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Petrolio, OPEC: aumentare i tagli? Non se ne parla!
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La Redazione Articolo pubblicato il 29/11/2019 04:30:23
Se vi aspettavate un approfondimento dei tagli alla produzione da parte di OPEC e produttori alleati molto probabilmente rimarrete delusi, perché…

 

Vista l’evoluzione dei fatti è lecito pensare che qualcosa sia cambiato, in quest’ultimo mese, ed è proprio quanto è accaduto…

 

Arabia Saudita

L’Arabia Saudita, nonostante si proponga da sempre come un’accanita sostenitrice dei tagli alla produzione, non ha fatto alcun passo concreto al fine di indurre gli altri produttori a schierarsi a favore di ulteriori tagli alla produzione di petrolio, e questo perché si trova già a far fronte ad una situazione gravosa: è vero che necessita di prezzi del greggio superiori a quelli attuali al fine di soddisfare le esigenze di bilancio, ma è anche vero che il Regno si è fatto carico della quota maggiore dei tagli riducendo l’output di oltre il doppio di quanto richiesto al fine di onorare gli accordi di Vienna mentre altri produttori - ad esempio Iraq e Nigeria - non hanno rispettato in toto gli impegni presi.

 

Russia

La Russia si trova nella situazione di Nigeria ed Iraq, ossia non ha mai rispettato gli accordi presi con gli altri produttori, e con 11,24 milioni di barili di greggio e condensa pompati nei primi 26 giorni di novembre mostra un output superiore di 54000 barili giornalieri rispetto a quanto richiesto al fine di soddisfare gli impegni presi in precedenza.

 

Le dichiarazioni di Barkindo

Le dichiarazioni di Mohammad Barkindo, segretario generale OPEC, indicano un futuro “meno complicato” per il settore petrolifero: nel corso del 2020 assisteremo comunque ad un surplus di circa 650000 barili giornalieri - primo semestre 2020 - ma sarà collocato in un quadro economico migliore che consentirà un migliore assorbimento dell’eccesso in un contesto connotato da un calo delle forniture shale statunitensi.

In virtù di questi cambiamenti nella view complessiva del mercato petrolifero 20 dei 35 soggetti interpellati da Bloomberg prevedono solamente un’estensione dei tagli alla produzione fino a giugno 2020, mentre altri 8 prevedono un’estensione di maggior durata…

 

Fonte Bloomberg

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