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Russia e Petrolio: un buon motivo per abbandonare l’OPEC
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La Redazione Articolo pubblicato il 24/05/2019 04:30:20
La Russia potrebbe troncare la relazione con OPEC e produttori alleati? Diciamo che avrebbe almeno una buona ragione…

 

L’alleanza con la OPEC+ (il gruppo composto da produttori OPEC e dai loro alleati esterni al Gruppo) potrebbe danneggiare l’economia della Russia, consegnando nelle mani del premier Vladimir Putin un buon motivo per rifiutarsi di estendere gli accordi sulla produzione.

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Di fatto i prezzi più elevati del greggio garantiscono a Mosca maggiori entrate, ma, allo stesso tempo, stanno gravando su quello che è uno tra i maggiori settori industriali della nazione; ora Vladimir Putin si trova ad un vero e proprio bivio: continuare a sfruttare i benefici derivanti dall’alleanza coni sauditi, oppure favorire una crescita economica più rapida?

“L’accordo OPEC+ è stato uno tra gli elementi che hanno determinato una crescita economica della Russia particolarmente lenta nel corso del primo trimestre - spiega l’ex funzionario del ministero dell’economia della Russia Kirill Tremasov ed ora analista presso Loko - Invest - e visto che i prezzi attuali sono sostanzialmente buoni per la Russia e che i produttori sono disposti a pompare volumi maggiori, Mosca potrebbe non voler estendere gli accordi”.

Nel primo trimestre il PIL della Russia è cresciuto dello 0,5%, nettamente al di sotto delle attese di mercato e nettamente al di sotto del 2,7% di crescita che ha contraddistinto l’ultimo trimestre 2018, ovvero la maggior crescita in sei anni palesatasi a mercato in corrispondenza di una produzione di greggio balzata a livelli record nel mese di dicembre con un volume pari ad 11,45 milioni di barili giornalieri.

Attualmente Mosca si è impegnata a ridurre la produzione giornaliera di greggio di 228000 barili, ma se OPEC ed altri produttori stanno prendendo in considerazione un’estensione degli accordi, la Russia ha già parlato apertamente di un possibile allentamento dei tagli alla produzione.

 

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