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IEA: il Natural Gas vince tutto, ma la corsa è ad ostacoli
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La Redazione Articolo pubblicato il 19/11/2018 08:00:51
Nell’ultimo report della International Energy Agency c’era qualcosa di buono per tutti, ma i sostenitori di carbone, energie rinnovabili, petrolio e gas probabilmente hanno capito male…

 

Nell’ultimo report della International Energy Agency c’era qualcosa di buono per tutti, ma i sostenitori di carbone, petrolio e gas probabilmente hanno capito male: per sapere cosa è successo dobbiamo tornare indietro nel tempo di alcuni giorni, più precisamente al 13 novembre, quando è stato pubblicato il report completo redatto dai tecnici della IEA.

Nel report in oggetto si faceva chiaro riferimento ad un futuro del settore energy nel quale il natural gas è destinato a superare il carbone soffiandogli il secondo posto nella classifica delle fonti di energia a livello globale: il sorpasso, secondo gli analisti, dovrebbe avvenire entro il 2030.

Notizie positive anche per le rinnovabili, con l’agenzia che prevede anche da parte di queste fonti energetiche un sorpasso del carbone entro il 2040, con le fonti green che acquisirebbero una quota di mercato pari al 40%.

Grafico Natural Gas by Tradingview

A questo punto potremmo asserire che le brutte notizie sono quelle riservate al Carbone, ma non è così, perché la IEA continua a prevedere invariato l’utilizzo di questo combustibile fossile altamente inquinante grazie ad un aumento dell’utilizzo dello stesso nell’area asiatica che andrà a compensare la contrazione localizzata in Europa e Nord America.

Se la previsione della IEA si rivelerà corretta i paesi esportatori di carbone con focus la regione asiatica (ad esempio Australia, Indonesia e Sud Africa) potranno godere di anni di solida crescita, ma (perché un ma c’è sempre) le cose potrebbero andare ben diversamente…

Nel report vi sono almeno due “avvertimenti” che ci spiegano come l’evoluzione della domanda nei prossimi due decenni potrebbe rivelarsi molto differente dalle attese.

Il primo avvertimento riguarda le emissioni di carbonio, che sono destinate a salire più di quanto prevedano i limiti indispensabili a contrastare l’inquinamento globale: a questo punto entrano in gioco le politiche locali, con nazioni come India e Cina che, molto probabilmente, implementeranno azioni più intense nella lotta all’inquinamento.

L’inquinamento, nelle due nazioni succitate, non è affatto un problema secondario, tant’è vero che New Delhi risulta in una situazione ancor peggiore rispetto a quella in cui versa Pechino.

Un’eccezione, in questo senso, è costituita dagli Stati Uniti, con il presidente Donald Trump che rifiuta di accettare la teoria che vede in corso un vero e proprio cambiamento climatico.

In questo contesto, pare che il futuro potrebbe veder risplendere le energie rinnovabili a scapito di gas, carbone e petrolio.

 

A seguire - Se il Gas uccide il Carbone, chi uccide il Gas?


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