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Gas Naturale: la corsa dell’UE prosciuga la Gran Bretagna



La Redazione Articolo pubblicato il 01/07/2022 09:00:00
L'Unione Europea nel suo insieme, che storicamente dipendeva dalla Russia per circa il 40% del suo gas, punta a porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi entro il 2027

 

A partire dalla fine di marzo, la Gran Bretagna ha esportato in Europa una quantità record di gas naturale, una performance resa possibile dalla corsa dell’UE allo riempimento dei siti di stoccaggio al fine di proteggersi da eventuali interruzioni dei flussi da parte della Russia (fonte National Grid); la Gran Bretagna, solitamente, detiene ampie quantità di gas esportabili a causa della scarsa domanda in loco a cui si aggiungono scorte contenute: in questo caso, i dati in arrivo a mercato indicano che ben 75 milioni di metri cubi (mcm) al giorno fluiscono in Europa.

La National Grid ha affermato che, nel caso in cui i flussi dovessero mantenersi a questi livelli fino a settembre, la fornitura UK arriverebbe a pesare per il 15% dello stoccaggio strategico di gas dell’Europa.

Come afferma il portavoce della National Grid i prezzi tradizionalmente elevati del gas in Gran Bretagna determinano l’entità dei flussi: tali prezzi sono storicamente più elevati di quelli dell’Europa continentale nel corso della stagione di picco della domanda - nel periodo invernale - una condizione indotta dalla carenza di impianti di stoccaggio; la nazione, inoltre, fa molto più affidamento, rispetto all’Europa, sul GNL.  Tale situazione è stata invertita dal conflitto in Ucraina che, innescando un forte aumento delle quotazioni del gas in Europa, ha incoraggiato i flussi in uscita dalla Gran Bretagna.

Grafico Gas Naturale Europa by Tradingview

Molti paesi dell'UE devono ancora costruire infrastrutture per il GNL, in particolare la Germania, la più grande economia europea, che ha attivato la seconda fase del suo piano di emergenza del gas a seguito della riduzione delle forniture dalla Russia, tuttavia, proprio la Germania dispone di un elevato spazio per lo stoccaggio che, secondo i piani, dovrà essere riempito almeno al 90% entro il 1° novembre.

L'Unione Europea nel suo insieme, che storicamente dipendeva dalla Russia per circa il 40% del suo gas, punta a porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi entro il 2027.

La Gran Bretagna condurrà un'esercitazione a settembre, come ogni anno, prima dell'inverno, con la rete, il governo, l'autorità di regolamentazione dell'energia del paese e l'esecutivo per la salute e la sicurezza per garantire che la sua pianificazione di emergenza del gas rifletta le circostanze attuali.  In caso di carenza, la rete emetterebbe prima avvisi al mercato per cercare di attirare più gas e potrebbe quindi frenare l'uso del gas industriale per garantire che le famiglie rimangano collegate. Prenderebbe in considerazione la possibilità di intervenire nei flussi di interconnessione solo una volta esaurite le altre opzioni, ha affermato il portavoce.

 

Fonte Reuters

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