La scoperta di ENI è di quelle destinate a far parlare a lungo tempo: l’azienda ha infatti scoperto un enorme giacimento di Gas Naturale al largo delle coste egiziane.
Il giacimento si trova in acque profonde nello Zohr Prospect (Shorouk block) e si stima possa contenere 30 trilioni di piedi cubi di prodotto. L’evento - confermato dalle autorità egiziane - conferma la validità della strategia esplorativa messa in campo dai tecnici del gruppo ENI, strategia che consiste nel sondare aree definite “mature”.
“L’Egitto ha ancora un grande potenziale - dice Claudio Descalzi, CEO del gruppo - e questa storica scoperta è destinata a trasformare il settore energetico egiziano”.
Le compagnie impegnate nel settore energetico (Petrolio e Gas Naturale) sono costantemente alla ricerca di nuove risorse in quanto stiamo assistendo ad un progressivo impoverimento dei giacimenti esistenti.
La domanda proveniente dall’Egitto si presenta in continuo aumento ed il nuovo giacimento contribuirà alle necessità del paese per i prossimi decenni.
Export
“Una scoperta di queste dimensioni - dice Robin Mills, Manaar Energy Consulting - dovrebbe essere sufficiente a coprire buona parte del gap energetico dell’Egitto. Dapprima dovranno essere soddisfatte le necessità interne e poi si potrà mettere a punto un piano per eventuali esportazioni. La situazione attuale avrà ripercussioni anche sullo stato di Israele il quale sarà costretto a rivedere i piani di vendita del prodotto verso l’Egitto”.
A risentire della scoperta potrebbero essere alcune ditte israeliane tra cui Noble Energy Inc, impegnata nello sviluppo di impianti di estrazione in Israele e sostenitrice della necessità di esportare prodotto proprio verso l’Egitto; condizione simile per Delek Group e Tamar che hanno già firmato contratti specifici con le autorità egiziane.
I tempi operativi sono in ogni caso molto estesi e si ritiene necessario un periodo di sviluppo di circa quattro anni prima di assistere all’avvio vero e proprio delle attività estrattive nel blocco di Shorouk.
ENI
L’Egitto è il primo paese straniero nel quale la ditta ENI si è espansa partendo dalla nazione natia: l’Italia.
La società produce già Gas Naturale in Egitto ed è partner in un’impresa che opera nella liquefazione del Gas Naturale sita a Damietta, sulla costa del Mediterraneo.
Descalzi, divenuto amministratore delegato circa un anno fa, ha incontrato il presidente egiziano Abdel-Fattah El-Sisi nella giornata di sabato con la precisa intenzione di discutere i dettagli ed i possibili sviluppi derivanti dalla scoperta effettuata.
Descalzi non è nuovo alle scoperte di giacimenti ed ha già portato la ENI a scoprire il giacimento Mamba, in Mozambico, dove la ditta può beneficiare di un bacino della capacità di ben 75 trilioni di piedi cubi di Gas Naturale.
