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Speciale Gas Naturale: l’eccesso di produzione fa salire la pressione
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La Redazione Articolo pubblicato il 12/06/2019 12:00:02
Le formazioni shale producono troppo Gas? Sicuramente si, ma i produttori potrebbero aver trovato la soluzione…

 

I perforatori del Texas potrebbero aver trovato una soluzione per impiegare le ingenti quantità di Gas Naturale che scaturiscono dalle formazioni shale insieme al greggio, un apporto persistente che ha causato notevoli problemi ed ha costretto quegli stessi perforatori a bruciare il Gas oppure a pagare per trasportarlo altrove.

Attualmente almeno cinque produttori guidati da EOG Resources stanno sperimentando una tecnica che porta i pozzi ad essere altamente pressurizzati: sostanzialmente i pozzi vengono tappati ed il Gas viene nuovamente pompato all’interno degli stessi, ragion per cui la pressione all’interno aumenta smuovendo il Petrolio che ancora si trova intrappolato nelle formazioni rocciose (il procedimento viene attualmente impiegato in pozzi che hanno visto diminuire sensibilmente i volumi prodotti).

Questo metodo è stato già utilizzato nei pozzi convenzionali utilizzando Gas Naturale od Anidride Carbonica, ma il suo utilizzo si sta lentamente espandendo anche ai progetti shale; il Gas viene quindi impiegato sul posto e non necessita di essere trasportato altrove o bruciato, e, secondo i tecnici di EOG, i pozzi ormai vecchi potrebbero vedere la produzione aumentare in un range compreso tra il 30% ed il 70% aumentando il potenziale dei siti produttivi e la loro durata nel tempo.

Secondo quanto dichiarato da alcuni esperti di settore l’utilizzo di questo metodo potrebbe comportare il re impiego del 25% del gas associato prodotto che viene alla luce durante l’estrazione del greggio e che viene sempre più considerato un prodotto “sgradito!” a causa delle carenze evidenziate nelle infrastrutture dedicate alla movimentazione dello  stesso.

 

Aumento del Flaring

Il risultato dell’ingente produzione di Gas Naturale è che nel 2018, nel solo Permian Basin, le operazioni di Flaring, ovvero la pratica di incendiare il Gas Naturale in uscita dai pozzi, sono più che raddoppiate rispetto all’anno passato e questo genera problemi sia dal punto di vista economico che ambientale (attualmente si parla di 500 MCF giornalieri, ma si tratta di volumi in aumento) 

La pratica di iniettare Gas Naturale al fine di massimizzare l’estrazione di Petrolio (EOR, Enhanced Oil Recovery) era sino ad ora una prerogativa di EOG Resources, ma ora abbiamo altri quattro produttori impegnati in questo senso, e tutti parlano di risultati più che soddisfacenti.

 

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