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Petrolio. I tagli saranno estesi: parola di ministro saudita!
(Pag. 2)



La Redazione Articolo pubblicato il 10/06/2019 08:00:37
I sauditi ne sono certi: gli accordi OPEC+ sulla produzione saranno estesi dopo i colloqui con la Russia…

 

Il WTI, nella passata ottava, è crollato in quello che è definito un bear market, ed il Brent è sceso  al di sotto dei 60 dollari per barile per la prima volta dal mese di gennaio.

“Sanzioni e dazi commerciali sono i market driver del momento, e non possono essere previsti: la situazione del mercato è lungi dal potere essere definita positiva e la crescita della domanda potrebbe crollare al di sotto del milione di barili giornalieri, ragion per cui l’accordo OPEC+ si rivela molto valido per affrontare questa situazione di incertezza” (Alexander Novak, ministro dell’energia della Russia).

L’atteggiamento di russi e sauditi, in ogni caso, continua a mostrarsi divergente: i secondi ormai da tempo sostengono il protrarsi degli accordi, mentre i primi mostrano poca preoccupazione in questo senso: a questo proposito proponiamo le dichiarazioni del premier russo Vladimir Putin, la cui nazione potrebbe mostrarsi più resiliente rispetto all’Arabia Saudita nel sopportare prezzi del greggio contenuti: “Abbiamo alcune differenze di opinione a proposito di quello che potrebbe essere il prezzo giusto del Petrolio - spiega Putin riferendosi alla divergenza con i sauditi - a noi 60 o 65 dollari per barile vanno bene, perchè il nostro budget si basa su un barile a 40 dollari”.

Grafico Brent by Tradingview

Secca la risposta di Riyadh, che spiega come l’Arabia Saudita sia in grado di tollerare prezzi bassi più di chiunque altro, ma che, tuttavia, lasciar crollare le quotazioni come accadde nel 2015 sarebbe del tutto inaccettabile.

OPEC ed alleati non hanno ancora confermato una data ufficiale per il prossimo meeting ministeriale di Vienna: in origine si sarebbe dovuto svolgere a fine giugno, ma le difficoltà nella pianificazione si sono tradotte in una posticipazione dello stesso probabilmente tra il 2 ed il 4 luglio.

“Sono fiducioso nel fatto che, quando ci incontreremo, prenderemo la giusta decisione: i tagli saranno sensibili al mercato e, se sarà necessario, siamo in grado di regolarli in entrambe le direzioni” (K. al Falih).

 

Fonte Bloomberg


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