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Oro: qualcosa di grosso bolle in pentola…
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La Redazione Articolo pubblicato il 11/02/2020 12:00:00
Sostanzialmente i commercials si stanno rendendo conto che ora le banche centrali a livello globale dovranno reagire al rallentamento economico conseguente alla diffondersi del coronavirus e dovranno farlo creando una maggior liquidità nell’intero sistema

 

Sostanzialmente i commercials si stanno rendendo conto che ora le banche centrali a livello globale dovranno reagire al rallentamento economico conseguente alla diffondersi del coronavirus e dovranno farlo creando una maggior liquidità nell’intero sistema.

La banca centrale cinese ha iniettato 243 miliardi di dollari nei mercati per un periodo di quattro settimane, mentre la Fed ha già iniziato a pompare liquidità nei mercati, anche se, con i tassi di interesse ai minimi, dovranno mostrare una certa “creatività”.

Gli USA hanno già offerto alla Cina 100 milioni di dollari in aiuti, e questo al fine di contrastare la diffusione del coronavirus e - questo è quello che secondo Streible la gente dovrebbe comprendere - la Cina difficilmente sarà in grado di onorare gli impegni presi con Washington in termini commerciali: l’industria cinese risulta gravemente danneggiata dalla contrazione della domanda, l’ottimismo derivante dalla firma di Fase1 è ormai un ricordo e Fase2 è come polvere spazzata via e nascosta sotto il classico tappeto.

Gli investitori realizzeranno ben presto quanto sta accadendo, ed allora fuggiranno dalle piazze azionarie per cercare rifugio in altri assets come, ad esempio, l’oro e, più in generale, il comparto dei metalli preziosi.

Osservando la situazione dal punto di vista grafico, credo che si sia formato un nuovo floor a ridosso dei 1550 dollari per oncia con un supporto critico in area 1542,8 dollari per oncia.  La situazione attuale, nel suo complesso, potrebbe tradursi in una nuova ondata di acquisti in grado di spingere i prezzi a quota 1650 dollari per oncia: questo è il target attuale, e, secondo Streible, gli investitori potrebbero utilizzare due giorni di chiusure al di sotto dei 1542,8 dollari per oncia come un livello adeguato per gestire il rischio di un eventuale ingresso long.

 

Fonte KitcoNews


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