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Petrolio: superato il picco ciclico
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La Redazione Articolo pubblicato il 08/11/2018 08:00:52
La storia insegna: così recita un famoso detto, e le similitudini tra le evoluzioni di prezzo attuali del Petrolio e quelle avvenute in passato potrebbero fornirci alcuni indizi utili a comprendere cosa potrebbe accadere in futuro.

 

Nella fase di ripresa del ciclo, il mercato è contraddistinto da un rapido aumento dei consumi e da un aumento della produzione sostanzialmente lento, un contesto che consente l’assorbimento del prodotto in eccesso accumulato in precedenza, ma l’aumento dei prezzi spot e la contrazione dei calendar spread innesca una contrazione nella crescita dei consumi in un contesto che vede la produzione aumentare fermando, quando non invertendo, la dinamica di prezzi spot e spread: la sequenza ciclica appena descritta descrive praticamente alla perfezione l’evoluzione del mercato petrolifero nel corso del 2018, confermando la tipicità della ripresa ciclica in oggetto.

La crescita dei consumi si mostra in contrazione nelle economie avanzate ed in quelle emergenti in una vera e propria risposta all’incremento delle quotazioni, ed in questo contesto troviamo, a fare da sfondo, l’aumento della produzione in players di estremo rilievo quali USA, Russia ed Arabia Saudita.

I prezzi spot e gli spread, attualmente, si mostrano in fase di contrazione, una dinamica che contribuirà ad evitare, od almeno ad attenuare, un potenziale eccesso di offerta nel periodo 2019 - 2020; i prezzi più contenuti, inoltre, dovrebbero essere in grado di frenare una crescita eccessiva nella produzione dei membri OPEC+ e del settore Shale statunitense e, potenzialmente, potrebbero favorire una ripresa dei consumi.

Eventuali shock di mercato, tuttavia, potrebbero innescare un nuovo rialzo delle quotazioni o, in caso contrario, dare il via a nuovi ribassi nei mesi a venire (in questo caso si mostrano rilevanti le dinamiche di offerta in Venezuela, Libia e Nigeria).

Dopo il picco ciclico del 2011 i prezzi si sono mantenuti a livelli relativamente elevati, anche se in graduale declino, a causa delle interruzioni di fornitura da parte di Libia, Venezuela, Nigeria, Iraq ed Iran e qualcosa di simile potrebbe accadere nel periodo 2019 - 2020, ma in assenza di veri e propri shock alla fornitura la ripresa ciclica iniziata nel periodo 2015 - 2016 sembra attualmente essere completa.

 

Fonte Reuters
Autore dell’analisi John Kemp


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