo graficamente) sta a significare che lo stacco dividendi è vista come se fosse stata una corrente di vendite.

 

I punti su cui impostare il lavoro per la settimana entrante sono pochi ma buoni (considerare che ora FTSE MIB ed il future quotano sugli stessi livelli in attesa di nuovi stacchi di dividendi)

 

a)     Engulging Bull (White) del 7 maggio. Riporto esattamente quanto scrissi nei due precedentementi articoli “questa è più che una chicca per l’indice FTSE MIB. L’engulfing bull “scolastico” è composto da una candela con corpo bianco che ingloba completamente il corpo nero della candela precedente. In questa specifica circostanza l’engulfing è avvenuto, come la teoria richiede, durante un movimento ribassista, ma ad essere contenuto è il corpo bianco della candela precedente. Una perla rara. Quando si è verificata l’ultima? Il 17 febbraio 2015. Cosa successe la seduta dopo? Un bel gap un seguito da un bullish trend. Cosa si è verificato questa volta? Per ora un bel gap up ed una seduta fortemente bullish”. Ora cosa abbiamo? La tenuta del gap e un trend bullish… a conferma che i mercati tendono a ripetere certe configurazioni. (rispetto ai precedenti cambia solo la risposta all’ultima domanda perché ora il trend bullish è davvero confermato)

b)     Quota 23000 (indice) anche questo punto è ospite fisso ed in settimana è arrivata l’ennesima conferma con il minimo settimanale realizzatosi il 18 maggio a 23002. L’area supportiva ha retto ed ha dato un nuovo impulso rialzista.

c)     Area 23500 (future) superata già nella seduta di martedì 19 è stato il segnale tecnico che il ribasso, iniziato il 15/04 a 23715 ha perso completamente la propria forza. Questo era il punto in cui i ribassisti controllavano il mercato, la loro ritirata ha portato i prezzi a chiudere sui massimi settimanali anche se in regime di volatilità contenuta.

 

d)     Medie mobili sta prendendo importanza la 5 giorni, il resto serve solo per fare colore sul grafico…. per ora

 

e)     Area 23800 (future e indice) riveste una duplice importanza. Per il future rappresenta l’area di nuovi massimi per il 2015 (prosecuzione rialzista) per l’indice invece si tratta ancora di un livello di controllo ribassista. Un segnale contrastante.
I lettori più fedeli sanno che io considero prevalente il grafico del future, ma in questo caso il problema di scelta non sussiste perché utilizzerei questa zona solo in caso di superamento rialzista.

 

L’operatività per la settimana entrante non lascia molto spazio alla fantasia.
I dati dicono chiaramente che il trend rialzista sta proseguendo, ma per la mia metodologia preferirei avere una piccola ulteriore conferma: una chiusura del FTSSE MIB sopra 23800 (soprattutto dopo le ultime 4 chiusure 23713, 23772, 23739, 23781).

 

La volatilità è bassa quindi entrare long direttamente sul sottostante potrebbe non pagare e, in caso di piccole correzioni, anche diventare problematico.

 

La soluzione migliore dal punto di vista del mio money management  è quella di vendere opzioni PUT OTM (in modo tale da essere non ribassisti, ma tenendosi rialzo e/o stabilità come scenari vincenti) una volta avuta conferma del superamento in chiusura di 23800 (non è necessario aspettare il giorno dopo per intervenire gli strumenti derivati quotano fino alle 17:40).
Ricordo che la vendita di opzioni è molto pericolosa, in particolare per le PUT, ed è altamente sconsigliata a tutti coloro che non sanno gestire ordini automatici a protezione validi nella fase di contrattazione continua del mercato. Tali ordini non entrano quasi mai, ma servono per evitare il rischio rovina in caso di eventi catastrofici (attacchi terroristi, cataclismi ecc.).
Rischio rovina che overnight può essere evitato solo con effettive coperture da rimuovere il mattino seguente.
Quindi solo a scopo didattico considererei PUT OTM che vadano da 22800 a 23000 (più lontane sono meno si incassa, ma si hanno più probabilità di successo).
La strategia prevede semplicemente di accompagnarle alla scadenza tecnica settimanale di venerdì 29 incassandone l'intero premio o di chiuderle tassativamente una volta che arrivino in the money (FTSE MIB < 22800 o <23000 a seconda della scelta precedente).

