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Commodities, Goldman: è l’alba di un nuovo Super Ciclo
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La Redazione Articolo pubblicato il 06/01/2021 12:00:00
Un super ciclo può essere definito come un movimento decennale dei prezzi al di sopra del trend in un’ampia gamma di prezzo dei materiali di base e derivante da un cambiamento strutturale della domanda: per citare un esempio possiamo parlare dell’industrializzazione degli USA alla fine del 19° secolo o la ricostruzione post bellica in Europa e Giappone negli anni ’50.

 

Con la Cina che si è recentemente impegnata a mantenere la neutralità del carbonio entro il 2060 e Joe Biden che promette di riportare gli Stati Uniti all'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, la spinta alla decarbonizzazione sta diventando globale e sincronizzata ed una propensione al green di questo livello potrebbe favorire il crearsi di una situazione simile a quella degli anni 2000, ma non solo, perché oltre all’impatto diretto sulla richiesta di rame vi sarà un impatto significativo sulla creazione di posti di lavoro soprattutto nei paesi produttori di materie prime e, nel mentre, il consensus politico indica che quella che stiamo affrontando non è una crissi tanto finanziaria, ma sociale e che, quindi, avrà bisogno di soluzioni in tal senso.

I responsabili politici di tutto il mondo hanno segnalato che la piena occupazione e l'aumento del reddito per le famiglie a basso reddito è una parte fondamentale della politica post-covid,afferma Goldman, e tali politiche di ridistribuzione sono positive per le materie prime poiché le famiglie a basso reddito tendono a spendere di più del denaro extra che ricevono; secondo le stime della banca, dello stimolo finanziario dopo l'ultima crisi hanno beneficiato principalmente i gruppi a reddito più elevato la cui  propensione marginale a consumare la ricchezza è un misero 3%. Le persone più ricche semplicemente non hanno bisogno di spendere i soldi extra per più cose, mentre le famiglie più povere consumeranno quasi tutto.

Di rilievo anche l’aumento dei salari, che contribuirà a favorire il settore edile, connotato da una forte richiesta di materie prime: Goldman propone una situazione simile a quella del super ciclo degli anni ’70, ovvero un super ciclo con la spesa in conto capitale industriale che raggiunge i livelli del 2000 e la ricostruzione sociale che genera un boom dei consumi in stile anni ’70.

Un altro punto cardine della tesi del superciclo di Goldman è la mancanza di offerta pronta a soddisfare qualsiasi cambiamento strutturale della domanda.  La spesa in conto capitale nel complesso delle materie prime era già bassa prima del covid 19 ed è precipitata ulteriormente negli ultimi mesi poiché i produttori hanno dato la priorità al mantenimento delle operazioni esistenti, e la Cina, nel mentre, ha assorbito l’eccesso di offerta dei metalli del resto del mondo, ovvero rame, alluminio e ferro.

Goldman è particolarmente ottimista in merito al rame con un target a 12 mesi di 9500 dollari per tonnellata, ma il rame fa solo parte del movimento di un settore che potrà restituire una resa del 30% nel 2021.

La view di Goldman, tuttavia, non riceve certo un consenso diffuso, e molti analisti indicano un possibile calo dei prezzi proprio nel corso del 2021 a causa dell’attenuarsi della crescita cinese, ma questo è un il problema dei super cicli: con il senno di poi sono evidenti, ma al momento sono difficili da individuare.

Nel 2016, l'ex leader di BHP Billiton, Andrew Mackenzie, ha ammesso che in molti (inclusa BHP Billiton) erano impreparati a quello che è stato il più grande boom delle materie prime del nostro tempo: stiamo per sperimentarne uno nuovo? È già iniziato? Nessuno lo afferma con certezza o sembra comprendere appieno la situazione attuale (a parte Goldman…) e trattandosi di un super ciclo, potremmo trovarci a discuterne per molto tempo ancora…

 

Fonte Reuters

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