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Gas e crisi energetica: tutte le carte della UE



La Redazione Articolo pubblicato il 23/11/2022 09:00:00
La Commissione Europea ha proposto di applicare il cap ai derivati scambiati presso la Title Transfer Facility (TTF), la borsa del gas con sede nei Paesi Bassi che funge da benchmark dei prezzi in Europa

 

Nella giornata di ieri, la Commissione Europea ha spiegato con maggior chiarezza i dettagli del piano elaborato al fine di porre un tetto massimo ai prezzi del gas nella speranza che un intervento di questo tipo sia in grado di portare sollievo a famiglie ed imprese colpite da quotazioni che hanno raggiunto massimi storici; il commissario UE per l’energia, Kadri Simson, ha affermato che il price cap potrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2023 con durata di un anno e sarebbe posizionato a quota 275 EUR/MWh.  La proposta sarà discussa nel meeting dei ministri dell’energia UE che si terrà nella giornata del 24 novembre.

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I paesi UE sono tutti d’accordo?

L’idea di introdurre un price cap sulle quotazioni del gas naturale ha creato parecchio disaccordo tra i paesi UE: Belgio, Grecia, Italia e Polonia chiedono a gran voce un intervento di questo tipo, mentre la Germania, la più grande economia del blocco, guida i paesi membri che si oppongono a tale provvedimento sottolineando come questo potrebbe complicare l’approvvigionamento e ridurre l’incentivo a consumare quantità inferiori di gas.

Come funziona il Price Cap?

La Commissione Europea ha proposto di applicare il cap ai derivati scambiati presso la Title Transfer Facility (TTF), la borsa del gas con sede nei Paesi Bassi che funge da benchmark dei prezzi in Europa.  Il cap entrerebbe in azione nel caso in cui i prezzi dovessero superare i 275 EUR/MWh per due settimane o nel caso in cui i prezzi del TTF si mostrassero superiori  di 58 Euro rispetto al GNL per 10 giorni consecutivi entro le due settimane.  Il price cap, in questo modo, non influirebbe sul commercio OTC e questo, secondo la Commissione, rappresenta una sorta di “valvola di sicurezza” in grado di garantire le consegne critiche.

 

Come reagirà il mercato?

La Association of European Energy Exchanges (Europex) ha affermato che il piano della Commissione potrebbe rappresentare un grave rischio per la stabilità finanziaria e l'approvvigionamento nei mercati energetici europei con il price cap che potrebbe indurre le utility a interrompere l'acquisto e la vendita a termine della loro produzione con un orientamento più marcato verso il mercato OTC non soggetto al limite.  La Commissione ha risposto alle critiche affermando che il meccanismo è attentamente progettato per essere efficace, senza compromettere la sicurezza dell'approvvigionamento, il funzionamento dei mercati energetici dell'UE e la stabilità finanziaria.

 

Il Price Cap abbatte realmente i prezzi?

Simson ha affermato che, allo stato attuale, non esiste un mezzo in grado di abbattere istantaneamente i prezzi del gas, con il limite a 275 EUR/MWh che si presenta più alto di quanto in molti si aspettassero in quanto, in precedenza, si era parlato di un range compreso tra 150 e 180 EUR/MWh.

Sebbene il massimale di prezzo sia concepito per essere una soluzione temporanea, la Commissione desidera un parametro di riferimento dei prezzi alternativo più duraturo per il gas in Europa e ha chiesto alle autorità di regolamentazione dell'energia dell'UE di lanciarne uno entro il 31 marzo 2023.  Storicamente, il prezzo del gas presso il TTF è stato utilizzato come riferimento per le consegne di GNL in Europa, ma la forte riduzione delle forniture di gas russe ha reso il prezzo del TTF estremamente volatile e, spesso, più costoso dei prezzi del GNL in altre regioni.  Bruxelles afferma che è necessario un nuovo indice poiché il TTF è guidato dalla fornitura di gasdotti e non rappresenta un mercato che includa più GNL.  Alcune fonti di settore hanno suggerito che l'industria dovrebbe sviluppare un nuovo benchmark che, tuttavia, avrebbe successo solamente nel caso in cui l’industria del gas dovesse decidere di utilizzarlo. 

 

Il gas russo

La Commissione ha suggerito un tetto massimo del prezzo del gas russo a settembre, ma ha abbandonato l'idea dopo che i paesi dell’Europa centrale ed orientale hanno opposto una grande resistenza a questo provvedimento timorosi di una reazione di Mosca.  L'Europa faceva affidamento sulla Russia per circa il 40% del suo gas prima che Mosca invadesse l’Ucraina, ma tale quota è ora scesa all’8% e, visto il forte calo, alcuni diplomatici hanno affermato che un limite di prezzo farebbe poco per ridurre i prezzi del gas in Europa e funzionerebbe più come una mossa geopolitica per tagliare le entrate a Mosca.

 

Fonte Reuters

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