 

Si avvicina sempre di più la scadenza tecnica trimestrale di giugno e vado ad aggiornare e chiudere il trade insolito sulle opzioni scadenza giugno identificato dal mio software proprietario nella seduta del 26 febbraio (per chi non lo avesse seguito e fosse interessato a sapere di cosa sto parlando questo è il LINK)

 

Il trade “anomalo” (con break even up 24282 e break even down 19218), che mi limitai a copiare, fu il seguente:
Short CALL 23500 Giugno 338
Short PUT 20000 Giugno 444



Venerdì 22 maggio le quotazioni con chiusura in area 23800 di indice erano:
CALL 23500 Giugno 650 (-3120€)
PUT 20000 Giugno 14  (+4300€)

 

Per un utile finale di +1180€ sulla strategia proposta (con 4 call e 4 put).
Dalla settimana precedente (+2500€) l’utile ha subito un calo drastico con l’indice FTSE MIB che è riuscito a mantenersi saldamente sopra 23500 portando così le CALL in the money.

 

Perché chiudere se ancora non c’è conferma del superamento di 23800?
Prima di tutto perché non conosco le ragioni del trade anomalo (ho semplicemente copiato) in seconda battuta il fattore di rischio è salito esponenzialmente (prezzi ITM ossia sopra base CALL 23500, indice che come detto sopra è in una fase di continuazione rialzista ecc.) e non permette più di gestire serenamente la posizione basterebbe una piccola accelerazione per bruciare interamente il gain.
Non sarei stupito se alla scadenza giugno si rientrasse in zona 23500, ma il pensiero di un trader su quel che potrebbe essere deve essere ben distinto dal suo operare che deve basarsi esclusivamente su quel che vede.

 

DAX

 

 

Quella del QI europeo è una fase nuova per tutti, ma vent’anni di esperienza e studi sui mercati azionari mi hanno sempre portato alla conclusione che quando gli indici terminano una fase “troppo tecnica” poi regna il caos (che per un trader non è sinonimo di crollo). Per ora sull’indice tedesco tutto sembra proseguire come se fosse stato programmato da un computer.

 

Il DAX ha realizzato uno degli scenari che ritenevo importanti per un intervento direzionale e nello specifico si è verificato lo scenario 1 (vedi articolo precedente) essendo stata mantenuta l’area della trendline rialzista e della media mobile a 100 giorni (11250 ca) ed essendosi verificato il break rialzista della media mobile a 20 giorni (tra l’altro in gap up) che non avveniva da 14 sedute consecutive (21 escludendo la micro perforazione del 27 aprile).

 

Anche il DAX come il FTSE MIB ha mostrato però timidezza non essendo riuscito a dare un segnale di forza rialzista più chiaro come il superamento della media mobile a 50 giorni; i corsi stanno fluttuando attorno ad essa, ma senza convincere gli scettici di ogni rialzo e per ora nemmeno me.

 

La situazione attuale caratterizzata da una contrazione della volatilità appare poco nitida e non mi fornisce sufficienti indicazioni per realizzare una strategia con un buon rapporto rendimento/rischio.

 

Potrebbe essere interessante un eventuale pull back confermato sulla meda mobile a 20 giorni per prendere posizioni rialziste o non ribassiste, ma questo, al momento, è uno scenario di fantaborsa.

 

Se mi dovessero forzare la mano per operare utilizzerei un’eventuale break rialzista convinto (non micro) della media mobile a 50 giorni per prendere posizioni non ribassiste (Short Put)

 

Ratio FTSE MIB vs DAX

 

 

Sul Ratio, pur non è successo nulla realmente, c’è stato il calo tecnico atteso causato dai dividendi.

 

Il grafico non fornisce nuove indicazioni e non si presta nemmeno a commenti.

 

La posizione resta neutrale fino a nuovo segnale. 

 

 



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