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FTSEMIB e Dax: Davide Magistri analizza i mercati



Davide Magistri Articolo pubblicato il 15/06/2015 09:00:33
Nuova analisi dei mercati condotta da Davide Magistri che, dopo la pausa della settimana passata, ritorna per aiutarci a mettere sfuoco al situazione

FTSEMIB

 

Dopo la pausa della scorsa settimana riprendo l’analisi dell’indice FTSE MIB cercando come sempre di focalizzare l’attenzione sui segnali che il mercato ha dato rispettandone la cronologia per quanto possibile.

 

 

Il 4 giugno, con una seduta a massimo e minimo decrescenti, c’è stata la prima chiusura sotto la media mobile a 50 giorni, dopo quella di inizio maggio (che non era stata sufficiente per un ulteriore affondo).


Nelle 3 sedute successive si sono verificati massimi e minimi decrescenti (4 consecutivi non si vedevano da dicembre 2014 e mai nel 2015 si erano viste più di 2 sedute con consecutive con questa caratteristica).


Il 9 giugno c’è stato l’atteso test della media mobile a 100 giorni, test brillantemente confermato nella seduta successiva con un running day (ampia barra con apertura vicino al minimo e chiusura vicino al massimo) a massimo e minimo crescenti.
Nella giornata di giovedì 11 la forza rialzista del mercato consente di realizzare un’altra seduta con massimo e minimo crescenti, ma con un’ampia ombra superiore (la chiusura, seppur positiva, è stata lontana dal massimo) che ha messo in discussione la prosecuzione del trend.


Non è solo l’upper shadow in sé stessa che fa presagire un possibile intervento ribassista, ma la posizione del suo massimo perfettamente corrispondente ad un pull-back sulle medie mobili a 20 e 50 giorni (come ho detto ad un paio di voi durante la settimana più veloce è la risalita dopo un break ribassista e più è probabile che si tratti di un pull-back…almeno inizialmente).


L’ultima seduta dell’ottava conferma quanto negativamente ipotizzato e con una seduta a massimo e minimo decrescenti l’indice italiano si è riportato in prossimità della media mobile a 100 giorni (che ora transita in area 22600) dalla quale ancora una volta ha trovato spunto per un rimbalzo (ancora da confermare).

Da dove può ripartire un trader dopo questo violento ping pong tra rialzisti e ribassisti? Un buon trader riparte sempre da quello che vede.


Se eliminiamo tutto il noise prodotto da movimenti opposti cosa rimane?


Senza ombra di dubbio il punto di massimo relativo 3 Rosso (ed ovviamente anche il 2, più facile da tradare ma meno appetibile dal punto di vista dell’incasso massimo da qui alla scadenza trimestrale di settimana prossima) che ancora una volta evidenzia l’importanza dell’area 23800-23900.


Una considerazione successiva è che i punti 2 e 3 Rosso sono leggermente decrescenti, mentre i 4 e 5 verdi sono praticamente coincidenti, questo è un indizio che sposta, anche se di poco, l’ago della bilancia dalla parte dei ribassisti.
Il punto 4? Rosso, pur non trovando ancora piena conferma, è un altro elemento a favore dei ribassisti sia dal punto di vista tecnico che da quello cronologico.


Nota: dopo 2 anni dovrebbe essere chiaro, ma ci tengo a ribadire che i numeri sul grafico non rappresentano alcun conteggio di onde di Elliott; si tratta di semplici punti di svolta del mercato che io ritengo importanti. Punti che sono permanenti nella mia lettura del grafico e quindi differenti delle onde di Elliott che a volte cambiano conteggio a seconda del vento.

Infine avvalendomi dell’open interest non posso non ricordare il trade anomalo (che io ho già liquidato) che vi ho mostrato a partire da febbraio e che andrà in scadenza proprio settimana prossima.
I più attenti si ricorderanno che tale trade sarà in massimo utile se la scadenza tecnica avverrà sotto 23500, con l’ultima chiusura in area 22900 e con tutti gli elementi fin qui elencati non è certo un particolare trascurabile. 

 

 

Il grafico conclusivo dell’open interest giugno, in cui evidenzio anche l’area di confidenza, si può osservare come ancora una volta i venditori della prima ora abbiano avuto (stiano avendo, dato che mancano 4 sedute più un’apertura) successo vendendo in tempi non sospetti 24500 Call e 19000 Put.


Tra i valori intermedi che probabilmente entreranno in gioco nell’ultima settimana ci sono la 22000 Put (7357 pezzi), che per essere vincente, molto probabilmente necessiterà della tenuta della media mobile a 100 giorni e 23000 Call (6098 pezzi) che a mio avviso è troppo at the money per essere presa in considerazione.


L’indice FTSE MIB così impostato dovrebbe consentire l’apertura o il mantenimento di posizioni Short Call 23800 con un buon rapporto rendimento/rischio, il primo punto critico sarà sicuramente l’eventuale superamento del massimo di giovedì 11 scorso (23436) e della soglia 23500 dove andrebbe coperto con futures almeno il delta negative del trade fino a portarlo a delta neutral.


Non escluderei nemmeno in caso di nuovo test vincente della media mobile a 100 giorni nelle prima (o al massimo seconda) seduta della settimana la possibilità di associare al precedente anche un trade Short Put 22000 realizzando di fatto uno Short Strangle (22000-23800).

DAX

 

 

Il Dax è così perfetto che mi consente addirittura di ripartire da un commento di due settimane fa.


“A differenza dell’indice italiano, che è ben lontano da fornire un segnale bearish di medio periodo, il DAX si trova ad un bivio. L’eventuale break ribassista della MA100, della trendline rialzista e del punto 6 verde aprirebbero un cratere che potrebbe condurre fino alla media mobile a 200 giorni e quindi al ritracciamento (bianco) del 50% del rialzo ottobre 2014 – aprile 2015”. (errata corrige in quanto scrissi “dell’ultima gamba rialzista” i cui ritracciamenti sono evidentemente in verde come si può apprezzare dal grafico)

Durante la mia pausa l’indice tedesco ha bucato a ribasso tutti i livelli che gli consentivano di conservare un trend rialzista di breve/medio periodo.

Non vi annoierò più quindi con la mia trendline rialzista 1-2-3-6 verde (4 punti permettetemi di dire che questa è una trendline seria non come molte che vedo tra 2 soli punti e nemmeno precisi) che ora è definitivamente persa ed anche se non posso escludere che un’estensione del pull back in corso possa ritestarla, per quanto mi riguarda, ha esaurito la sua funzione (cioè quella di fare assumere posizioni non rialziste al suo cedimento).
La discesa avviata con segnali inequivocabili si è interrotta a metà strada tra le medie a 100 e a 200 giorni (quest’ultima a mio avviso area di “target”) dove passa il 38,2% (bianco) del ritracciamento di Fibonacci dell’intero movimento rialzista (ottobre 2014-aprile 2015) ed il 50% (verde) del movimento gennaio-aprile.


La correzione vista fino a qui potrebbe essere sufficiente senza che debba necessariamente raggiungere la media mobile a 200 giorni?


Sì, potrebbe.


Analizzando i dati a disposizione però non sembra ancora ora di suonare la carica per i tori.


Il Dax al momento mostra due massimi decrescenti 6 e 7 Rosso (che io ho congiunto con una linea per mostrare il trend negativo di breve/medio e che non sarà una trendline utilizzabile ai fini del trading finché non ci sarà almeno un terzo punto a confermarla); un ulteriore massimo decrescente 8? Rosso che necessita conferma, ma potenzialmente avrebbe inclinazione negativa peggiore rispetto a 6-7.
8? Rosso (così come 4? Rosso per il FTSE MIB) apparentemente è un massimo relativo formato da un pull back su valori fondamentali per l’indice tedesco e nello specifico mi riferisco alla media a 100 giorni.

 

Interessantissima anche la media mobile a 50 giorni, che “casualmente” ha la stessa inclinazione della linea di congiungimento tra 6 e 7 e che si appresta ad incrociare l’ex trend line rialzista (ora verde tratteggiata).

 

Dati tutti questi elementi, anche nel caso dell’indice DAX, il trade più concorde al trend e con un buon rapporto rendimento rischio è lo Short Call out of the money (interessanti a mio avviso tutti gli strikes superiori alla media mobile a 50 giorni fino al punto 7 Rosso) con copertura del delta negative in caso di superamento della media a 100 giorni.

 

RATIO FTSE MIB vs DAX

 

 

Nessuna novità sul Ratio che, pur mantenendo una intonazione positiva, non ha fornito nuovi spunti operativi.


L’andamento del Ratio, come già descritto negli articoli precedenti, sta mostrando come la “crisi” attuale stia pesando quasi esclusivamente sull’indice tedesco che ha realizzato massimi e minimi decrescenti di breve/medio periodo, mentre l’indice italiano si trova ancora in un movimento classificabile come laterale.

 

Vedremo nell’ultimo appuntamento di settimana prossima se il grafico fornirà un nuovo segnale Long con il superamento della media mobile a 100 settimane o se assisteremo ad un pull-back su 1,98 (area del precedente massimo relativo)

 

 



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